Mario

100) Saltatempo

In Un libro al giorno on 14 settembre 2010 at 8:00

Quand’ero molto piccolo ho visto un Dio. Scarpagnavo verso la Bisacconi. Scarpagnare vuole dire camminare a saltelli per via del dislivello, io abitavo in montagna, la scuola era in basso. Si scarpagna senza pause, con l’inerzia della discesa che impedisce di fermarsi, un continuo scuotimento nei giovani marroni e un piccolo ansito nei polmoncini. Le Bisacconi sono le scuole elementari del paese, un cubo giallo vomito dentro un giardino di erbacce barbare, e devono il loro nome a un uomo di nome Lutilio Bisacconi ricordato per essere morto sull’uscio di casa, ucciso dal cugino fascista.
Sulla lapide infatti c’è scritto:
Lutilio Bisacconi, caduto.
Poi si vede che non hanno pagato lo scalpellino o c’è stato un litigio ideografologico ma è finita lì: caduto. Non è specificato se in guerra, per la Resistenza, nel fiore degli anni, niente: caduto e basta.

Soluzione
Titolo: SALTATEMPO
Autore: STEFANO BENNI

trama: Lupetto è un bambino di paese degli anni ’50, figlio di un falegname, che frequenta le elementari insieme agli amici che comprendono la buffa e paffutella Selene, la sua “morosa”. Una mattina incontra un Dio che gli regala un orobilogio, ossia un orologio interno che gli permetterà di correre avanti nel tempo. Da quel momento Lupetto diventa Saltatempo e cresce con evidenti ideali comunisti e combattivi, in un paese che si prepara ad una negativa trasformazione. Insieme al suo orobilogio Saltatempo prevede e vive nello stesso tempo la costruzione dell’autostrada, la minaccia del bosco, la rovina del fiume, la perdita di un amico vittima della droga e altri cambiamenti portati dal tempo. Incrocia il sessantotto, gli scioperi, l’avidità dei padroni, insomma… vive la trasformazione dell’Italia che perde la propria identità mangiata dalla nuova politica e dal consumismo. Saltatempo è un vero e proprio salto dalla guerra partigiana alle rivoluzioni sessantottine, ambientato in un paesino che può essere quello di tutti, col fiume, il bar, le vigne…. Una storia poetica e triste con un pizzico di ottimismo nel finale e con un’irresistibile dose di umorismo presente in tutto il romanzo.

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  1. Va beh, allora me lo fai apposta, eh? 😉
    Da leggere “assolutissimissimamente”.

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