rossaurashani

Solo qualche inutile ora…

In La leggerezza della gioventù on 6 settembre 2010 at 10:46

Certo che la magia non è cosa. Soprattutto poi possedere la macchina del tempo. Ci si pensa qualche volta: e se avessi la possibilità di tornare indietro? Non dico tornare indietro per poi ricominciare, ma solo un intervento una tantum. Insomma, una qualche divinità maligna e dispettosa ci mette a disposizione, diciamo, tre ore di tempo per intervenire in un qualche luogo e in un qualche tempo della nostra vita.
Bella questa vero? Scommetto che a pensarci all’inizio ci avete fatto tutti un sorrisino eh? Avete avuto una sensazione di onnipotenza. Insomma vi siete detti: “Beh, adesso ci penso io!”. Solito esempio di stupidità umana. Questo me lo sono detta poi quando ho cominciato a pensarci davvero. Beh adesso pensateci anche voi davvero. Scommetto, ancora una volta, che il sorrisino vi si è congelato sulla bocca. Qui non si tratta di sentirsi onnipotenti, qui c’è davvero da diventare matti.
Sia chiaro, non che avrei paura di predere il toro per le corna. Su questo, personalmente, il coraggio non mi manca, solo che a pensarci bene non saprei proprio da dove cominciare. Non è così facile approfittare di tre ore di sana saggezza postuma. Poterne far uso prima che le cose accadano. Bella possibilità, ma come e dove metterci mano?
La vita è un pacchetto confezionato con quello che abbiamo potuto trovare. Qualche volta sembra raffazzonato e senza stile, ma potrebbe essere anche migliore di quello che appare. Magari invece quel pacchetto ordinato ed infiocchettato nasconde tanta inadeguatezza. Proprio per curiosità e anche perché amo le sfide io ci ho pensato e l’ho fatto pure seriamente. Vi assicuro che non c’era spazio per quel sorrisino iniziale. La cosa si è fatta subito seria. Ho proceduto a ritroso a grandi salti. Con meticolosità ho inserito quelle tre ore un po’ qui, un po’ lì. Prima dei momenti topici della vita. Ci ho pensato: magari poteva cambiare tutto. Bastava cercare con cura il momento preciso in cui la vita prendeva un certo corso. Tre ore solo per cambiarla. Troppo poco? Troppo tanto? Troppo stupido?
Devo dire che nell’imbarazzo della scelta o solo perchè sono così di carattere, dopo un po’ di tentativi ad intervenire nella mia vita, quelle tre ore mi sono pesate così tanto che ho dovuto cambiare idea. Non era giusto che le utilizzassi per me. Quelle tre ore avrebbero potuto salvare molte vite umane, non rendere solo migliore la mia vita. Ecco, qui mi sentivo molto più a mio agio. Avrei potuto lanciare l’allarme ai paesi al di sotto della diga del Vajont. Oppure avrei potuto avvisare quelli delle zone interessate dai vari terremoti che hanno scosso il nostro paese. E poi perchè solo qui? Perchè non scegliere il dramma di un altro paese? La caduta delle Torri Gemelle che si sono trasformate in guerre in altri zone? Perchè quelle tre ore non avrei potuto spenderle per gli altri?
Certo che nessuno mi avrebbe creduto. Certo che avrei fatto meglio ad intervenire suggerendo “possibilità” all’interno del mio cerchio famigliare e forse sarei riuscita a qualche cosa. Eppure mi resta sempre il sapore amaro di non sapere come le avrei usate per la mia vita. Forse le avrei usate per salvare una persona cara, o forse per far sì che la sua vita non venisse ingarbugliata dalla mia e pertanto legata da comune destino. E perchè allora non prima, evitando che il destino ci mettesse insieme. Ma allora sarebbe nato mio figlio? Forse no. O forse sarebbe solo stato un figlio diverso e io non avrei saputo cosa perdevo. Eppure se dipende da me non avrei voluto nessun figlio diverso da lui. Ah che responsabilita! Perchè non tentare una cosa più piccina, dove tre ore possono fare la differenza? Piccina sì, ma altrettanto importante. Allora forse me ne tornerei a quando ero ragazzina, a quel giorno di sole, in montagna, distesa su quel mare di neve. Proprio quel giorno che mi sembrava di poter tutto. Quando la vita tutto ti promette e tu sei felice per il futuro che avrai. Un semplice sogno che ti dava felicità. Allora sapere quello che la vita poi avrebbe mantenuto. Il grande peso di male e di bene che mi sarei portata sulle spalle. Forse allora avrei saputo che farmene di quelle tre ore di “conoscenza postuma”. Forse avrei potuto decidere un’altra vita o forse solo una possibilità alternativa. Proprio perchè in quel momento sapere era potere. Forse allora avrei cambiato tutto. Forse… ma, dico solo forse…

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  1. La sai la mia risposta: non lo so. Forse è che non cambierei nulla. Tutto è stato vita. E quel giorno, così importante per te, e io c’ero, nemmeno allora. Forse è proprio quel giorno che il troppo sole, che il troppo cielo, la felicità là, ci ha fatto impaurire. Ami di te anche la donna che eri quando non eri con me.

  2. io invece no, cara Ross, con questo post mi hai dato il delirio di onnipotenza. so esattamente quali sarebbero le tre ore che cambierei. so esattamente quale sarebbe il momento in cui mi guarderei bene dal ritornare in certi posti ed in certe situazioni. Un momento esatto in cui me ne starei alla larga, me ne andrei da qualche altra parte ed eviterei ogni contatto con una determinata persona, anzi farei finta di non conoscerla E sarebbe una scelta egoistica. Certo, non ci sarebbero i miei figli. o meglio, ci sarebbero, e sarebbero diversi. Sarebbero felici. perché i figli li avrei voluti comunque. Ma felici. Con un padre vero. Avrei risparmiato tante sofferenze soprattutto a mio figlio. Che in questo omento sarebbe a scuola, tra amici e tornerebbe a casa piu’ tardi tra persone che lo amano.
    Ma sai quante volte ci ho pensato? Se avessi potuto cambiare quell’esatto momento. Tra l’altro non e’ neanche un bel ricordo, ne farei volentieri a meno.
    Hai visto per caso il film Sliding doors? Ecco.

    • Martina cara
      se tornassi ad allora, sapendo o non sapendo, probabilmente tornerei a dire a Ross quel qualcosa confuso e goffo che voleva dire: “Ti prego, non amarmi”. Certo oggi non lo direi più; oggi. Io e lei lo viviamo diverso il nostra passato. Lei ha fatto tanto per scordare. Io non soino riuscito a scordare. Ricordo tutto molto bene. Ricordo soprattutto, questo è singolare per gli altri, i momenti belli. Non l’ho scordata mai. Sono più teso e cercare quello che ci ha visti diverso. Era uno stato provvisorio. La necessità di accettare delle scelte che non avremmo dovuto fare. Quello che quelle scelte ci costringevano. Quel rinunciare a noi stessi. Eppure ho avuto un bel matrimonio. Ma in un angolo ho sempre avuto, non ho dubbi, l’immagine di quella ragazza. Come un angolo personale. Un rifugio. Come direbbe lei: un eremo. Oggi le dico: “lasciati amare”. E lo faccio fin troppo spesso.

      • Caro Mario so che se torneresti a quella volta continueresti a dirmi: “Ti prego, non amarmi” che mi sembra un bel titolo di post 🙂 e so anche che avresti continuato a pentirtene. Non so proprio cosa avremmo potuto fare diversamente, o forse lo so, ma avrei dovuto essere una donna più furba e più sicura di me. Mettere le mie tre ore lì forse ci salvava tutti e due, ma non ci garantiva di essere quello che siamo oggi.
        Altri percorsi come ho scritto li ho fatti, ma mi sembra tutto così complicato.

      • A proposito, mai troppo spesso.

    • Ho fatto la fata tentatrice eh? 😉 Già tre ore ti avrebbero cambiato la vita. Beata te che ne sei certa. Almeno ti saresti risparmiata un errore che ti ha condizionato fortemente la vita. Ma chissà che altri errori avresti potuto fare in alternativa 🙂 Quanto sono cattiva eh? Certo che per quelle come noi i guai arrivano senza neanche andarli a cercare.
      Un abbraccione
      Ross

  3. Sì, è inquietante la domanda che hai posto. Io so il momento che cambierei, è un momento preciso, neanche sentimentale sai, è un momento in cui davanti a un medico di cui non mi fidavo sarei voluta fuggire e non l’ho fatto.

    Un intervento stupido, ma inutile e fatto male, che mi ha provocato oltre tre anni di dolori atroci, e il cambio totale della mia vita, la discesa negli inferi senza ritorno.

    Ho perso (piucchealtro lasciato) il lavoro, perso il marito, perso la casa, perso tutto quello che avevo e rimasta a dover ricominciare con poche forze a disposizione: ma se tutto ciò non fosse successo, mia figlia non sarebbe mai esistita, e questo pensiero mi è insopportabile.

    Avrei avuto altri figli? Certo, ma io è lei che voglio: come ho sempre detto, altri si accettano in aggiunta, non in sostituzione.

    C’è tanta letteratura su questo argomento, e tanti film pure ne sono stati fatti: tornare indietro e cambiare qualcosa, una piccola cosa, senza sapere poi come, nell’economia dell’universo, si sarebbe incastrata con tutte le altre.

    Non so, forse non lo farei…

    • Cara Ifi
      credo di capire che in quel momento ti si giocava tutto, passato e futuro. Certo quelle tre ore ti avrebbero risparmiato molti problemi. Problemi contingenti e anche problemi futuri. Certo come fccio io una vita senza tua figlia, che poi è quella figlia non è pensabile, anche se questo diu fa “convivere” con il problema di una mina vagante che chiameremo simpaticamente Attila 🙂
      Quello che hai vissuto mi pare una storia veramente molto interessante e con questo non voglio dire che sia per niente invidiabile, ma comunque conserva il fascino dell’avventura estrema. Forse nel tuo blog, la raccontasti, ma io ne ho perso traccia. Sarei curiosa di sapere, come sono curiosa di ogni particolare che faccia parte della vita veramente vissuta.
      Credo che sia umanamente condivisibile il voler intervenire su qualcosa che cambia totalmente la tua vita e che la rende decisamente difficile. La malattia è quanto di più deprimente esista. Ad un uomo che ti cornifica puoi anche smoccolare con una serie di epiteti da scaricatore di porto, ma alla malattia… che dire?
      Credo che anche tu come me di fronte ad una possibilità di scelta abbia preferito affermare: beh dai, per fortuna, è una cosasolo ipotetica e non sono costretta veramente a scegliere.
      Un abbraccio
      Ross

      • Il fatto è che io non stavo neanche male… prima che il medico mi mettesse le mani addosso intendo.

        Ora non mi sento di riparlarne, ci ho messo anni per dimenticare, e le conseguenze le pagherò comunque fino alla fine dei miei giorni (e meno male che, in un modo o nell’altro, la salute l’ho recuperata).

        Facciamo così, diciamo che ci possa venir data la possibilità di cancellare degli eventi senza nessuna conseguenza sul resto della vita, se non per quanto riguarda il settore specifico modificato.

        1) non tornerei da Israele

        2) non mi sposerei (non con l’uomo che ho sposato intendo)

        3) non lascerei mai l’azienda in cui lavoravo prima.

        (In tutto fanno una manciata di minuti, me ne rimangono ancora un po’ per cambiare qualcos’altro)

        😀

  4. Io invece concordo con Martina, cambierei eccome tre ore e più, mi piacerebbe cancellare completamente anni interi, specialmente il 1992 e il 1996.
    Qualche istante non basterebbe a cambiare granchè, tutte le peggiori decisioni purtroppo le ho prese ragionandoci sopra troppo a lungo!!!
    E non mi consola sapere che sono la Marisa che sono grazie al mio vissuto, ne farei volentieri a meno, a volte è un fardello davvero imgombrante.

    • Sono d’accordo con Marisa, le peggiori decisioni sono quelle su cui si è ragionato troppo.

    • Cara Marisa tre ore te le potevo anche dare ma due anni sono un po’ troppi 😉
      Mi spiace e lo sai capire che la vita è stata dura anche con te, ma c’è qualcuno che frequenti questo blog e che possa dire: “No, guarda, io di quelle tre ore non ne ho bisogno. Mi è andato tutto bene. Ho preso decisioni ottime e fortunate. Non cambierei la mia vita di una virgola.”?
      Purtroppo non mi pare.
      Un abbraccio e lo sai quanto sincero
      Ross

  5. Cara Ifi sei stata veloce. Bene ti resta ancora un bel po’ di tempo per cambiare altre parti della tua vita.
    Non ci avevo pensato, ma perchè non utilizzare qualche minuto di quelle tre ore?Forse sarei davvero riuscita a fare miracoli 🙂

  6. Io… beh! io, rinuncio volentieri alle mie tre ore, infarto compreso, per chi ne ha bisogno. Continuo a credere di avert avuto più di quanto ho dato. 😀

  7. In un bellissimo Film, “Peggy Sue si è sposata” dell’ ottimo F.F.Coppola, all’ Eroina del Film ( Peggy Sue, interpretata meravigliosamente bene da Kathleen Turner ! ) è effettivamente concesso di tornare indietro nel suo Passato !
    Nell’ attualità, Peggy adulta è delusa e depresa dal suo stato di ‘matrimonio fallito’, si prepara a divorziare da un Marito che l’ ha ampiamente delusa, frustrata, tradita con altre donne, un Uomo ( l’ ottimo Nicholas Cage ) che pure era stato il suo primo e grande amore, ma che rispetto al brillante Ragazzo che fu, vive a sua volta depresso da fallimenti a catena, trascinandosi tra una relazione e l’ altra con donne che non ama .
    Bene ! Peggy Sue ritorna alla sua adolescenza ed alle sue sognanti e solari giornate di Ragazza, rivede i Compagni di Scuola, i propri Genitori, i Nonni soprattutto ! Ritrova passioni e slanci giovanili e, soprattutto, re-incontra il bellissimo Ragazzo ( il ‘Poeta maledetto’ e affascinante, il ‘beatnik’ adorato da tutte le Fanciulle del College, che le reciterà, nell’ incanto di una notte stellata in cui Peggy ha deciso di lasciarsi andare con lui mutando il suo futuro-presente, gli struggenti versi di Yeats sull’ Anima Pellegrina ! ) di cui era stata anche lei innamorata e col quale voleva fuggire per sfuggire al suo Fidanzato, l’ Uomo che l’ avrebbe, da Marito, ferita e delusa !
    Come finirà ? Che Peggy Sue vorrà ritornare a ‘sè stessa’ ed ai suoi Figli, e – in conseguenza di quel viaggio straordinario – ritroverà la forza per perdonare e tornare ad amare, essendone riamata, suo Marito !
    Tornare indietro nel tempo, solo a questo – a mio parere – servirebbe : a farci apprezzare maggiormente quello che siamo, quello che abbiamo conquistato tra fallimenti e successi, tra lacrime e sorrisi, poichè ognuno è ‘frutto’ di se stesso .
    Felice o infelice che fu, “se oggi è sereno ed appagato”, benedice il suo Passato, se non lo è aumenta i suoi sforzi per esserlo, poichè la felicità e l’ amore ci aspettano sempre, basta sognarli e cercarli !
    Per questa ragione, e non per solidarietà di maschio, condivido a 360° le riflessioni di Ser @Mario e rinuncio anch’ io alle mie tre ore di viaggio a retrò !

    Ps. Onnipotenza, cambiare il Mondo ???
    Impossibile : se Dio non esiste, potremmo pure recedere nel tempo, ma impossibilitati a mutare la pragmatica casualità degli avvenimenti ( che, in tali ipotesi, si verificarono ‘indipendentemente’ dalla nostra volontà ) .
    Se Dio esiste, idem : poichè non potrebbe permetterci di modificare il “LIBERO ARBITRIO” già esercitato da noi e dagli altri, cancellando le cause degli avvenimenti passati e spostandone i diversi effetti nel futuro !

    • Bellissimo film!, con Kathleen Turner in stato di grazia…

      Beh, non so se conosci le avventure dell’orco della DreamWorks, ieri sera ho visto Shrek e vissero felici e contenti (sono mamma di tre orchetti piccoli anch’io) e il protagonista, stanco del solito tran tran e piuttosto depresso, viene catapultato da Tremotino in una versione alternativa del regno di molto molto lontano finchè ad un certo punto vediamo che non è mai nato…! e anche qui Shrek ha modo di rivalutare tutto quello che ha perso in un solo istante.
      Ma…beh, Fiona è molto più simpatica in versione guerrigliera della resistenza che in quella classica che siamo abituati a vedere… e confesso che in certi momenti della mia vita mi piacerebbe poter premere un pulsante alternativo per fare un bel reset (come in questi ultimi mesi) da cui salvare esclusivamente i miei bambini.

    • Gia quella storia del libero arbitrio mi ha sempre fatto girare (come di rebbe sirBruno) i confaloni. Dimmi che libero arbitrio si ha quando si nasce deboli, sfigati e pure anche plebei… Forse si dovrebbe dipendere dal libero arbitrio degli altri che sobo nati forti, belli, intelligenti e ricchi? Aspetta e spera!
      Se dio esiste è molto classista e burlone, senza contare che noi che siamo i suoi giocattoli, siamo puranco il suo unico divertimento. Vogliamo anche dire la sua unica ragione di vita?

      A parte questo è evidente che non si torna indietro. E’ pure evidente che l’eventualità, per quanto remota, mette a volte l’acquolina in bocca. Fosse anche per aiutare qualcun altro. Personalmente ho pochissimi rimpianti. Sono “de coccio” come si usa dire. Certo che probabilmente ritoccherei qui e lì, a volte mie decisioni, che ad onor delvero non ho mai preso pensandoci troppo, ossia, leggasi con il cuore. Ho comunque molti sensi di colpa perchè ritengo di aver fatto soffrire alcune persone, anche se so che difficilmente avrei potuto fare diversamente, se non andando contro i miei principi o i miei intendimenti. In un caso per esempio avrei guardato una persona con occhi più critici e forse avrei potuto scoprire che non era l’amico che credevo, ma una persona miserevole. Avrei potuto restargli amica, ma senza investire su di lui affetti e risorse. Alla fine sarebbe stato lo stesso per lui, mentre per me sarebbe stato meno tempo perso e anche forse forse avrei creduto di più alle “convenzioni” sociali. Andare sempre controcorrente non è il modo migliore di fare strada. Quelle tre ore mi sarebbero utili per non avere così tanta paura ad essere coinvolta. Ma questo non è certo. Forse avrei evitato qualche situazione disperata e forse avrei potuto salvare altri dalla disperazione. Non dileggio la mia vita passata. Poteva essere migliore e se non lo è stata non è proprio tutta colpa mia. Certamente sono quella che la vita mi ha fatto diventare e anzi sono quella che ero con in più le mie esperienze di vita (brutte o belle che siano) perchè anche “cambiare” è un esercizio che mi è molto difficile. Insomma le tre ore mi sarebbero utili, ma non necessarie. In effetti alla fine avevo pensato di usarle per chi ne aveva più bisogno di me.
      Un saluto a stendardi spiegati.
      Come dici: Questo è il viaggio ed è il mio 🙂
      Ross

      • Ecco Ross, in questo tuo ultimo commento mi ci identifico in pieno. E’ ovvio, questo e’ solo un gioco. Perché noi siamo i nostri errori ed i nostri vissuti. Ne avevamo parlato molte volte in altre occasioni.
        Il passato non si puo’ cambiare ma e’ proprio in virtu’ di questo passato che risultiamo le persone che siamo, con tutte le nostre amarezze ma anche gioie.
        Anch’io nn avrei voluto far soffrire i miei figli nel modo in cui hanno sofferto. E’ questo il mio rimpianto maggiore. Tutto il resto e’ di secondaria importanza.
        La vita e’ un bulldozer, va avanti e travolge tutto e tutti, a dispetto dei nostri rimpiandi e dei nostri “e se invece…”. Teniamoci i nostri errori e facciamone tesoro. Non possiamo cambiare il passato ma possiamo plasmare il presente in modo che ne venga fuori un futuro accettabile. Non credo alle perfezioni, ma credo alla gente che lavora duro per la serenita’ delle persone che ama.
        In fondo, come ho scritto anche nel mio blog, la vita e’ tutta qui 😉
        E queste discussioni disseminate nella blogosfera stanno per farmi postare qualcosa di sostanzioso… 😉

      • @Martina: a proposito di ciò che posterai, ho messo l’RSS del tuo blog sul mio, altrimenti non riesco a seguirti come quelli che invece sono su wordpress e riesco a vedere su un’unica pagina.

        Sei l’unica eh! (A parte la prozia, ma quella sai, capisciammé 😉 )

      • Cara Ross
        Di questo commento (mi piace, non serve dica perché mi piace), come da altri, si potrebbe trarre più che un post. Per esempio sulle forme dell’amore e dell’amicizia, sull’egoismo, etc. Anche se sulle convenzioni sociali ci sarebbe di che precisare.

  8. Se potessi tornare indietro?
    Non tornerei indietro.
    Quello che sono oggi mi va benissimo così, cazzate comprese. 😉

    • ti ho gia’ detto in altri frangenti che ti assumo per diventare la mia life trainer. Quanto vuoi? 😀

    • Eccola finalmente 😉 l’abbiamo tanto cercata! MadDog sei un mito, Volevamo almeno una donna che si sapese amare abbastanza da sentirsi soddisfatta della propria vita e l’abbiamo trovata in te.
      Se proprio mi avessero chiesto di dire chi potesse fare questa dichiarazione, almeno tra le mie frequentatrici assidue, il tuo sarebbe stato il primo nome che mi veniva alla mente. 🙂
      Ovviamente non saresti favolosa se non ci fossero comprese le cazzate!

      • Non tornerei indietro, no, neppure se sapessi che quel mio tornare indietro forse salverebbe la vita a qualcuno che ho amato profondamente.
        Quello che è stato è stato.
        Io sono il prodotto anche del peggio della mia vita. E va bene così.
        Oh, io di me son contenta. Che ci posso fare?
        E’ quello che mi sta intorno che, sovente, mi fa girare le balle.
        Uh, come son “contessa” oggi, signora mia.

  9. @Ify: e’ un onore… io e la prozia assieme 😉

    • Cara Martina, non è che si scappa dalla realtà. 🙂 Certo con un po’ più di fortuna e un po’ meno di delirio di onnipotenza qualche guaio ce lo saremmo anche risparmiato,ma tant’è. Siamo noi,ora,qui. Prendiamoci il bello della diretta. Oggi però,con una maggiore conoscenza della vita, il perseverare sarebbe diabolico, non credi. 🙂
      Aspetto con ansia
      Ross

  10. Questa domanda mi risulta un po’ inquietante. La possibilità di un cambiamento fatto con il senno di poi solletica, è vero, ma ritoccando qualcosa non significa certo che poi ciò che accadrà corrisponda a ciò che desideriamo. Quello che voglio dire è che se magari evitiamo un qualcosa che è accaduto e ci ha fatto star male, non vuol dire che poi non si venga a creare qualcos’altro. Il futuro (a partire da quel momento) non scorrerebbe nella stessa linea con cui ricordiamo il passato che abbiamo avuto (mi riferisco a quello attuale, cioè senza cambiare nulla).
    So che il pensiero è contorto, ma anche se l’acquolina c’è… io non so quanto coraggio avrei.
    Ti propongo un articolo del mio blog che , sebbene non si connetta direttamente, per grandi linee lo puoi benissimo agganciare!
    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/01/17/in-difesa-del-sig-a-r/

  11. Credo che il senso sia nella frase “Siamo sempre noi a decidere chi siamo” e pertanto non sono le cose che ci succedono a decidere della nostra vita.
    Non so se ci credo completamente. Certo credo che il potenziale sia dentro di noi. Siamo noi a muoverci nelle direzioni “scelte”, ma le opportunità della vita ci consentono, comunque, solo alcune delle scelte possibili.
    Credo che ci siano dei momenti topici in cui abbiamo avuto la possibilità di variare la nostra vita futura e anche con essa il nostro modo di essere. Forse sbaglio nel crederlo, ma ho avuto esperienze che mi fanno supporre che non è in noi il potere di tutto. Molto vale l’ambiente e le opportunità che ci offre. Molto vale dal carattere e da un fattore banale come la fortuna. Poi siamo davvero come vogliamo o decidiamo di essere, ma quanto siano libere quelle decisioni… ecco su questo ho dei dubbi.
    Interessante il blog, se non ti spiace lo metto sul mio blogroll.
    Ciao Ross

  12. Purtroppo devo dissentire dal fatto che siamo sempre noi a decidere chi siamo perchè spesso certi cambiamenti, certi pensieri sono ‘indotti’ dall’esterno. Che vogliamo o no, nasciamo in una determinata epoca, con determinati costumi, con determinati meccanismi sociali. Noi possiamo di scegliere cosa essere, ma solamente relativamente a quella epoca. Saremo infatti un ‘noi stessi’ , certo, ma solamente di quella epoca. L’essere in una realtà non è affatto una posizione assoluta.
    Siamo liberi, almeno a parole, ma poi la società ci ‘seleziona’ sul successo o meno dei nostri comportamenti!

    Okay facciamo un bello scambio di blogroll. BLog ‘n’ roll, come dissi tempo addietro! http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2010/11/21/863/

    Ps questi scambi di opinioni e tesi mi fanno amare sempre di più il fatto di scrivere su un blog :))

    • Ovviamente hai esposto il mio stesso dubbio.
      Siamo frutto della volontà e pure del caso. 😉
      Avere la possibilità di tornare ad un preciso momento della vita e poter tentare di cambiarne il percorso (col senno di poi) è un esercizio vano, ma stuzzicante. Forse poco cambierebbe, forse moltissimo. Nessuno lo sa e quindi non si può dire. Ma quanto sono belli i sogni e le fantasie.
      Di una cosa sono certa ed è che alcune opportunità che ho rifiutato nella vita, le rifiuterei anche ora, magari ne accettere poche altre alle quali ho rinun ciato a malincuore scegliendo qualcosa di cui non ero sicura. Ma potenzialmente il mio percorso in qualche modo me lo sono scelto coscietemente, sempre nei limiti e mei condizionamenti del contesto.
      Sì è bello avere un blog se mantieni la voglia di discutere con gli atri e pure di leggerli…
      Un caro saluto
      Ross

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