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85) L’amico ritrovato

In Un libro al giorno on 31 agosto 2010 at 8:00

Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l’assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti – giorni e anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito.

Soluzione
Titolo: L’AMICO RITROVATO
Autore: FRED UHLMAN

Trama: Stoccarda, anni trenta. Hans Schwarz frequenta il locale liceo Karl Alexander Gymnasium di Stoccarda. Un giorno viene aggregato alla classe Könradin von Hohenfels, di famiglia nobile, dai modi e tratti assai diversi da quelli degli altri compagni di scuola di Hans. Il rango nobiliare di Könradin intimidisce gli altri ragazzi, pur provenienti da famiglie alto-borghesi, ma affascina Hans che desidera diventargli amico. Tuttavia Könradin si dimostra poco attratto anche dal “Caviale”, il gruppo di nobili della classe che non stimolano affatto il suo interesse.
Un giorno, l’attenzione di Könradin viene catturata da Hans che faceva mostra di alcune monete antiche in classe e così scoprirono di avere una passione in comune. Dopo, sulla strada di casa, Könradin rivolge la parola ad Hans ed entrambi iniziano a discutere; da lì inizia un’amicizia basata anche su interessi comuni: Hans invita Könradin a casa sua e gli fa conoscere i suoi genitori (e gli mostra la sua collezione di monete, della quale va molto orgoglioso). Anche Könradin invita Hans a casa propria: la casa di famiglia di Könradin è di gran lunga più grande e lussuosa di quella di Hans, ma la cosa cui questi fa quasi subito caso è che non viene mai presentato ai genitori del suo amico, e ne viene a scoprire la ragione in maniera piuttosto traumatica: una sera, a teatro con la sua famiglia, Könradin fa finta di non conoscere Hans e non lo saluta. L’indomani, richiesta una spiegazione, Könradin dice ad Hans che sua madre odia e teme gli ebrei e suo padre, per amore della moglie, ne sostiene le posizioni: entrambi i genitori, inoltre, non gradiscono che il figlio frequenti ebrei.
Le leggi razziali di Hitler, nel frattempo, modificano lo status degli ebrei e anche Hans non è esente da discriminazioni, sebbene Könradin, per quanto seguace del dittatore tedesco, continui a far di tutto per evitare problemi al suo amico ebreo, con il quale però i rapporti sono ormai irrimediabilmente compromessi a causa dell’ideologia. Le strade dei due ragazzi si separano alfine quando i genitori di Hans decidono di mandare il ragazzo da alcuni zii negli Stati Uniti a New York. Una volta messo in salvo il figlio, i genitori di Hans si suicidano con il gas.
Da quel momento, e per più di trent’anni, Hans non sa più nulla delle vicende di casa propria: studia a Harvard, diventa avvocato sebbene la sua aspirazione fosse diventare un poeta e si costruisce una carriera in America, quando un giorno riceve una lettera dalla Germania: è il suo liceo di Stoccarda, che chiede ai suoi ex alunni ancora viventi un contributo per costruire un monumento in memoria dei loro compagni di scuola che caddero nella Seconda guerra mondiale. Alla lettera è allegata una lista in ordine alfabetico e Hans la scorre, saltando volutamente, tuttavia, la lettera “H”. Quando sta per gettare via la lettera, spinto dalla curiosità, scorre anche la lettera mancante e legge, alla voce von Hohenfels, Könradin: «Implicato nel complotto per uccidere Hitler. Giustiziato». Alla luce di questa scoperta, Hans si rende conto che i costumi del suo amico non erano corrotti come quelli della madre nazista e apprende di aver ritrovato l’amico Konradin postumo di un grandioso atto eroico. (da Wikipedia)

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