rossaurashani

81) I viaggi di Gulliver

In Un libro al giorno on 28 agosto 2010 at 12:34

Mio padre possedeva un modesto fondo nella contea di Nottingham, e io sono il terzo di cinque figli. All’età di anni quattordici egli m’inviò al Collegio Emanuele di Cambridge, ove rimasi per tre anni, dedicandomi strettamente agli studi: ma essendo il costo della retta troppo oneroso per le nostre povere sostanze (sebbene vivessi piuttosto magramente), fui destinato quale apprendista presso il dottor Giacomo Bates, eminente chirurgo di Londra, col quale rimasi per quattro anni; e inviandomi talora mia padre piccole somme di danaro, le investii per apprendere l’arte di navigare e altre cognizioni matematiche, utili a chi voglia darsi ai viaggi: come sempre ritenni sarebbe stata un giorno la mia sorte. Lasciato il dottor Bates, me ne tornai alla casa paterna; ove, con l’aiuto di mio padre e di mio zio Giovanni e d’altri parenti, raccolsi la somma di quaranta sterline e una promessa di trenta sterline annue per mantenermi a Leida: ivi studiai la medicina per due anni e sette mesi, ben sapendo che ciò sarebbe stato utile nei lunghi viaggi.

Soluzione
Titolo: I VIAGGI DI GULLIVER
Autore: JONATHAN SWIFT

Trama: Il libro si apre con un breve preambolo nel quale Gulliver si presenta, come d’uso nei libri dell’epoca, e fornisce un breve sunto della sua vita e degli avvenimenti precedenti ai suoi viaggi. Sappiamo dunque che si tratta di una persona di mezza età, di classe borghese, versato nella medicina e nella conoscenza delle lingue, con una grande passione per i viaggi, il che capita decisamente a proposito. Il primo viaggio viene intrapreso dal protagonista poiché egli non riesce a supportare la sua famiglia con la sua carriera di medico e dunque decide di imbarcarsi su una nave come chirurgo di bordo. Salpato da Bristol il 4 maggio 1699, naufraga su una terra sconosciuta, dopo 6 mesi di navigazione, a causa di una tempesta. Al suo risveglio si trova prigioniero di una razza di uomini alti 6 pollici (circa 15 centimetri) , abitanti le isole vicine di Lilliput e Blefuscu (che l’analisi critica identifica, rispettivamente, come allegorie dell’Inghilterra e della Francia del tempo), divise sino al fratricidio da un’annosa e irresolubile controversia sul modo più corretto di rompere le uova, se dalla parte più grossa o da quella più piccola (allegoria delle dispute religiose tra cattolici e anglicani). Dopo aver dimostrato la propria disposizione pacifica e giurato fedeltà all’Imperatore, a Gulliver vengono offerti alloggio e sostentamento e viene accolto a Corte. Le sue osservazioni sulla corte di Lilliput (modellata su quella di Giorgio I) mettono in ridicolo le lotte tra le varie fazioni, rappresentate dalla rivalità tra ‘tacchi alti’ e ‘tacchi bassi’ (i partiti Whig e Tory), gli intrighi di corte, i metodi con cui viene conquistato il potere e la fiducia del sovrano, insistendo sulla corruzione dei tempi presenti rispetto a un luminoso passato. Pur avendo aiutato i Lillipuziani a sconfiggere Blefuscu trascinando in porto l’intera flotta nemica, Gulliver rifiuta di aiutarli a ridurre in schiavitù il popolo vicino. Questo episodio palesa l’ingratitudine dei sovrani e particolarmente dell’Imperatrice, sua nemica giurata dal momento in cui Gulliver ha salvato il Palazzo da un incendio con la propria urina. Lo scatenarsi di congiure di palazzo (nelle quali si continuano a ritrovare paralleli con la storia personale di Swift) fa sì che Gulliver venga dichiarato un traditore e condannato all’accecamento, che nelle intenzioni dei suoi rivali dovrà essere seguito da una lenta agonia per fame. Avvertito da un cortigiano fedele, Gulliver anticipa una visita presso i sovrani di Blefuscu per sfuggire alla sentenza prima che venga ufficialmente annunciata. Mentre la notizia giunge a Blefuscu, la fortuna vuole che una scialuppa di dimensioni adatte a Gulliver arrivi sulle coste dell’isola e gli consenta di fare ritorno a casa. (da Wikipedia)

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  1. questo ci ho messo un po’ a realizzare cosa fosse, perché l’ho letto anni fa ed inlingua originale. un indizio per tutti: l’autore, irlandese, e’ sepolto a Dubino (in una chiesa protestante ;)).

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