Mario

74) Non ti muovere

In Un libro al giorno on 21 agosto 2010 at 8:00

Non hai rispettato lo stop. Sei passata in volata con la tua giacca di finto lupo, gli auricolari del walkman pressati nelle orecchie. Aveva appena piovuto, e presto sarebbe tornato a piovere. Oltre le ultime fronde dei platani, oltre le antenne, gli storni affollavano la luce cinerea, folate di piume e garriti, chiazze nere che oscillavano, si sfioravano senza ferirsi, poi si aprivano, si sperdevano, prima di tornare a serrarsi in un altro volo. In basso, i passanti avevano il giornale o anche solo le mani sulla testa per proteggersi dalla grandine di sterco che pioveva dal cielo e s’accumulava sull’asfalto insieme alle foglie bagnate cadute dagli alberi, spargendo in giro un odore dolciastro e opprimente che tutti avevano fretta di lasciarsi alle spalle.

Soluzione
Titolo: NON TI MUOVERE
Autore: MARGARET MAZZANTINI

Trama: La figlia quindicenne di Timoteo è vittima di un incidente in motorino. Viene trasportata nella struttura dove il padre lavora come chirurgo. Malgrado il suo lavoro, Timoteo non vuole assistere all’intervento per la rimozione di un ematoma subdurale. La ragazza è sotto i ferri in pericolo di vita e lui, durante l’attesa del risultato dell’operazione, si affaccia alla finestra dove scorge una donna che si siede su una sedia al centro di un incrocio di vialetti che portano alla struttura ospedaliera. La donna è seduta di spalle e indossa un paio di scarpe rosse. Timoteo ha un fremito quando la vede, perché la ragazza è Italia, una donna che lui aveva incontrato più di dieci anni prima. Timoteo ripercorre mentalmente l’incontro e la storia con questa donna: in un pomeriggio d’estate, con l’auto in panne, rimane bloccato in una borgata della periferia romana. Si reca allora in un bar, dove attende l’arrivo del meccanico che però tarda. Italia, che lo vede in difficoltà, lo invita a casa sua per fare una telefonata, dato che la cabina telefonica è inutilizzabile. Lui accetta e poi ritorna al bar ad aspettare il meccanico.
Nell’attesa beve alcuni bicchieri di vodka e dopo alcune ore ritorna a casa di Italia per chiederle di poter usare ancora il telefono. Timoteo, ubriaco, violenta la ragazza e poi torna a casa dalla moglie. Dopo qualche giorno si reca di nuovo dalla donna per chiedere scusa, ma appena la vede le usa di nuovo violenza. Comincia così una relazione con Italia, una donna di borgata, sola che da sempre conosce povertà e violenze da parte degli uomini. Timoteo, nonostante il modo violento con cui la loro relazione ha avuto inizio, sente crescere in sè un sentimento sincero e sempre più forte; si rende conto che con lei può essere se stesso e non sentirsi inadeguato, come gli accade invece quando sta con sua moglie Elsa, donna bellissima, moglie perfetta e perfettamente integrata nel suo ambiente borghese.
Italia rimane incinta e Timoteo inizialmente le chiede di abortire. Successivamente, spinto dall’amore che ha per lei, decide di lasciare Elsa e di passare la sua vita con Italia. Quando sta per comunicare questa scelta alla moglie, anche lei gli confida di aspettare un figlio e questo convince Timoteo a non tornare da Italia. Italia, insospettita dal fatto che lui sparisce per un certo periodo senza darle spiegazioni, decide di abortire comunque con l’aiuto di alcune zingare che vivono in zona. Intanto, dopo aver scoperto che anche Elsa era incinta, Italia decide di sparire dalla vita di Timoteo. I due non si rivedranno fino all’arrivo della bambina partorita da Elsa e in occasione di questa nascita, Timoteo realizza che senza Italia non può vivere e decide di stare con lei per sempre. Partono per un viaggio alla ricerca delle radici della ragazza ma durante il tragitto, Italia si sente molto male a causa di un’infezione all’utero procuratale dall’aborto mal eseguito. Arrivati ad un ospedale in costruzione, sarà lo stesso Timoteo a tentare di salvarle la vita, ma inutilmente. La ragazza muore durante la notte e lui incarica un’agenzia di pompe funebri di seppellirla nel suo paese.
Dopo questi ricordi, dalla sala operatoria esce una sua collega: la figlia è fuori pericolo. Timoteo, affacciatosi di nuovo, vede che la sedia su cui sedeva Italia ora è vuota. Decide, come per ringraziare quella donna tornata a trovarlo, di portare nel punto in cui sedeva una scarpa rossa, che la ragazza aveva perso durante il tragitto verso l’ospedale il giorno della sua morte, e che l’impresa funebre si era rifiutata di mettere nella bara ormai chiusa.

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  1. Son la sola a pensare che la Mazzantini sia aaaampiamente sopravvalutata?

    • Hai colto il segno. Su questo libro credo di sì, hai ragione è sopravvalutata, su altri, forse considerati minori, ci avrei ripensato….

    • Condivido ampiamente e aggiungo che mi ha annoiata molto anche il tanto celebrato film.
      Della stessa autrice ho apprezzato Il catino di zinco.

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