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54) Cose preziose

In Una canzone al giorno on 1 agosto 2010 at 12:00

Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
lacrime rosse non cadranno sull’asfalto.
Vedrò il tuo volto, saprò perchè mi hai scelto.
Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
le mie battaglie non saranno concluse.
Ogni tuo sguardo, ogni frase: cose preziose.

A 16 anni stavo messo male,
vedevo il sole splendere dalla corsia di un ospedale.
uscendo toccai il fondo,
continuai scavando, ero allo sbando, tiravo a campare fumando.
Non scorderò mai quel periodo in cui non c’eri, quando
l’ultimo atto di fatto era il primo dei miei pensieri.
Giorni interi passando tra incubi e deliri, cercando la verità sul fondo di troppi bicchieri. Ricordo
con precisione l’istante, il primo contatto e la promessa che feci, che ancora rispetto,
l’episodio più importante della mia esistenza,
la conoscenza che mi guida in ogni circostanza,
con te sempre insieme
in ogni situazione, mi hai ceduto ogni cosa che ho avuto compreso il nome.
So bene che il mio debito è immenso,
lacrime spese cercando un senso…
cose preziose.

Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
lacrime rosse non cadranno sull’asfalto.
Vedrò il tuo volto, saprò perchè mi hai scelto.
Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
le mie battaglie non saranno concluse.
Ogni tuo sguardo, ogni frase: cose preziose.

Oggi combatto per me stesso adesso
ho un obiettivo, sopravvivo aspetto il passo successivo, attratto d
alla concreta presenza di una visione,
la cui espressione è l’insieme di quattro discipline.
Voci lontane che ascolto, rivolto in alto,
attendo che ogni quesito sia risolto, vedrò il tuo volto,
ricorderò ogni frase in ogni sguardo mistico,
perché se vivo ancora è solo tempo in prestito.
Sono dettagli, talvolta abbagli a volte tagli sopra i polsi affermano che sono sbagli,
passi falsi fatti in luoghi silenziosi, sono
le nostre anime unite come in simbiosi.
Occhi chiusi, scegli la giusta direzione,
qualcosa sopravvive anche se a rischio di estinzione.
So bene che il mio debito è immenso,
lacrime spese cercando un senso…
cose preziose.

Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
lacrime rosse non cadranno sull’asfalto.
Vedrò il tuo volto, saprò perchè mi hai scelto.
Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
le mie battaglie non saranno concluse.
Ogni tuo sguardo, ogni frase: cose preziose.

Nuovi orizzonti, nuove sfide, è un ciclo che si conclude, nuove strade
per chi procede sull’asfalto, il buio ha avvolto il resto del cammino,
hai scelto il mio destino e adesso portami lontano.
Lascio che sia tu a guidarmi a condurmi altrove,
perché mi aspettano altri dubbi, nuove insidie, altre prove.
Saprò sentire la tua voce anche se tace,
sarò capace di inoltrarmi in posti senza luce,
in mezzo a volti mai visti, trucchi tra illusionisti,
ricorda questo esisto solo perchè esisti.
Manifesto un legame profondo più dell’oceano il suono
che mi accompagna oltre la terra di nessuno
insieme camminiamo nel buio fino alla fine
perchè è tempo che il mio viaggio arrivi a destinazione.
So bene che il mio debito è immenso,
lacrime spese cercando un senso…
cose preziose.

Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
lacrime rosse non cadranno sull’asfalto.
Vedrò il tuo volto, saprò perchè mi hai scelto.
Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
le mie battaglie non saranno concluse.
Ogni tuo sguardo, ogni frase: cose preziose.
Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
lacrime rosse non cadranno sull’asfalto.
Vedrò il tuo volto, saprò perchè mi hai scelto.
Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
le mie battaglie non saranno concluse.
Ogni tuo sguardo, ogni frase: cose preziose.

Soluzione
Titolo: COSE PREZIOSE
Autore: KAOS


54) Il sentiero dei nidi di ragno

In Un libro al giorno on 1 agosto 2010 at 8:00

Per arrivare fino in fondo al vicolo, i raggi del sole devono scendere diritti rasente le pareti fredde, tenute discoste a forza d’arcate che traversano la striscia di cielo azzurro carico.
Scendono diritti, i raggi del sole, giù per le finestre messe qua e là in disordine sui muri, e cespi di basilico e di origano piantati dentro pentole ai davanzali, e sottovesti stese appese a corde; fin giù al selciato, fatto a gradini e a ciottoli, con una cunetta in mezzo per l’orina dei muli.

Soluzione
Titolo: IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO
Autore: ITALO CALVINO

Trama:Italia, periodo della Resistenza. In un piccolo paese ligure della Riviera di Ponente, valli e boschi dove la lotta partigiana è più forte, Pin è un bambino di circa dieci anni, orfano di entrambi i genitori, tremendamente solo e in perenne ricerca di integrarsi con gli adulti del vicolo e dell’osteria. Offeso per le relazioni sessuali che la sorella prostituta, la Nera di Carrugio Lungo, intrattiene con i militari tedeschi e provocato dagli adulti a provare la sua fedeltà, Pin sottrae a Frick, l’amante della donna, la pistola di servizio, una Walther P38, e la sotterra in campagna, nel luogo, sconosciuto a tutti, in cui è solito rifugiarsi, dove i ragni fanno il nido. Il furto sarà poi causa del suo internamento in prigione. Qui entra a contatto con la durezza della vita di carcerato e con la violenza perpetrata da uomini su altri uomini. Qui incontra Pietromagro, ma specialmente Lupo Rosso, un giovane della Resistenza, che in prigione subiva interminabili interrogatori e violenze. Quest’ultimo aiuta Pin ad evadere dal carcere, ma una volta fuori, Lupo Rosso lascerà inavvertitamente Pin a se stesso, a girovagare nel bosco da solo, finché non incontra Cugino. Questi lo condurrà al gruppo di militanti partigiani a cui appartiene, il distretto del Dritto. Qui conosce personaggi dalla dubbia eroicità, caratterizzati dai più comuni umani difetti: Dritto, Pelle, Carabiniere, Mancino, Giglia, Zena il lungo, Kim e Ferriera.
Una sera, Dritto appicca erroneamente il fuoco all’accampamento, costringendo i compagni partigiani ad insediarsi in un vecchio casolare dal tetto sfondato. Un litigio col capo brigata irrita Pelle a tal punto da spingerlo al tradimento dei suoi compagni: parte per il villaggio, lungo il percorso dissotterra la P38 e se ne impossessa, e infine rivela ai tedeschi l’insediamento partigiano. Presto la Resistenza provvede a freddarlo. Il giorno seguente i comandanti partigiani fanno sopralluogo nel distretto del Dritto, e, venuti a conoscenza dell’avvenuto, decidono di giustiziare il Dritto per l’accaduto, ma solo in seguito l’imminente battaglia. Casualmente Pin viene a conoscenza della relazione adultera tra lo stesso Dritto e Giglia.
La sera arrivano vittoriosi tutti gli altri partigiani. Poiché l’accampamento non è più sicuro come prima, si mettono tutti in cammino e raggiungono la postazione di altri partigiani. Qui, tutti iniziano a parlare e la discussione si accende quando Pin comincia a rivelare quello che ha visto la mattina, mordendo la mano di Dritto che tentava di zittirlo. Con quel gesto rabbioso esce dal casolare e scappa via di corsa. Incontra di tanto in tanto dei tedeschi e dopo alcuni giorni di marcia, arriva al suo villaggio o almeno quello che ne resta dopo il rastrellamento dei nazisti. Ancora una volta si rifugia nel suo luogo segreto, ma vi trova tutta la terra rimossa e la pistola scomparsa: è quasi sicuro che sia stato Pelle.
Rattristato si reca dalla sorella, suo unico contatto con il mondo, molto sorpresa di vederlo. Mentre conversa con lei, viene a sapere che lei possiede una pistola datale da un giovane delle brigate nere sempre raffreddato. Pin capisce che si tratta di Pelle e che la pistola è proprio la P38 che lui aveva sottratto al tedesco e aveva sotterrata al sentiero dei nidi di ragno. Se la riprende con rabbia e gridando contro la sorella va via di casa. Si sente ancora più solo, fugge verso il sentiero dei nidi di ragno, dove incontra nuovamente Cugino. Durante la conversazione che intrattengono, Pin realizza che proprio Cugino è l’unico vero amico, un adulto che si interessa persino ai nidi di ragno scoperti da Pin. Ma Cugino dice a Pin che vorrebbe andare con una donna, dopo tanti mesi passati in montagna. Pin rimane male, proprio Cugino che era sempre stato così ferocemente critico verso le donne. Anche lui, pensa Pin, è come tutti gli altri adulti. Parlano della sorella prostituta, Cugino è interessato e si fa indicare la sua abitazione. Si allontana portandosi proprio la pistola che Pin gli presta mentre tiene a guardia lo sten di Cugino. Dopo pochi minuti Pin sente degli spari venire dalla città vecchia. Pensa che Cugino sia stato imprudente, forse ha trovato dei tedeschi a casa della sorella, forse è rimasto ucciso. Ma ecco, invece, che ricompare: troppo presto rispetto a quello che aveva detto di voler fare con la prostituta. Il bambino è felice: Cugino gli dice che ci ha ripensato, che non ha voglia di andare con una donna. È probabile che abbia provveduto ad uccidere la sorella di Pin perché complice delle truppe tedesche, ma questo fatto rimane incerto, non detto, e Pin non collega gli spari sentiti alla rapidità del ritorno di Cugino. Nessuna consapevolezza o sospetto c’è da parte di Pin: è felice di aver ritrovato una figura di adulto che lo protegge e lo capisce, i due si tengono per mano e si allontanano.( da Wikipedia)

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