Mario

Altri percorsi

In amore, Cinema on 28 luglio 2010 at 11:29

La mia vita è andata come doveva andare. Certo che a pensarci bene avrebbe anche potuto andare diversamente. Bastava poco. Un niente. Eppure come si fa a dirlo, ad esserne sicuri. Forse bastavano delle decisioni diverse qui e là. Forse bastava solo che quel giorno piovesse oppure che avessi ricevuto una telefonata o una lettera. Avrebbe potuto andare bene anche che fossi uscita ed avessi comperato un giornale oppure che fossi entrata in una libreria o che il mio fratellino più piccolo avesse un po’ di tosse. Qualsiasi occasionale “incidente” avrebbe potuto rendere diversa la mia vita. Ed invece la vita era stata quella e non me ne lagnavo. Certo che avrei potuto prendere un’altra strada, se solo fossi stata più attenta, oppure meno disponibile, magari più docile, oppure meno orgogliosa. Chissà quali percorsi avremmo praticato?…
Se ne parlava l’altra sera con il mio compagno. Poi chiamarlo compagno a lui non piace: lo fa sentire provvisorio. Forse ha ragione, di compagni non ce ne sono più. Magari avrei potuto dire fidanzato, ma anche qui il termine è piuttosto anacronistico e poi c’è quel divenire che fra noi è già un divenuto. Beh insomma parlavo l’altra sera con Michele. Si parla sempre molto tra di noi e qualche volta si esce dal seminato. Anzi succede spesso. Qualche volta ci si abbandona a sogni che nascono dall’immaginare diverse opportunità nella propria vita. Il caso. Si diceva: “E se quella volta non fossi partito?… E se fra noi tutto fosse continuato, come era successo ad altri dei nostri amici? E se pur ci fossimo perduti allora. Se a quella festa io ti avessi parlato… oppure io ti avessi confessato o ancora se noi ci fossimo accorti?…” Che esercizio inutile. Ma siamo fatti così, io e Michele. Siamo dei sognatori incalliti. Ci piace inventare delle storie. Le nostre o anche quelle degli altri. Magari reinventarle.
Così abbiamo percorso quell’esile sentiero senza se e senza ma. Due ragazzi giovanissimi che vivevano la loro storia nata proprio alle soglie di quel lontano e tanto agognato o vituperato 68. Che poi fosse il 68 noi non lo sapevamo mica. Queste cose si sanno solo dopo. Quello per noi era un anno come tanti. L’avremmo ricordato come il nostro anno d’amore.
Era una storia tra due ragazzi che avevano molto, anzi troppo in comune. Eravamo ugualmente poveri, sognatori, generosi e disponibili. Coraggiosi, forse irresponsabili. Orgogliosi e testardi. Pronti a tutto. Forse no, questo è esagerato dirlo. Pronti a moltissimo, per una coerenza che ci avrebbe portato velocemente a sbagliare. Ma fino ad allora, gli errori erano stati lievi, marginali. Non era stato ancora il tempo delle “decisioni irrevocabili” quelle che avrebbero cambiato la nostra vita. Mettiamo che quelle decisioni non le avessimo prese. Che il destino ci avesse sorriso un po’ di più di quello che aveva già fatto nel metterci assieme. Mettiamo che io non avessi la paura di una sedicenne e lui l’insicurezza di un diciannovenne. Mettiamoci anche che non fossimo stati oggetto di proibizioni, costrizioni, invidia e quant’altro. Mettiamo che avessimo superato quello scoglio dei caratteri che s’incendiavano per ogni nonnulla. Che fossimo liberi di prendere le nostre decisioni e che fossimo stati supportati di un niente dalle nostre famiglie. Oggi dove saremmo arrivati?
E’ bello sognare un’altra vita se qualche volta la tua è stata avara. Senza aver da recriminare troppo. E’ fantastico proiettarsi un nuovo film. Vedere le trasformazioni che il tempo produce sui nostri corpi e sul nostro modo di pensare. I migliori anni della nostra vita. Una lotta che sarebbe stata comune. Un sentiero percorso mano nella mano. Degli abbandoni di cui solo allora eravamo capaci, ma che non avevamo ancora conoscuto. Un film che neanche a Hollywood se n’è mai sentito parlare. Gli attori principali: solo noi. Interpretazioni da Oscar. Diventare adulti sarebbe stato più facile. Alcune particolari decisioni solo nostre. Molti figli di molti colori. Che film stupendo. Noi ancora gli sceneggiatori e i registi. Avremmo imparato la leggerezza che non sapevamo trovare. La libertà di essere noi stessi. La forza di vivere in due. Il più bel film della nostra vita.

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  1. Cara Ross… questo post mi ha commosso. E sai perché. Come mi ci identifico.
    Io avrei voluto tutto diverso. Ma lo sai. Se fossi andata a Londra (come avevo programmato originariamente) 19 anni fa. Tutta colpa della ragazza di quel mio vecchio amico, che era irlandese, e che mi convinse ad andare in Irlanda anziché in UK. Se solo non avessi conosciuto determinate persone e ne avessi invece conosciute altre. Se solo fossi stata in posti diversi in momenti diversi. Se. Se. Se.
    Il mio vissuto come sai lo cambierei del tutto. Salverei poche cose. Non mi dispice il presente, gli ultimi 15 anni, orribili.
    Ma io non chiedo la luna. Mi sarebbe bastato un po’ d’amore. Pochissimo, nemmeno una di quelle cose travolgenti da Hollywood, quelle non esistono. Non ho avuto grandi progetti in realtà, mai.
    Però tu che ti definisci paurosa ed insicura come un’adolescente, beh, non riesco ad accettarlo. Ti ho sempre visto come una donna forte. Sei sopravvissuta a cose molto dolorose. Sei rimasta in piedi, hai trovato la felicità (che ti meriti al 100%) dopo tanto soffrire.
    Come scrivo spesso, la felicità non è uno stato costante. È fatta di attimi, brevi periodi da assaporare, da vivere intensamente. Mi sono sempre detta, se riuscissi ad avere anche solo un mese di felicità, solo poche vibranti settimane, beh quello basterebbe a compensare tutto ciò che ho passato. Non avere rimpianti: il tuo presente ti ha ridato tutto, con gli interessi. Assaporatelo, minuto per minuto.
    E adesso basta che mi stanno venendo le lacrime e mi rovino il trucco, che tra un’ora ho un colloquio di lavoro. 😀
    Un forte abbraccio

    • Un colloquio di lavoro, eh no, trucco perfetto mi raccomando 🙂
      Spero che tornerai vincitrice!
      Prima di questo mio nuovo stato non avevo rimpianti, oggi invece ne ho anche se comunque ci convivo con serenità. Certo non ho avuto una vita facile, ma molte cose che ho dovuto accettare, me le sono volute io. Certo poteva capitare una qualsiasi altra piccola cosa che forse la mia vita avrebbe potuto essere diversa. Scherzo quando parlo di un film di Hollywood, nemmeno io a queste cose ci credo. LOa mia testardaggine e il mio orgoglio avrebbe potuto rovinarmi la vita in qualsiasi momento e l’ha anche fatto. Non esistono rapporti che nascono perfetti, tutto è faticosamente da perfezionare. Credimi a 16 anni Rossana era spaventata. Faceva capolino nella vita adulta e già doveva fare i conti con un sentimento che la trovava impreparata. Come si fa a decidere il futuro a 16-17 anni? E poi quegli anni lì, con quei sogni di libertà, di rottura con il sistema che ti costringeva legata alla famiglia, con il desiderio di realizzarsi, di viaggiare, di non essere ostacolata dalla tradizione, dai luoghi comuni. Lei pensava all’amore libero, ma non sapeva di che si trattava, lei sognava di vivere in una comune, senza proprietà privata, con ogni cosa da condividere. Invece la vita la metteva di fronte ad un sentimento totalizzante, ad un uomo esigente, che condivideva tutto con lei, anche un carattere forte e combattivo. Dove li avrebbe portati? Sarebbero “finiti”? Allora più di ora? Le rispose non ci sono. E’ bello comunque pensare che la serenità e la consapevolezza di oggi avrebbe potuto averla anche allora. Sarebbe stato tutto molto più facile.
      Anche per te non c’è certezza che l’approdo inb Inghilterra avrebbe potuto essere migliore, ma cosa costa sognarlo? Certo che comunque gli inglesi un po’ merluzzi lo sono anche loro no? 😉 Avrei scommesso di più sulla passione irlandese e come vedi avrei toppato di brutto, me lo insegni tu purtroppo.
      Ma le cose cambieranno vedrai
      Un abbraccio e buona fortuna.
      Ross

  2. Non quel giorno. Quale giorno? Non è questione di un giorno. Le cose a consuntivo possono sembrare diverse. Lo sono. Lo diventano. Certo che sognare non costa nulla. E può essere bello. Anche molto bello. Certo che quel giorno poteva essere diverso. Molto facilmente. E così altri giorni. E a volte è solo questione di frazioni di secondo. O dipende dagli altri. E da altro. Confermo che si può sognare. L’uomo senza sogni semplicemente non è. Certo che fossi Michele direi che la mia donna è ben strana. Dice di non rimpiangere nulla. Che rifarebbe tutto. Poi posta un post come questo pieno di rimpianti. E di fantasie. Michele non rischia la noia. Deve essere veramente innamorato e fa bene. E’ bello immaginarsi come avremmo potuto essere. Come vorremmo essere stati. In fondo liberarsi delle maschere e dei compromessi. Scrivere veramente la nostra vita. E pensarlo oggi alcune cose sono solo dolore. Anche se un dolore tenue. Per quello che non è stato. Certo che se hanno fallito loro possono farlo tutti. Sembravano così… così pronti. E poi… sapevano. Certo che nei panni di Michele vorrei non aver detto non possiamo continuare. Vorrei poter cancellare quella frase. Lasciamo stare l’enorme prezzo. Vorrei aver detto allora, al posto di quello, un doveroso Ti amo. Infatti anche lui non ha più detto quel deve finire. Non che si sia fatto furbo. E’ che le cose le sai dopo. E anche se allora fossi stata meno sincera. E più smaliziata. E altro. Ma Rossana era Rossana. E lo era anche allora. E allora perché non scriverla la trama di quel film. Potrei farne anch’io una versione. Come potrei scrivere la trama del film che abbiamo vissuto. Sai che mi affascina. E sai che sono affascinato anche dal tuo passato. Ti amo anche quando non c’ero. Ma anche questo già lo sai. E devo proprio aver perso anche l’ultimo pudore.

    • Il giorno di cui parlavo è un giorno qualunque, molti sono i giorni delle decisioni irrevocabili, molti sarebbero i giorni che avrebbero potuto avere un altro percorso.
      I rimpianti non sono mai stati il mio forte. E così pure Rossana messa in quelle situazioni, molte delle cose fatte le rifarebbe. Se non altro perchè alcuni di quegli errori l’hanno portata ad aver realizzato cose che oggi non penserebbe di poter vivere senza. Ecco veci, se io avessi seguito altri percorsi, mio figlio, quello che ho oggi, non sarebbe mai nato, certo ne sarebbero nati altri, ma lui no. Difficile farne senza 😉 se non altro per il casino che fa nella mia vita. Probabilmente non vivrei nella città in cui vivo e che amo. Non mi sarebbe stato concesso, altre scelte mi avrebbero portato in altri luoghi, anche quelle che per mia fortuna non ho perseguito, come quella di trasferirmi a Milano per lavoro. Insomma è un bel vespaio 😉
      Allora mi accontento di di vere l’oggi e di sognare quello che avrebbe potuto essere. Così fa Rossana che nel 68 aveva 16-17 anni e che aveva incontrato un amore che avrebbe potuto durare tutta la vita, ma questo non riusciva a volerlo, era spaventata per una scelta definitiva di cui non capiva ancora le conseguenze.
      Oggi la consapevolezza la fa vivere con serenità e gioia la felicità, ma è stato il tempo che le ha concesso questo privilegio.
      Comunque Rossana non sarebbe Rossana se non fosse sincera e ingenua per non dire credulona. Disponibile al sacrificio. Ovviamente dote molto femminile, ma non solo.
      Ora sogna e fa bene, certo non è la realtà, ma si considera fortunata per poterne parlare senza dover più fare conto dell’amarezza di una vitra sprecata.

  3. Ma come siete romantici 😉 (e NON SONO sarcastica :P)
    Ross, ci terrei a precisare che il merluzzo surgelato in questione è assolutamente ATIPICO anche per le isole britanniche 😀 Per fortuna altri uomini irlandesi sono diversi. Io però sono un “pacchetto” difficile, con due figli sulle spalle di cui uno con numerosi problemi. Questo “pacchetto” (indivisibile) spaventerebbe e terrebbe all larga parecchi uomini, di qualsiasi nazionalità. Purtroppo quando il pacchetto non l’avevo incontrai l’uomo sbagliato, e non ebbi il coraggio e la forza di reagire immediatamente. Come si suol dire essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato 😀

    Mi sembra di intuire che alla fine concludi che noi siamo le nostre esperienze. Siamo quello che siamo per via delle nostre esperienze. Esatto. Probabilmente se non ci fossimo presi palate di palta in faccia, non avremmo l’introspezione che abbiamo adesso. Non scriveremmo le bellissime cose che scriviamo sui nostri blog. E non avremmo la forza di affrontare la realtà quotidiana come lo facciamo ora.
    E, come hai ben sottolineato tu, non avremmo i nostri meravigliosi figli 🙂

    • Non posso che dissentire che ci sia bisogno del “male”. Non ci riscatta. Certo non possiamo cancellare in passato. Possiamo farne tesoro. Io ho scritto alla faccia del bene e del male. Con la stessa qualità, povera o pessima fosse. E nella scrittura ero libero.

      • mah, più che ad una questione di “riscatto” io pensavo ad una questione di vissuto. Certo, lo scrivere è un dono, come il dipingere. Ma determinate pagine scaturiscono dallo struggimento. Io ho scritto tra le pagine più articolate -e dolorose, senz’altro- nei momenti più bui della mia vita e del mio pasasto prossimo. Neanch’io credo che ci sia bisogno di un riscatto. Nessuno dovrebbe soffrire per riscattare una felicità che è dovuta per diritto naturale ad ogni singolo essere umano su questa terra. Ma purtroppo non va così. Questa è la mia utopia. La realtà è crudele.

  4. E ricordi tanti
    E nemmeno un rimpianto…

    • Difatti, difficile rimpiangere, però… a volte… un po’ di sana malinconia… un po’ di abbandono a sogni inutili, giovanili. Confesso che i sogni, i miei film, mi hanno aiutato a vivere, molto spesso a sopravvivere.

  5. @ Dubba
    Colonna sonora strepitosa! Mi chiedo davvero: ma come fai? 🙂 Non è il genere di musica che frequento, ma è davvero un peccato.

  6. Rimettiamo ordine. Questo è un post, o raccontino che dir si voglia. Mi appare ben scritto e credibile. Anche contestualizzato. Non importa se è il mio mondo o altri reagiscono diversamente. Il ricordo può essere come un bicchiere (anche di più di uno) di vino. Si può cercare la propria finta euforia. Può essere l’angolo in cui trovare rifugio; come in questo caso. Dove cercare persino un senso. Oggi piove. Non ho letto da nessuna parte che anche domani il tempo deve essere obbligatoriamente brutto. Oltre ad essere un inguaribile romantico sono inguaribile anche come ottimista. E poi ho sempre creduto che sia necessario il coraggio di vivere. Anche se non sempre sono riuscito a darmelo. Certe battaglie le ho combattute senza pensare che erano perse in partenza. Sono state tra le poche che ho vinto.

  7. ho sempre creduto che sia necessario il coraggio di vivere. Mario devo iniziare una collezione dei tuoi aforismi. Fantastiche gocce di saggezza.
    Certo, la vita richiede immenso coraggio. Tenacia. Pensavo di aver convogliato anch’io quest’idea coi miei scritti, non mi e’ riuscito bene. Credo fermamente in questo concetto. L’ho applicato alla mia vita. Stavo morendo, mi sono detta no!, assolutamente non posso farlo. Ed ho ricominciato a vivere. Se con coraggio o no, non so. Ma con tenacia si’.
    In realta’ siamo simili. Anch’io sono romantica: faccio tanto la femminista ma poi sono qui che aspetto ancora il principe azzurro. Dico che non voglio piu’ innamorarmi, mai, ma poi dentro dentro lo so che non aspetto altro. Provare di nuovo quel senso di “emergenza”, quegli attimi di batticuore, quell’ansia, quello struggimento…
    Alla fine della fiera siamo tutti d’accordo. Nessuno vuole il dolore. Ma il dolore e’ inevitabile, e fa parte della vita anche quello.
    Dei rimpianti, ecco di quelli ne farei volentieri a meno. Vorrebbe dire che la mia vita e’ stata soddisfacente, se non ne avessi. Ma non e’ cosi’.
    Tutto sommato, continuo a sognare per un futuro totalmente irreale 😀 Perché no: se i sogni ci danno forza, ben vengano.

    • Martina, mettiamola in questi termini: Intendevo parlare del “coraggio di vivere” non del “vivere con coraggio”. Un bacio e un 🙂

  8. e qui mi cogli impreparata. Come sempre, no? Tutta questa discussione miha ispirato una storia. Se stanotte ho tempo la metto giu’. Adesso e’ tutta “scritta” nella mia testa. A me capita sempre cosi’ Anche a voi? Un bacio anche a te 😉

  9. A noi… posso parlare per me. A me la testa va… dove mi porta il cuore. Il più delle volte se ho un idea e non me la scrivo me la perdo. Se prendo appunti poi mi scordo cosa volevo ricordare. Ne ho una infinità. Altre volte parto da un idea, un contesto, ma mi capita spesso anche di avere solo una frase, un inizio, una parola, un ronzio. Comunque non ho trovato il post e non vorrei dover aspettare ancora una decina di giorni. Per me è più facile. Questo è anche un modo per parlare con l’altra mia metà del cielo. Non ci basta mai. Ma fin dall’inizio ho preso il blog come un “dovere”. Spesso so essere testardo. E poi ho una quantità di materiale che potrei riempirlo ancora per anni senza scrivere una parola nuova.
    Un bacio e x sempre 😉

  10. Ieri mi sono finalmente trovata libera di scrivere a mezzanotte. Ho scritto una pagina, a mano sul mio fedele taccuino, poi sono crollata sul letto. Oggi un’altra di quelle giornate, ma la storia e’ tuta li’, scritta in testa, arriva arriva. Io le cose che mi scrivo in testa le elaboro e non le dimentico. Ho sempre fatti cosi’, scritte e riscritte nella mente, finché poi vengono fuori su carta e tastiera.
    Si’ lo so sono ossessiva. Evabbé.
    Baci e ribaci, arriva il fine settimana che qui e’ anche un ponte e spero che sia produttivo di scrittura ed altre cose… i figli domani dovrebbero andare da qualche parte con il padre per un paio di giorni che gliel’ha promesso ma ancora non ci credo… vedremo, del tempo lo trovero’ 😉

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