Mario

39) Jack Frusciante è uscito dal gruppo

In Opere prime, Un libro al giorno on 17 luglio 2010 at 10:12

Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato, come se la sua vita appartenesse –sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo– a qualcun altro ma non ghignate, per favore, poiché all’epoca il vecchio Alex non aveva ancora compiuto i diciott’anni e in quei giorni il cielo di Bologna era espressivo come un blocco di ghisa sorda e da simili espressività non avreste potuto aspettarvi niente d’esaltante, neppure uno di quei bei temporaloni definitivi che lavano le strade e da quasi due settimane la città giaceva tramortita sotto una pioggia esangue senza nome.

Soluzione
Titolo: Jack Frusciante è uscito dal gruppo
Autore: Enrico Brizzi
1994, prima ed. Transeuropa dal 1995 Baldini & Castoldi

Il titolo si riferisce a un fatto realmente accaduto nel 1992: John Frusciante, l’allora chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, lascia inaspettatamente il gruppo, durante una tournée all’apice della popolarità. Fa, come si legge nel libro, “un salto fuori dal cerchio”. L’episodio è oggetto di una breve riflessione da parte del protagonista, ma più in generale in questo può riassumersi l’intera morale del racconto, dal momento che tutta la vicenda è imperniata sul concetto di “uscire dal gruppo” nel senso di “uscire dalle consuetudine, dagli schemi sociali”. Il nome di Frusciante fu poi cambiato da John in Jack per non incorrere in possibili problemi per questioni di diritti d’autore (infatti il nome del chitarrista viene menzionato esplicitamente solo in un’occasione, altrove lo si cita chiamandolo semplicemente J.). In ultima analisi questo titolo risulta sicuramente accattivante, ma leggermente fuorviante: lo stesso John Frusciante, parlando appunto del romanzo durante un’intervista, si disse meravigliato delle poche righe a lui dedicate all’interno del libro, pensando invece che si trattasse di una sua biografia.
La dedica è a “A P. e T., che hanno disegnato e scritto”, acronimi del compianto disegnatore e fumettista Andrea Pazienza e dello scrittore Pier Vittorio Tondelli, due protagonisti della cultura bolognese di quegli anni.

Trama

Protagonista della storia è Alex D., un diciassettenne bolognese appartenente alla media borghesia. La sua storia, che si svolge agli inizi degli anni novanta (l’anno preciso di ambientazione è il 1992, come si deduce dai riferimenti alla finale del campionato europeo di calcio DanimarcaGermania e dalle riflessioni sull’attentato a Giovanni Falcone) è narrata come in un lungo flashback da una voce narrante onnisciente, che nell’introduzione si qualifica come “conoscente […] e persona informata dei fatti”. Dopo un brevissimo cenno ai fatti come si presentano al momento dell’inizio della narrazione (quindi di fatto un’anticipazione del finale), inizia il racconto a ritroso.
Il “vecchio Alex”, fino ai sedici anni, era sempre stato un ragazzo attento, ordinato, coscienzioso e diligente, sia a scuola che in famiglia: in seguito poi alla lettura di Due di due di Andrea De Carlo, nella sua mente scatta qualcosa che lo porta alla ribellione agli schemi che fino ad allora avevano prevalso su di lui. Decide allora di comportarsi in maniera decisamente “anarchica”, diversa rispetto a quello che è il suo “piccolo mondo facile”, cioè il liceo classico “bene” che frequenta e la famiglia imborghesita che lo vorrebbe conformato ai dettami della classe sociale cui appartengono. Il “bigio” Liceo Caimani è in realtà il Liceo Galvani di Bologna, primo liceo classico della città e ben noto come scuola frequentata dai figli della Bologna bene. Questo non è altro che uno dei tanti stereotipi che Brizzi (anch’egli uscito dal Galvani) cerca di smontare.
Nel bel mezzo di questo non poco turbolento passaggio dalla tardoadolescenza all’età adulta, improvvisamente nella sua vita compare Adelaide, per gli amici Aidi, di un solo anno più giovane di lui. La ragazza, di origini siciliane, ha lo speciale dono di poter vedere “dentro” Alex, attraverso la corazza di indifferenza e strafottenza che lui stesso ha innalzato tra sé e il resto del mondo. Complice un libro di poesie di Cummings, i due si incontrano e, almeno per Alex, è subito amore. Per Aidi le cose non sono così semplici: ha intrapreso un progetto di scambio culturale che la porterà, finito il corrente anno scolastico, a trasferirsi per un anno in America. Questo sembra frenare la ragazza nel manifestare i suoi sentimenti, almeno all’inizio. Dopo un iniziale fraintendimento, dovuto all’irruenza di Alex che abbraccia con molto entusiasmo questo nuovo sentimento, il loro rapporto si assesta su un’intensa amicizia, venata di amore essenzialmente platonico, non privo di “tormenti” da entrambe le parti: Alex vorrebbe che diventasse a tutti gli effetti un rapporto di coppia, mentre Aidi, trattenuta dallo spettro del “grande volo” che si avvicina inesorabile, mirerebbe soprattutto a non causare sofferenze a sé e all’amico, sofferenze che paiono inevitabili in vista del distacco.
Nonostante questo, Aidi diventa il primo e più grande punto di riferimento di Alex, inconsapevole traghettatrice della sua coscienza fino alla piena maturità. La loro tenera storia, piena di citazioni musicali, cinematografiche e letterarie, si colloca sullo sfondo di tutta una serie di vicende tipiche dell’età dei protagonisti (la scuola, le uscite con gli amici, i viaggi studio a Londra, i contrasti con i genitori, ecc.). Attraverso vari episodi, si giunge a quello che è il culmine del romanzo, il fatto che cambierà il tono di tutta la narrazione successiva: uno degli amici di Alex, Martino, si suicida per la vergogna di essere stato trovato in possesso di droga fuori da una discoteca e l’episodio farà aprire gli occhi al protagonista sul “cerchio che ci hanno disegnato intorno” e sui vari modi per compiere il “salto” al di fuori di questo. Martino ha certo scelto il più estremo, ma questo fa capire ad Alex la necessità di abbandonare il conformismo e le scelte che altri hanno fatto in suo luogo, ribadendo l’essenzialità di far prevalere la propria volontà e la propria personalità. Decisamente un grosso passo verso l’età adulta.
E tra profonde riflessioni, dolci lettere, carezze, sguardi e abbracci, arriva giugno e il destino della coppia si compie. Per Aidi è il momento di partire e di portare con sé tutte le belle sensazioni finora accumulate insieme ad Alex. Quello che è inevitabile accadrà, e Alex si ritroverà ancora una volta solo, “inutile e triste come la birra senz’alcool”, ad affrontare “un anno senza amore e senza gioia”.
Lo stile narrativo è di una certa anarchia linguistica. Poca punteggiatura, poca attenzione alla consecutio temporum, a favore di un linguaggio tipicamente giovanile, ricco di slang e di termini dialettali e caratterizzato dal flusso di coscienza, soprattutto nei passaggi denominati Dall’archivio magnetico del signor Alex D., in cui Alex detta a un registratore a cassette le sue riflessioni. (da wikipedia)

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  1. uesto libro l’avevo riconosciuto subito, ma non avevo avuto il tempo di commentarlo. Beh ovviamente il nome Jack mi aveva dato una dritta notevole 😉

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