Mario

34) Gente di Dublino

In Un libro al giorno on 11 luglio 2010 at 12:00

Questa volta non c’era più speranza per lui: era il terzo attacco. Ci passavo sempre davanti alla casa (s’era in vacanza allora) a studiare il riquadro illuminato della finestra, e una sera dopo l’altra mi era apparso sempre alla stessa maniera, soffuso di luce fioca e uniforme. Se fosse morto, pensavo, vedrei il riflesso delle candele sulle imposte abbassate, perchè sapevo che si devono mettere due ceri al capezzale della salma. M’aveva detto più d’una volta: “non ci resterò molto a questo mondo” ma io credevo che parlasse a vanvera. Ora sapevo che diceva la verità.

Soluzione

Titolo : GENTE DI DUBLINO

Autore: JAMES JOYCE

Argomento: È un libro che raccoglie 15 racconti pubblicati sul settimanale The Irish Homestead. Vengono pubblicati da Joyce con lo pseudonimo di Stephen Daedalus. La maggior parte dei racconti viene scritta da Joyce fra il 1904 e il 1905, nel 1906 vengono aggiunti I due galanti e Una piccola nube, mentre il racconto più famoso, I morti, è del 1907.

I protagonisti del libro sono persone di Dublino, e vengono narrate le loro storie di vita quotidiana. A dispetto della banalità del soggetto, il libro vuole focalizzare la propria attenzione su due aspetti, comuni a tutti i racconti: la paralisi e la fuga. La prima è principalmente una paralisi morale, causata dalla politica e dalla religione dell’epoca. La fuga è conseguenza della paralisi, nel momento in cui i protagonisti comprendono la propria condizione. La fuga, tuttavia, è destinata a fallire sempre. Le storie inoltre seguono una sequenza tematica e possono essere suddivise in quattro sezioni, una per ogni fase della vita: l’infanzia (Le sorelle, Un incontro, Arabia); l’adolescenza (Eveline, Dopo la corsa, I due galanti, Pensione di famiglia); la maturità (Una piccola nube, Rivalsa, Polvere, Un caso pietoso); la vita pubblica (Il giorno dell’Edera, Una madre, La grazia). Alla fine è presente un epilogo, I morti, dal quale è stato tratto un film per la regia di John Huston nel 1987. (da wikipedia)

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  1. Un po’ di Joyce fa sempre bene all’anima 😉

  2. bello anche il film di Huston.

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