rossaurashani

Lucy, non doveva essere un addio

In personale, Pietas on 28 giugno 2010 at 17:16

Cara Lucy,
ci siamo viste poco prima delle feste di Natale. Erano anni ormai che non ci sentivamo, non per dimenticanza, solo perché la vita aveva voluto così e noi ci siamo adeguate. Lo sapevamo tutte e due, comunque, che alla prima occasione, sarebbe stato come sempre, quasi come se ci fossimo salutate ieri. E così ci siamo ritrovate, solita ottima cena da te, tu sempre con il tuo compagno di una vita, io con il mio compagno di oggi. Sempre lo stesso piacere di stare assieme. Sempre gli stessi ricordi belli e brutti. Certo, come sempre, rimaneva tra noi quel ricordo struggente. Il lutto che ci colpì senza pietà. Tu hai perduto tua sorella, io ho perduto la mia migliore amica. E così abbiamo continuato, dopo tutto, sui nostri passi. Tu che eri diventata, ancora prima del dolore, la mia sorella maggiore io che ammiravo il tuo modo di fare dolce e disponibile.
Ricordi quegli anni? perché te lo chiedo proprio ora che te ne sei andata così, in silenzio, senza pretendere l’attenzione di nessuno?
Te lo chiesi a dicembre, a quella cena, così speciale. Ti ricordi quei tempi: io, te, Marina e Roberta. Le quattro sorelle Materazzi, così ci chiamavamo tanto per fare il paio con il vostro cognome che ci somigliava. Io la sorella in più. Quante avventure vissute insieme. Quante risate, quanti complotti. Nessuno avrebbe creduto che tu, che di noi avresti potuto esserci madre, sembravi una coetanea. Eri troppo divertente e disimpegnata per non avere la nostra età. Cosa strana, tua figlia non riusciva ad essere dei nostri. Proprio lei che l’età invece ce l’aveva. Ricordo che ti incolpava di essere poco madre e a lui di non essere padre. Pensare che io avrei sognato di avere una madre come te e già mi andava di lusso esserti sorella. Ma la vita è così. Io ti diventai sorella e lei diventò la figlia che si era allontanata da voi per fastidio e rifiuto. Ti ricordi tutti i posti che si andavano a scoprire nelle scorribande fatte assieme. Tuo marito, ridotto ad autista e angariato da un gineceo divertito. La montagna e le sciate. Tutto l’armamentario prestato da te. Poi la prima volta sull’isola e fu lì che caddi innamorata di un luogo e che questo luogo diventò la mia altra casa.
Poi il dolore della perdita di Marina. Lei la sorella più “straordinaria”, quella più estrema e più sfortunata. Quella con la quale ci scambiavo i libri, i vestiti e le confidenze. Quella che sapeva ridere di tutto e anche di sé. Quella che aveva perso un bimbo e ne aveva adottati quattro. Quella che nemmeno il matrimonio sfasciato l’aveva convinta a desistere. La mia cara anzi la nostra cara Marina. Ricordi tutti gli anni che ho coabitato con Roberta, quando o eravamo a cena da te o tu eri a cena da noi. Ti ricordi i menù pazzi e tutte le sperimentazioni in cucina e la tua mano sicura che tutto controllava. E lui, la povera vittima di tuo marito, che si adeguava e sottometteva divertito alle nostre intemperanze.
Ci sono anni che ricordi con tanto rimpianto perché fanno parte della gioventù passata, ma questi erano anni di amicizia e condivisione, di disinteressato affetto, di una dolce affermazione di femminilità. Troppo spesso eravamo serene e felici di essere solo tra noi o con Roberta, Alessandro e Gabri alla chitarra, a cantare l’impossibile, a vivere una gioventù senza flessioni.
A Natale non sapevo che sarebbe stato un addio. Non ce l’eravamo detto e nemmeno ne avevamo il minimo sospetto, anzi avevamo fatto progetti per l’estate, finalmente ritornavate nell’isola e questa volta ero io a creare l’occasione. Poi la tua telefonata i primi giorni dell’anno, dall’ospedale. Non potevo credere che stavi male, che non ti avrei più rivista. Ti avevo chiamato per sapere come andava e mi aveva risposto tua figlia che con una certa resistenza aveva lasciato che parlassimo assieme. La tua voce era un sussurro ed io tremai di paura, mi rendevo conto che forse la battaglia era persa. Però non doveva essere un addio, non lo accettavo punto e basta.
Ieri notte mi sono svegliata, come mi succede spesso, con la testa che andava a regime e mi sono detta: “Dai chiama Lucy, è da tanto che non lo fai. Di che hai paura? Le farà certamente piacere magari ti dirà che sta meglio…” E così, invece sono trasalita quando al mattino ha chiamato Roberta per dirmi: “Sai… Lucy non c’è più…” E’ certamente da Roberta essere laconica. Ancora più oggi che è rimasta orfana anche di questa sorella. Ora resto io? Non so, forse sì, ma Roberta non ti fa mai capire cosa prova, sembra che niente la tocchi, che nessuno la possa ferire. Lei, la più piccola, la più indifesa, quella che mi avevi consegnato per darci un occhio, a me che ero solo un anno più vecchia e che avevo preso quell’impegno come se fossi il suo angelo custode. Ecco il dagherrotipo delle sorelle Materazzi. Ci penso e mi viene da sorridere e poi ti penso e sento un vuoto profondo, in quella foto non siamo più in quattro siamo rimaste solo in due, le più giovani, ma con i capelli spruzzati di bianco ed un spaesato sorriso di circostanza.
Cazzo, Lucy, non dovevi farci uno scherzo simile. Non si fa così, le cose difficili si preparano, si dovrebbe lasciare la scena da signora, con un sorriso e l’incedere elegante, non si può lasciare senza una parola di addio. No non si può. Io fingerò che non sia successo niente, penserò di sentire ancora la tua voce, magari non subito, più avanti, mi dirai: “Dai vediamoci, dillo anche agli altri, venite da me, io metto la cena e voi la musica, come sempre.”
Sì come sempre. Con il mio fraterno affetto
Ross

Annunci
  1. Un forte abbraccio, Ross.

  2. in rispettoso silenzio ,un forte e sincero abbraccio
    Adriano

  3. Un saluto tristissimo a Lucy

  4. Se me lo permetti, un abbraccio forte anche se solo virtuale.
    Mad

  5. Non è il migliore dei buon-giorno che ci si possa aspettare… Per abbracciarti lo faccio di persona. Un ultimo pensiero a quella sera. 😦

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: