Mario

10) Così parlò Zarathustra

In Un libro al giorno on 17 giugno 2010 at 12:00

Intorno a mezzanotte Zarathustra intraprese il suo cammino sul dorso dell’isola, per giungere sul far del mattino all’altra spiaggia: qui egli infatti voleva imbarcarsi. Vi era, proprio là, una rada favorevole, presso cui volentieri gettavano l’àncora anche navi forestiere; queste poi prendevano con sé chi volesse lasciare le isole Beate e attraversare il mare. Nel salire su per la montagna, Zarathustra pensava, cammin facendo, alle molte peregrinazioni solitarie fin dalla sua giovinezza, e alle montagne e ai dorsi e alle vette che già aveva salito.
Io sono un viandante che sale su pei monti, diceva al suo cuore, io non amo le pianure e, a quanto sembra, non mi riesce di fermarmi a lungo…

Soluzione

Titolo : Così parlò Zarathustra

Autore: Friederich Nietzsche

tema:

Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno (tedesco: Also sprach Zarathustra. Ein Buch für Alle und Keinen) è il titolo di un celebre libro del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, composto in quattro parti fra il 1883 e il 1885. Gran parte dell’opera tratta i temi dell’ eterno ritorno, della parabola della morte di Dio, e la profezia dell’avvento dell’ oltreuomo, che erano stati precedentemente introdotti ne La gaia scienza. Definito dallo stesso Nietzsche come “il più profondo che sia mai stato scritto”, il libro è un denso ed esoterico trattato di filosofia e di morale, e tratta della discesa di Zarathustra dalla montagna al mercato per portare l’insegnamento all’umanità. Il comportamento di Zarathustra qui descritto è opposto a quello descritto da un saggio di Arthur Schopenhauer che prefigura – al contrario – un allontanamento del mistico dal mercato verso, appunto, la montagna. Ironicamente il testo utilizza uno stile simile a quello della Bibbia, ma contiene idee e concetti diametralmente opposti a quelli del Cristianesimo e del Giudaismo riguardo la morale ed i valori tradizionali.

Con questo testo Nietzsche prosegue la propria strada di allontanamento dalla filosofia di Schopenhauer e dal mondo di Richard Wagner a cui era stato fino ad allora legato. L’opera è il frutto della ripresa, da parte di Nietzsche, dello studio di un autore amatissimo sin da quando era diciottenne, Ralph Waldo Emerson. I temi emersoniani percorrono infatti tutta l’opera. Tra questi spiccano la fiducia in se stessi, l’affermazione della vita intramondana, l’amore del fato e l’idea di un uomo oltre l’uomo.

Zarathustra (o Zoroastro) è il fondatore dello Zoroastrismo, antico credo persiano basato sulla contrapposizione manichea di bene e male e dunque per Nietzsche l’inventore del concetto dualistico e taostico[senza fonte] ma anche cartesiano della res cogitans e res extensa, oltreché annuncio della Gaia scienza di bene e male. Compreso il proprio errore Zarathustra lo comunica agli uomini e annuncia loro la dottrina del superuomo, un’etica del superamento di sé che vuole liberarli dalle loro aspirazioni mediocri, dall’idea di un “mondo dietro al mondo” avallata dalla metafisica, dal Cristianesimo e dal pietismo che ne deriva. Sincretica è la famosa immagine senza autore della donna viandante che porta un cartone con su scritto blind nella certezza di non vedere cammina stranamente senza aiuti ; come un allontanamento verso la montagna ma anche tetra grotta di platone senza assimilare platonismi per il popolo è l’eterno ritorno alla coscienza .

Ma l’approccio di Zarathustra con il mercato è estremamente amaro come l’approccio della viandante alla societa’ o del sole all’uscita della grotta ; ecco appunto attuarsi il comportamento bipolare dualistico forzato per la sopravvivenza : il suo discorso viene dileggiato dalla folla e lo spettacolo allegorico del funambolo che cerca di attraversare quella corda sospesa evocata dalle parole di Nietzsche si conclude in catastrofe quando il pagliaccio della torre, il suo doppio, lo fa cadere giù uccidendolo. Zarathustra tiene poi i propri discorsi nel deserto sino alla ricerca finale dell’uomo superiore suo dualismo in Es , l’unico che può seguirlo, che si rivela scisso in una pluralità di persone o figure allegoriche.

L’autore dimostra di conoscere molto bene il linguaggio biblico: lo Zarathustra di Nietzsche si rivela essere il suo Gesù Cristo senza comando o camandamenti sublimazione dell’immagine delle gemelle arbussiane nel doppio, il suo messia. Il tentativo di Nietzsche fu quello di creare un mito della modernità utilizzando il linguaggio simbolico del mito (e dei sogni) per riuscirvi. Zarathustra veniva introdotto al termine della Gaia Scienza nell’inquietante Incipit Tragoediae. La Gaia Scienza contiene anche la prima formulazione della dottrina dell’Eterno Ritorno, uno degli insegnamenti chiave di Zarathustra.

Nietzsche considerava “Così parlò Zarathustra” con grande orgoglio e un’esaltazione simile a quella con cui avrebbe guardato i libri a seguire cioè quelli prima della catastrofe della pazzia nel 1889. È inquietante come tutti questi ultimi libri, lo Zarathustra compreso, contengano riferimenti costanti ad un finale drammatico e alla presenza di un doppio (nello Zarathustra è ad esempio il nano o il pagliaccio della torre o ancora il mago-Wagner), tutti elementi della tradizione tragica.

Al di là del bene e del male, pubblicato poco dopo lo Zarathustra, ne rielabora le tematiche in una forma più convenzionale e diretta. (da Wikipedia)

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  1. Lo confesso, non ho mai letto Nietzsche, ma questo incipit mi sembra inconfondibile…

  2. io ho il libro…PUNTO

  3. Forse l’incipit aiutava un pochino, certo che Dubba è favorito 🙂

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