rossaurashani

2) Novecento

In Un libro al giorno on 9 giugno 2010 at 13:05

“Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi… Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte… magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni… alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare… e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America….”

Soluzione
Autore ALESSANDRO BARICCO
Titolo   NOVECENTO
trama: E’ la singolare storia di Danny Boodmann T. D.Lemon Novecento. Ancora neonato viene abbandonato nel piroscafo Virginian, così viene trovato per caso da un marinaio che gli farà da padre fino all’età di otto anni, quando morirà in seguito ad una ferita riportata durante una burrasca. Il bambino scompare misteriosamente nei giorni conseguenti la morte del padre e quando ricompare incomincia a suonare il pianoforte. Egli incontra il narratore, anche lui musicista, all’età di ventisette anni. Quando viene assunto come trombettista nel Virginian. Questo è l’inizio di una sincera e duratura amicizia, la quale non finirà nemmeno con l’abbandono della nave da parte del narratore. Boodman T.D. Lemon viene descritto dal narratore come un uomo con grandi capacità di apprendimento, un uomo che vive attraverso i desideri e le passioni altrui, un uomo che si realizza e si annulla con la musica, che vive sospeso tra il suo pianoforte ed il mare, con il quale è in grado di rivivere ogni viaggio, ogni sensazione gli venga raccontata dai passeggeri del piroscafo. Dalla musica, ma più specificamente dal pianoforte non troverà mai la forza di svezzarsi, non riuscirà mai a superare la paura di amare e di crearsi delle radici, sopraffatto dalla paura di non riuscire a vedere neanche lontanamente una fine nel mondo al di fuori del piroscafo; perciò dedica la sua esistenza a suonare al fine di sgravare i cuori dei passeggeri dalla paura dell’immensità dell’oceano. Piuttosto che raggiungere un compromesso con la vita, preferisce disarmare i propri sogni, le proprie speranze, e lasciarsi esplodere col transatlantico che per tutta la vita ha conosciuto i suoi timori e custodito i suoi desideri. Da questo libro è stato tratto il film “Il pianista sull’oceano”.

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  1. ouch ouch ouch ouch… ho un sospetto… è una traduzione? non voglio fare figuracce… mi sembra di averlo visto nella tua libreria… ma no, aspetto che qualcun altro confermi! 😀
    Ma che bello che bello questo gioco 😉

  2. ok ho cannato in pieno… è questo il problema con le traduzioni, uno crede, poi sbaglia… però è simile. Ho ANCHE quell’altro libro. Quello giusto. Mi ero solo dimenticata, Oh ma come sono noiosa 😀
    Ecco Ross, questo gioco mi sta coinvolgendo troppo … 😀

    • Lascio ancora un po’ di spazio all’indovinello 🙂
      Capisco che se tu leggi in lingua inglese gli incipit possono sembrare piuttosto diversi.
      Questo è un autore italiano, abbastanza giovane, che scrisse questo libro come sceneggiatura di un ottimo film….
      troppi aiutini non ti sembra? 😉

      • Si’, quello e’ “l’altro libro” a cui mi riferivo 😉 Uno dei pochi autori italiani “giovani” che conosco 🙂

  3. C’è un numero nel titolo?

  4. UN GIOCO NEL GIOCO. Vediamo dolce cara se sai dirmi cose questo:
    Fernando Pessoa chiuse gli occhiali e si addormentò e quelli che scrivevano per lui lo lasciarono solo, finalmente solo… Così la pioggia obliqua di Lisbona lo abbandonò e finalmente la finì di fingere fogli, di fare male ai fogli… E la finì di mascherarsi dietro tanti nomi, dimenticando Ophelia per cercare un senso che non c’è e alla fine chiederle: “scusa se ho lasciato le tue mani, ma io dovevo solo scrivere, scrivere e scrivere di me…”
    L’aiutino te l’ho già dato. E la soluzione è facile facile. In fondo non so essere abbastanza carogna.

  5. Beh probabile che si tratti di un libro di Tabucchi. Mi verrebbe “Sostiene Pereira” ma non credo si faccia riferimento diretto a Pessoa.
    Un baule pieno di gente?
    Quello sugli ultimi giorni di Pessoa?
    se non ho centrato, allora mi arrendo!

  6. Canzone (avevi l’indizio). Vecchioni (avevi l’indizio). L’inizio parlato (avevi l’indizio): LE LETTERE D’AMORE (avevi l’indizio).
    😉
    Però ci sei andata vicino

    • Mi hai fuorviato perchè sul commento non avevi precisato che si trattava di una canzone. Oltre a tutto me l’hai inserito sui commenti ai libri!
      Va beh dai per stavolta ti perdono. Sicuro che mi sarebbe stato più facile trovare la canzone, visto che me l’hai già fatta sentire. 😛

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