Mario

L’altra metà del cielo si confida

In Donne, uomini on 20 maggio 2010 at 14:51

Avevano organizzato una partita di calcetto. Non è che avessero proprio l’età per queste cose, ma era divertente ritrovarsi e fare una serata a “sfottò” e pacche sulla spalla, come si confà ai veri uomini. Quella sera però il tempo si era messo proprio al brutto, un forte temporale aveva calmato gli animi e quindi si erano rifugiati al bar del loro amico Gino per bere qualche cosa e per fare una bella partita di ciaccole maschili. Senza tanti preamboli Gino, mentre prende le ordinazioni, butta lì che stava leggendo con interesse sul suo portatile un post sul blog di Ross che anche gli altri conoscevano dal tempo delle compagnie giovanili e pone agli altri la domanda un po’ provocatoria: “Ma voi avete donne che fingono?” Ovviamente l’argomento li “ingrifa” tutti quanti e si mettono a tirare giudizi, senza con quello voler entrare troppo nel personale.
Guido spara subito la sua bordata: “Guarda a me non me ne potrebbe fregare di meno, basta che si lasci scopare, poi che finga o meno sono solo fatti suoi.”
Lele, che ormai ha una fidanzata storica alla quale è pure molto affezionato, cerca di mediare dicendo: “Eh, no, non è così semplice. Tu dovresti comunque impegnarti per far godere pure lei. Non è mica una macchinetta per i caffè. Introduci la moneta e automaticamente esce e te lo bevi. Eh no, bisogna avere un po’ di attenzione, dedicarci del tempo, farla sentire a suo agio, farle delle coccole, dei complimenti… insomma, sai… i preliminari, quella cosa li.” Intanto pensa alla sua Barbara che negli ultimi tempi sembra un po’ distratta e che trova sempre qualcosa da fare all’ultimo momento per tardare la loro intimità.
Diego taglia la testa al toro: “Ma dai, si capisce subito se una donna finge. Non sono mica uno scemo. E poi a pensarci bene cosa potrebbero chiedere di più se non un maschio vigoroso come sono io. Non so se mi spiego?!?”
Guido gli risponde sornione: “Eccomenò! Sarà proprio per quello che fingono così bene!”
Dopo le solite risate da copione Gino interviene, tentando almeno un po’ di autocritica: “A pensarci bene, quando vivi una vita come la mia, torni a casa a notte fonda e sei tanto stanco da non poterne più, ai preliminari non ci pensi proprio, altrimenti finisci con prendere sonno durante. E poi, pure lei, pensi davvero che gradisca di essere svegliata alle due di notte per una seduta veloce di sesso?”
Aldo che si è sposato giovanissimo e ormai ha sulle spalle un matrimonio più che trentennale si giustifica: “Io non so come la pensa Caterina, certamente che a me per fare all’amore mi ci vuole un bel po’ di fantasia. Anche per me lei è la stessa santa minestra, sinceramente devo aiutarmi pensando a qualche attrice superdotata per arrivare al dunque. Cate non si è mai lagnata e per questo ho sempre pensato che quello che le davo bastasse…”
Lele: “E magari non basta…”
Guido: “Ma che cacchio vogliono da noi? Non dovremmo mica metterci a recitare poesie no? Scopare è scopare e non ci vogliono molte invenzioni.”
Lele: “Guido, temo che sia per quello che le donne se hanno il coraggio di prenderti alla fine ti mollano come un lebbroso…”
Altre risatelle di circostanza. Ma il dubbio sembra farsi strada. Gino, sarà perché è il più grande di tutti, tenta di mediare: “In effetti che senso ha preoccuparsi di una donna che non ti interessa se non per fare sesso. Anche se, ad onor del vero, a tutti piacerebbe fare una bella figura e magari essere ricordato dai posteri. Certo che hai un bel dire “sono stanco”, ma la tua donna ha pure diritto di trovare gusto in quello che fai assieme. Non dovrà pagare sempre i tuoi umori e le tue preoccupazioni no?”
Lele: “Anche io penso che bisognerebbe parlare di più con la propria compagna. Bisognerebbe gratificarla. Insomma si sa che le donne sentono differente e quello che fa sballare te, a loro potrebbe non smuovere niente. Ci avete mai pensato? Per noi uomini esiste il Viagra, ma per loro che cosa c’è? Nessuno si è mai preoccupato di scoprire la pillolina che procuri loro un piacere soddisfacente. Che sia vero che noi uomini pensiamo solo a noi stessi?”
Aldo: “Però a me seccherebbe un casino avere per le mani una donna che finge. E’ un comportamento da vera puttana no? Perché dovrebbe mentirmi, chi le dà questo diritto?”
Gino: “Ma non hai capito che quasi tutte mentono per non ferirci e non farci star male?”
Aldo: “Ma tu lo sopporteresti?”
Gino: “Mi sa che lo sopporto, sì, almeno una volta alla settimana.”
Guido: “Ehi, ma perché non chiediamo a questo Davide come fa? Magari ci fa capire cosa fa alle donne perché ne siano entusiaste.”
Gino: “Ma Guido, sei proprio duro eh? Quello non è un racconto di realtà, è solo una provocazione per parlare dei rapporti tra gli uomini e le donne…”
Guido: “Ah ma allora possiamo stare tranquilli, non esistono uomini, come Davide, che ci insidiano le donne, vero?”
Lele: “No, caro Guido, purtroppo no… ovviamente purtroppo per loro, le nostre donne.”

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  1. Vedo che, come temuto, hai chiuso velocemente il rischio di una scrittura multipla. Forse volevi spiegare ai maschietti come devono pensare. Penso che con meno fretta avrei potuto fare di megli ché il pretesto dell’incontro mi sembra puerile, il pretesto per parlarne improbabile e hai fatto persinop confusione coi nomi. Per esempio la moglie di Aldo non si chiama Caterina ma Cesira. 😦

    • Aaaaaahhhhh ma quanto sei pestugnante! Non ho chiuso affatto anzi ho solo aperto, come ti dicevo sui commenti sarebbe bello che tra gli amici ci fosse anche Il Rosso e Mario che potevano dire la loro, tanto perchè il post venisse davvero costruito con la verità degli uomini.Per quanto riguarda Aldo mi sono presa una libertà poetica. Il nome Cesira in questa città sarebbe più improbabile che la scusa che ho addotto perchè si aprissero le confidenze.:-) Insomma il fatto rimane ci sono degli uomini che leggono un articolo dove si mette in dubbio la veridicità degli orgasmi delle donne o delle loro compagne. Ora che si fa? Se ne parla oppure ci si mette una pietra sopra dicendo che il problema riguarda gli altri, mica i sottoscritti?
      E’ questo il problema. Voi maschietti riuscite a parlarne e come affrontate una questione come questa? Fate anche voi il vostro teatrino e fingete il piacere più cieco oppure resatate lì come delle statue di cera? Pensate alle donne con cui fate all’amore oppure confondete il vostro piacere con il loro?
      Ovviamente la provocazione non è rivolta a te, anche se di solito tu sei abituato alle mie, ma proprio per questo sai che è solo un pretesto per parlare.

  2. Come ho accennato, io ho poca esperienza nel settore e la mia idea di sessualità è molto romanticizzata e molto idealizzata … insomma la devo smettere di leggere letteratura erotica 😀
    Comunque, parliamone. Io non ho mai finto. Mai. E non fingerei mai. Penso di avere (penso, ribadisco) una sessualità molto maschile. Molto diretta. Mi ha portato molti problemi in passato. Làuomo vuole un po’ di finzione. Adesso, maschietti, non aggreditemi. Ma vi piace che il vostro ego venga elogiato, di tanto in tanto, dalla parvenza di un orgasmo hollywoodiano.
    La donna che queste cose non le fa perché forse, appunto, ha letto troppi romanzi ed ha aspettative troppo romantiche che puntualmente non si attualizzano in realtà, delude l’ego maschile.
    Certo, parlarsi sarebbe l’ideale: chiedere, offrire e raccontarsi a vicenda i propri desideri. ma purtroppo gli ideali spesso rimangono nei racconti.
    Come ho detto, nel mio caso queste sono tutte speculazioni… o forse sogni…

    • Sai Martina l’argomento era uscito da una inchiesta web dove veniva chiesto alle donne se nei rapporti sessuali erano più le volte che provavano piacere oppure quelle che fingevano. I risultati sono stati sorprendenti. Non potrei trarne una percentuale, ma le donne che dicevano di fingere era nettamente predominante. Tra le tante femmine ho trovato l’intervento di tre maschietti che ho cercato di stemperare nei dialoghi del raccontino.
      Non ho cercato di fare moralismi e nemmeno ho cercato di dettare delle regole al gioco ho solo pensato di provocare una riflessione.
      Sono convinta pure io che un po’ di finzione non guasta, a meno che l’entusiasmo non sia davvero originale. Gli uomini (credo e sottolineo il credo) hanno maggior bisogno delle donne di essere sollecitati nell’ego. Tutto qui. I propri limiti ciascuno li sa. Comunque noi donne ne parliamo con più facilità tra di noi.

    • E’ proprio perché ti poni in un “ottica diversa” che poteva contare il tuo contributo. Fatichi troppo ad uscire da te; naturalmente a mio avviso. Potevano essere importanti le supposizioni di una donna che non si è mai trovata nella condizione di dover fingere.

  3. Mi spiace Ross di aver gettato un’ora di ottimo lavoro. Lascio definitivamente la speranza di poter lavorare ad un testo assieme. La causa dalla tua “incapacità” potrebbe essere interessante, persino intrigante. Forse non ne sono all’altezza. Peccato. Non è detto che sempre i sogni si debbano realizzare. Ma tutto questo non è assolutamente in tema. Cosa importa se hai finto un orgasmo letterario.
    P.S. quegli uomini non erano uomini. Non so cos’erano. Gli uomini non parlano così. Non pensano così. Persino il commento si dimentica che i maschietti hanno un “metabolismo” diverso. Ma quali uomini hai frequentato e che uomo frequenti? Ah! scordavo che sei tu a spiegarci come dobbiamo pensare noi uomini (e parlare). Ora dovrei forse scrivere la risposta delle donne?

    • Forse il difetto di tutto il discorso sta nel metterla troppo sul personale. Che ne pensi ?

      • Direi che per ogni uomo il suo modo di vedere il sesso è personale, come lo è per ogni donna. Un racconto stimola solo la fantasia e per questo non è che Il Rosso sia davvero una persona reale, amche se sei tu che gli dai vita.
        Un trattato sull’argomento non lo potrei mai fare, Non è nelle mie possibilità, invece mi è possibile far dialogare le persone, non so se mi spiego.
        Martina per esempio che è donna, va molto sul diretto, perchè noi siamo fatte così. Mario invece che tende ad essere uno che scrive, non parla quasi mai di se stesso, tende ad immaginarsi nei panni di altri. Sinceramente nemmeno io mi espongo, pur se donna, parlo di altre e qualche volta di altri anche se forse non ne avrei diritto.
        purtroppo un racconto parla di una parte di realtà oppure forse anche solo una parte di immaginazione.

    • Non ho ben capito perchè hai gettato un’ora di ottimo lavoro. Non ho capito come si poteva fare una collaborazione se a lavorare c’eri solo tu… Comunque mi pareva buona l’idea di un brogliaccio su cui lavorare. Io non ho la pretesa di sapere come la pensa un uomo come non ho la pretesa di far parlare una donna come un uomo, ho solo immaginato un dialogo che per quanto incompleto era un tentativo di provocare dei discorsi attorno all’argomento.
      Per quanto riguarda la mia dimenticanza, come l’hai chiamata tu, so bene che il metabolismo maschile è diverso da quello femminile, ma stranamente proprio lì io ho reiportato la reazione di un uomo (reale) ad un discorso di questo tipo. Mica tutti la prendono con calma. Questo aveva risposto che pure lui fingeva l’orgasmo, su come facesse si apre un dibattito. Io certamente non lo so. Lui sosteneva che invece basta poco, perchè le donne ci cascano come pere. 😀 Io non sono maschio e non so come facesse, e tu lo sai?
      Se poi vuoi dire che io tendo a imporre un solo modo di vedere il mondo e di parlare, sopratutto per quanto riguarda gli uomini, dovresti ricordarti che fin dall’inizio io ho sostenuto che non so come la pensino gli uomini. Posso riportare solo quello che mi immagino come dialogo e prendendo qua e là da discorsi generici fatti sul sesso anche dall’altra parte del cielo. Mi spiace che il post non ti piaccia e che ti abbia infastidito. Non era questo il mio intento.

  4. Rosso, io scrivo racconti. Dove non c’è niente di personale. Il tema stesso spingeva a riflessioni libere. La donna che finge non lo dice, credo, al proprio uomo. E temo sia un atteggiamento diffuso. Così come la poca attenzione del partner maschio. E il fatto che noi maschietti non parliamo mai in quel modo. troppo presi dalla competizione. A farci credere i migliori.

  5. Non hai capito come si poteva fare una collaborazione se a lavorare c’ero solo io… Eppure hai capito come si fa se a lavorare non solo ci sei solo tu ma il lavoro lo presentati confezionato. Tu hai detto di preparare delle idee. Io le idee le avevo cominciate a preparare. Non è il primo tentativo; certamente l’ultimo. A quattro sei otto mani si scrive assieme non uno scrive e gli altri leggono. Al massimo possono commentare. Non mi ha infastidito. Semplicemente non ne ho più interesse.

    • Mi sembri un ragazzino che fa i capricci. Già un’altra volta abbiamo fatto una cosa a quattro mani e tu sei intervenuto su qualcosa che avevo preparato io. Sbaglio? Quello che ho fatto come già detto è solo un brogliaccio su cui inserire le uniche opinioni (romanzate o non) di autentici maschietti.
      Mi spiace se leggi i miei commenti dovresti aver capito che intendevo fare un post aperto che sarebbe stato integrato o cambiato dalle vostre proposte. Comunque inutile star qui a disquisire su incomprensioni, mi pareva più interessante l’argomento di cui stavamo trattando.

  6. […] dall’altra metà del mio cielo. Lei la mette in bocca a un tale Guido, che è interprete in uno suo post la seguente domanda: “Ehi, ma perché non chiediamo a questo Davide come fa? Magari ci fa capire […]

  7. […] trattato ovviamente da parte mia, in modo superficiale e provocatorio, sui due raccontini Fingere e L’altra metà del cielo si confida. Lo faccio sperando che il mio ospite non se ne abbia. Il suo intervento considera il fenomeno […]

  8. Really great read! Honest!

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