Mario

Cosa vuoi fare da “grande”?

In Anomalie, Donne on 15 maggio 2010 at 22:34

Nessuno glielo aveva mai chiesto. D’altra parte veniva da una famiglia dove la parola “nutrimento” significava solo avere qualcosa da mangiare e non si riferiva né al cervello né all’anima. Paola teneva un diario, dove stava molto attenta agli errori grammaticali. Non era che pensasse che quel diario l’avrebbe letto qualcuno, però riteneva che fosse un suo dovere migliorare la condizione della sua vita. Lei amava leggere. Si accontentava di qualsiasi libro, ma tra le mura di casa aveva a disposizione solo i libri di lettura e successivamente le antologie del fratello maggiore. Per quanto riguardava i suoi libri scolastici, riusciva a completarne la lettura in tre giorni e tra l’altro aveva una memoria di ferro.
Paola era anche sfortunata con suo fratello. Lui non le permetteva di mettere le mani sui suoi libri. Era sempre stato geloso di lei. Lui era nato per essere figlio unico, lei la considerava un brutto incidente nella sua vita. Ma tanto Paola era testarda, e si era fatta una corazza, non avrebbe mai permesso a nessuno di intralciarle la strada. Era sicura che prima o dopo ce l’avrebbe fatta, avesse dovuto faticare giorno e notte per raggiungere il suo scopo. Aver letto le sostanziose antologie del fratello la rendevano ancora più curiosa di leggere libri. Ma a casa sua sapeva bene che c’erano a disposizione solo due libri che chissà in che modo ci erano arrivati: Guerra e Pace e I fratelli Karamazov e, sebbene sapesse che erano per la sua età una lettura impossibile, li aveva pure cominciati.
Spesso si sentiva scoraggiata. Non pensava di essere forte a sufficienza per riuscire ad uscire da quella vita vischiosa. Avrebbe voluto essere intelligente, avrebbe desiderato essere istruita, sognava di andare a scuola, di frequentare l’Università e di capire tutto quello che non riusciva a capire. Non cercava il successo, la fama, il riconoscimento degli altri… voleva solo vivere e fare le cose che le piacevano di più. Voleva essere libera. Voleva solo delle possibilità.
Il giorno che finì la scuola, suo padre le disse che non avevano la possibilità di farla continuare. Chi avrebbe studiato sarebbe stato suo fratello, a lui sì che serviva l’istruzione, era un maschio e ne aveva diritto, gli sarebbe servito per la vita e per il lavoro. Per lei invece era un percorso inutile, tanto non serviva se alla fine il suo destino era quello di essere scelta da un uomo che l’avrebbe sposata e mantenuta. Questa era la legge di quei tempi, questa era la mentalità della sua famiglia.
Paola non perse tempo a piangere, sarebbe stato inutile, decise piuttosto cosa avrebbe fatto mentre diventava “grande” e tra queste cose aveva giurato che non ci sarebbe mai stato un matrimonio.

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  1. Brava Paola. Quante donne sprecate, piu’ di una generazione. Acnhe qui in Irlanda, guarda, la stessa storia, soprattutto nell’Irlanda rurale. La legge cattolica della donna fatta solo per figliare. Quante lotte abbiamo dovuto sostenere. Quante menti sprecate. Vedere adesso che nelle universita’ la percentuale femminile e’ addirittura piu’ alta di quella maschile (almeno da queste parti), e’ un sollievo.
    Sono sicura che Paola ha avuto comunque una vita realizzata: alla faccia del fratello che tutta quell’attenzione non se la meritava 😉

    • Credo che Paola abbia fatto molto di più di quello che le fu consentito, ma questo è la continuazione del racconto che mi è venuta così tanto per ragionarci su. In Italia negli anni 50-60 la donna era ancora in parte un’appendice all’uomo. Fortunatamente anche qui i tempi sono cambiati velocemente e (almeno al nord) le figlie hanno avuto le stesse posasibilità dei maschi. Poi si sa che essendo più pervicaci sono riuscite meglio negli studi, ma questo è un altro discorso, visto che poi nella società hanno trovato ancora le stesse difficoltà ad inserirsi. Ma non mettiamo troppa carne al fuoco. Ma lo sai che la prima donna laureata in Italia fu una veneziana? Eh qui le donne hanno “il chiodo in testa” siamo troppo vicini agli austroungarici 😉

  2. Ma perché i veneziani mi stanno sempre piu’ simpatici? 😉

  3. Non ci ho ancora pensato e ho il sospetto che non crescerò più, o come dice la Fiorella (Mannoia) “Non voglio crescere più”. Come “maschietto” non avevo né molte possibilità, allora, né molta voglia di studiare. Non lo fatto, non nel modo consueto. Eppure… oggi sono soddisfatto e felice. 😉

    • Credo che ogni persona abbia dei sogni nascosti che a volte non riesce neanche a confessare per gioco. Il tuo sogno non era probabilmente studiare nel senso stretto della parola, a parte il fatto di averne le possibilità economiche. A casa tua però c’erano libri, si respirava altra aria, tu hai speso l’impossibile per libri e dischi musicali. Lo ricodo bene perchè eri il nostro unico fornitore tant’è vero che io conservo ancora dischi tuoi e lo ha fatto anche un nostro comune amico. Sullo studio invece è intervenuto negativamente il tuo carattere che non ti permetteva di ricevere le conoscenze filtrate dagli altri, eri troppo curioso e avevi procedimenti mentali solamente tuoi. Leggevi moltissimo, scrivevi moltissimo, gli altri amici che frequentavano gli studi ti invidiavano la capacità sintetica e le conoscenze. Paola invece aveva bisogno di sicurezze di partire da una base che le era stata negata, per lei tutti gli altri erano migliori, non si credeva in grado di capire il mondo, ma questo si sa è un atteggiamento molto femminile. 🙂
      A te sarebbe servito una cosa che allora non c’era ma che oggi c’è e che usi abbondantemente: internet. Strano a dirsi che è proprio qui che due persone con processi mentali diversi e con diverse esigenze hanno saputo alla fine incontrarsi. Anche se appartengono ad una generazione che dovrebbe essere almeno per l’età esclusa da simili “marchingegni”
      Inevitabile dire che a vita passata essere soddisfatti e felici è una grande fortuna 😉

  4. Lascia stare ciò che ci diciamo che quello già lo sappiamo. E qualche volta liberati di pensare che certi argomenti appartengono ad un genere. Anche un uomo può avere attenzioni. Anche un uomo etc. Anche un ragazzo può considerare tutti migliori. Inadatto. Incapace. Persino una donna può avere un… cuore avaro. Ma… comunque baci.

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