Mario

Bastarsi: natura, filosofia o metodo?

In amore, Anomalie on 7 maggio 2010 at 7:32

Come sempre, saltellando di blog in blog, sono stata colpita e ingrippata dal post “Bastarsi” di splendidi quarantenni dove ho trovato l’ottima descrizione di come dovrebbe essere la metamorfosi fighiana di un comune mortale, per divenire vagheggiato dagli altri. Lo Splendido usa la sua solita verve ironica che in genere attraversa tutti i suoi post, per esprimere che avere un certo tipo di atteggiamento rende sicuramente più fascinosi. Se devo essere sincera con questo post è riuscito anche a segnare un punto a favore della mia tesi, che sarebbe l’estrapolazione filosofica del rapporto dei comuni mortali con “l’uomo (donna) che non deve chiedere mai” ossia: l’atto del desiderare diventa più soddisfacente che la realizzazione del desiderio stesso. Con questo intendo dire che per molte persone il desiderio è uno stato di grazia che a volte può venir banalmente deluso dalla realizzazione del desiderio stesso. Semplificando: si ama istintivamente quello che non si conosce e che ci affascina perché ci appare pieno di significati, salvo poi rendersi conto che una volta conosciuto è solo la proiezione dei nostri pensieri.
Ma non era di questo che stavamo parlando. Lo Splendido cerca di pianificare un metodo per creare l’alchimia che fa nascere il fascino assoluto di una donna o uomo e lo spiega con il comportamento elusivo, con l’atteggiamento che hanno quelli che si negano o si celano o almeno dimostrano la capacità di essere individui “bastevoli” a se stessi. Tradotto in soldoni le donne o gli uomini che non “rompono i coglioni”, che non chiedono, non ti ammorbano con la loro eccessiva presenza e le loro fisime, insomma uomini e donne ideali. Praticamente chi non si fa distrarre dal proprio percorso e continua a proseguire per la propria strada, chi applica la legge “prima io degli altri” e che ti osserva da una dimensione ultraterrena ma parallela, riscuote un notevole successo personale, che alla fine potrebbe anche essere immeritato, ma sempre fascino è.
Faccio un esempio: per un certo periodo, da ragazza, uscivo i fine settimana con un’amica piuttosto bella e sensuale. Il problema era che mentre nel mio caso avevo sempre il “codazzo” al quale facevo sempre poca attenzione, nel suo, dopo il primo appuntamento i ragazzi si eclissavano. Salvo equivoci non era dovuto perché aveva l’alito pesante. Lei spesso si chiedeva come mai. Era bella, simpatica, disponibile… e allora perché io, che forse forse avevo meno qualità, avrei potuto “cuccare” di più? A quel tempo non mi ero posta il problema e certamente non riuscivo a vedere la questione da un punto di vista obiettivo. Oggi , dopo la lettura del post incriminato, e dopo che è passato tanto tempo e che sono una signora piuttosto matura e pertanto ormai esente dall’ansia di piacere, mi sono finalmente data una risposta. Non c’entra affatto quanto ci si creda belli e ci si comporti come tali, perché da quel punto di vista, a differenza di lei, io mi ero sempre sentita solo passabile e mi comportavo di conseguenza. Non c’entra nemmeno quanto si è belli, perché lei lo era certamente. Non c’entra nemmeno quanto si è “simpatici”, ma forse è importante il modo di esserlo.
Ho potuto sperimentare che donne che parlano troppo e ridono molto non favoriscono la simpatia e la voglia di frequentazione da parte dei ragazzi, ma sicuramente la pacatezza e la tagliente (auto)ironia conquista e spiazza di più. Alla fine anche l’essere troppo disponibili agli approcci ti rende scontata e a volte vieni vissuta come una donna alla ricerca di sistemazione e soprattutto un’impresa troppo facile. A nessuno piace conquistare una donna che desidera ardentemente essere conquistata. Mentre ben altra cosa è riuscire nell’impresa di conquistare una donna che non solo non guarda te, ma nemmeno guarda altri, una donna di cui non riesci ad interpretare i pensieri, che non comprendi completamente e che sa guardare altre “cose” da cui tu ti senti tagliato fuori.
Mi potreste far notare che spesso agli uomini basta raggiungere “quello scopo”, ma perché allora spesso si intrigano di quelle che quello scopo non glielo lasciano realizzare?
Quanto fascino ha quella donna che non ti chiede mai quello che tu ti aspetteresti che ti chiedesse, che stai perdendo senza aver mai avuto il gusto di averla, una donna che può vivere da sola, anche senza di te? Ecco secondo me questo è irresistibile.
Ho parlato di donne ma così potrei parlare anche di uomini, anche se una ricetta di promozione di se stessi non esiste. Se poi vogliamo dire che chi è strutturato da “autonomista” è facile che alla fin fine sia anche un po’ stronzo, non cambia di una virgola l’essenza del postulato. Essere stronzi sembra migliorare il risultato della metamorfosi fighiana. 🙂
Per fortuna non a tutti piace chi sa bastarsi, mentre desidera riempirsi la vita di chi ha sempre bisogno degli altri. Se non fosse così non si capirebbero donne che si trasformano in mamme per uomini incapaci di responsabilità e uomini che cercano delle bambine indifese da accudire per tutta la vita. Il mondo è bello perché è vario, altrimenti basterebbe stampare un manualetto di pronta consultazione e il gioco sarebbe fatto.
Diffido pertanto tutti quelli che dal post di Splendido hanno preso appunti per i loro comportamenti futuri. Tutto sommato stronzi si nasce, raramente si diventa, anche se, alla fine, non mi sento di escludere ulteriori variazioni sul tema. 🙂

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  1. Non ho capito una cippa su, come la chiami tu, l’essenza del postulato ovvero dove vuoi andare a parare. Forse ciò è dovuto al fatto della mia grande e completa ignoranza attorno al fascino. Sospetto che non ci sia né un profilo né una ricetta. Di una cosa sono certo: ho conosciuto quelle due ragazze. Nonostante la tua cocciuta e reiterata ostinazione a non voler affrontare la realtà reale di allora tra quelle due, se si fosse dovuto scegliere solo in base all’estetica, non v’è mai stato dubbio che chiunque avrebbe scelto te, com’è quasi sempre successo. Non è questo solo un mio parere personale (lo sai) e tu hai avuto la fortuna di essere stata particolarmente bella (vedi foto). Anche l’amica era bella ma lo era meno e di una bellezza meno interessante e meno “particolare”. E quella stessa amica oltre a quella non aveva nessun’altra dote o almeno nessun’altra che abbia particolarmente notato. Tu apparivi subito una preda non facile ma alla stesso tempo una “persona”, lei come una preda certo più facile ma da cui sincerarsi di avere vie di scampo sicure e rapide. Poi è difficile spiegare tutto a parole ma a memoria era solo immagine, di una logorrea insostenibile e di una noia mortale.

    • Con questo post non voglio arrivare da nessuna parte. Era solo una riflessione sul “modo” o sulla “natura” o sull'”infrastruttura” che ci vuole per essere affascinanti 😉
      Ovviamente si parte dall’ironia, ma si arriva anche a considerazioni semiserie tipo: che spesso vieni affascinato da quello o quella che ti stimola di più l’immaginario non quello che ha maggior costrutto.
      Inevitabilmente le belle o i belli erano più guardati all’inizio, ma generalmente erano le più o i più tronfi e in aggiunta noiosi, pertanto l’interesse per queste o questi veniva a scemare subito. La parola che ho usato è “tronfi” il che significa che avevano conoscenza e contavano sulla loro bellezza in modo fastidioso. Forse pensare di essere piacenti e non bellissimi aiuta ad essere accettati meglio non pensi?
      E poi se solo i belli avessero possibilità… capirai. Meglio che ci siano altre qualità a formare il fascino.
      Ah quell’amica ti metteva ansia? Se devo essere sincera soffocava anche me, ma pensavo si trattasse di troppa diversità di carattere. 🙂

  2. Oooohhh, hai messo sale sulla piaga, ma quanto sale 😀 😀
    Innanzitutto io parlo troppo: adesso ho capito tutto! 😀 Poi: ma quanto lo vorrei un uomo “autonomista”, ma quanto lo vorrei! Dove stanno? 😀 Io come ben sai sono rimasta scottata da questo tipo di relazioni a “bisogno reciproco”, dell’uomo che non sa fare un tubo ne’ a livello emotivo ne’ a livello pratico senza che il surrogato della mamma veda e provveda 24 su 24… e la donna che ha bisogno di sentirsi necessaria, senza tale ruolo non riesce a vivere perché non riesce ad essere se stessa fino in fondo… beh, ho imparato a mie spese: MAI PIU’! Mai piu’ sentirsi necessari. Il rapporto ideale (ma in quanto ideale è spesso improbabile): il non aver bisogno l’uno dell’altra, il piacersi per quello che si è, il non volersi cambiare e non voler cambiare l’altro/a. Godere della compagnia reciproca, tenersi per mano lungo la vita senza la necessità di sorreggersi a vicenda e gioire l’uno dei successi dell’altro e viceversa.
    Troppo idealista? Forse. L’uomo ideale sarebbe anche quello che non c’è sempre, constantemente tra le p… ehm tra i piedi, meglio se ha un appartamento tutto suo, quello insomma che non ti chiede di stirargli le camicie o di consolarlo se ha un attacco di panico… egoismo? Forse. Ma vuoi mettere il fascino dell’uomo che “sta da solo in piedi” ed i tali piedi li ha ben appoggiati per terra?
    Ecco, io non pretendo di trasformarmi totalmente nella metamorfosi fighiana auspicata dall’eccellente post degli Splendidi Quarantenni, purtroppo ho anche quest’aspetto fisico che potrebbe portare al fraitendimento, potrebbe far pensare ad un uomo sprovveduto che sono una “bambina indifesa da accudire” (aaaarggh!), che sarebbe davvero il mio peggior incubo. Ancora come sai ho molte questioni personali irrisolte ma il succo, a monte di tutto, è innegabile: se non si sta bene con se stessi, non si sta bene con gli altri. Ed è la ragione di tutte le relazioni fallite. Sicuramente le mie (ehm, tutte le mie relazioni sono fallite: ci ho messo una vita ma finalmente ho capito il motivo… meglio tardi che mai :D).
    Ah, ma mi sa che questa discussione andrà avanti per tanti giorni, eh? 😀

    • Inutile stare a tagliare il pelo in quattro, in genere in un certo modo si nasce. Se nasci tondo non finisci quadrato, questo vale per te come vale per gli altri. Si dovrebbe, all’inizio di un rapporto, valutarne l’opportunità, attraverso delle analisi logiche. Questo porta distante dalle passioni e dalle forti emozioni. Non dirmi se sarebbe meglio avere un uomo che potrebbe andar bene in tutte le situazioni, oppure un uomo canaglia, perchè posso solo risponderti che quello che razionalmente dovresti scegliere ti emoziona pari a zero. Questo è il problema. Essere attratte da un certo tipo di uomo soddisfa probabilmente alcuni bisogni che abbiamo. Nulla toglie che in momenti della vita diversi questi bisogni potrebbero anche cambiare. Per esempio sostituirsi al compagno nelle decisioni soddisfa il nostro desiderio di onnipotenza, cercare un compagno paritario soddisfa la nostra necessita di essere amati, almeno con una partecipazione al 50%.
      Certo che le relazioni sono da considerarsi in modo diverso dal richiamo dei ferormoni, che in genere dura il tempo che trova. Certo il fascino ce l’hai sempre, ma non credo che sia sufficiente per far durare un rapporto per sempre e neanche a renderlo sicuro e positivo.
      Per quanto ti riguarda hai una struttura fisica che stimola un tipo di istinto mentre a sentirti parlare ne stimoli un altro, le due cose insieme sono destabilizzanti, in quanto non sai a cosa credere. 🙂
      Come donna tendo a considerare l’aspetto fisico poco importante e percepisco da altri dati il carattere di una persona. Fattelo dire dalla bocca dell’esperienza sei una donna piacevole, intelligente, simpatica e sveglia. Hai anche una certa strana bellezza che ti fa restare nella memoria molto di più di alcune famme fatale. Diciamo che sei concreta e disponibile, questo dovrebbe essere il miglior bigliettino da visita… poi hai anche due figli ed un ex marito e un po’ questo pesa, ma ad onor del vero pesa solo un po’ e poi basta.
      Ma parliamo ancora del fascino, chissà che magari, alla fine ci capiamo qualche cosa 😉

  3. Ebbene, si.
    Io sono la testimonianza vivente che la “metamorfosi fighiana” è possibile, io sono la “stronza autonomista” per eccellenza.
    Così autonomista, che spesso vivo benissimo anche senza di me. 😀
    Un saluto.
    Mad

    • Spiega Mad come ci riesci che mi sa che lo faremo scrivere a te il manualetto! 😉
      Come stai a “codazzo”? Ossia confermi la tesi?

      • Semplice. Io mi amo.
        Non il mi amo nel senso “io sono la più figa, la più bella, la più intelligente” etc, etc.
        Io mi amo così come sono, con i miei pochi pregi ed i miei innumerevoli infiniti difetti che conosco benissimo e che non mi nascondo.
        E la cosa divertente è che non li nascondo neanche agli altri.
        Mi vado bene, insomma.
        Se poi c’è qualcuno a cui vado bene del pari, ottimo.
        Se non c’è, pazienza, non ho paura di stare da sola.
        Quando c’è, la mia è una solitudine che non è mai “vuoto”, è piena di tanto.
        Pure troppo, a volte, ecco perché dico che ogni tanto avrei bisogno di una pausa pure da me stessa, oltre che dal resto dell’universo.
        Non mi faccio mai troppe paranoie, la marea di “pippe mentali” che gli altri si fanno nei confronti delle relazioni sentimentali (o umane, se intese in senso più ampio) non mi sono mai appartenute.
        Il che non significa che io sia priva di passioni, tutt’altro, solo che non mi creo mai aspettative irrealistiche nei confronti di alcunchè.
        Di quello che la gente poi può pensare di me, ad onor del vero non me ne è mai fregato un’emerita cippa.
        In quanto al “codazzo”, frega nulla del pari.
        Voci di corridoio mi dicono che io sia vista come “distante e misteriosa”, mia madre tempo fa m’ha detto” t’ho fatta, ma non riesco a capire bene come funzioni”.
        Son l’oggetto misterioso.
        A me sembra d’essere normale. Non è che i pazzi siete voi? 😉
        Non credo all’idea del “per sempre”, so che nella vita incontrerò persone e che queste persone, se sarò fortunata, faranno una parte del viaggio con me.
        Potranno essere due giorni come trent’anni, sarà bene o sarà male: è il percorso che m’intriga, non la sua fine o la sua destinazione.
        Amo la gente che mi sta intorno, so che per me ci sono ed io ci sono per loro, soprattutto nel momento del bisogno, quando più serve, ma non tollero chi mi si “appiccica” come un francobollo, non tollero la gente che ti vive addosso di vita riflessa.
        I miei stati d’animo me li gestisco autonomamente, ho sufficienti energie mentali per uscire dalle rogne per conto mio, senza bisogno di una “stampella” emotiva cui appoggiarmi.
        Il fatto di amare e di stare insieme ad una persona non significa che ogni particolare della tua vita debba diventare suo.
        Io non “sono” di nessuno. Tutt’al più “m’accompagno brevemente”.
        La “proprietà di me” rimane mia.
        Visto? “Stronza autonomista”.
        E dalla nascita. 😀
        Un saluto.
        Mad

        P.S.: mi sa che ho divagato un pò.

    • Azz…. senza ombra di dubbio confermi la regola 🙂
      Nelle divagazioni mi par di capire che ogni tanto senza false ipocrisie esce la donna che ha subito la “metamorfosi fighiana” nell’utero materno e questo sì che è un bel colpo.;-)
      Se non ti dispiace mi piacerebbe trasformare il tuo commento in un post, credo che il tuo modo di essere interessi al 90% il genere femminile ma il 100% quello maschile.
      Posso usarlo a mo’ di post?
      Sinceramente ammirata
      Ross

      • Non mi pare francamente d’aver scritto nulla di particolarmente degno di nota.
        Utilizza pure le mie divagazioni come meglio credi opportuno.
        Un saluto.
        Mad

    • MadDog, tu dai anche ripetizioni private di autostima? Se si’, sono disposta a pagartele quello che vuoi. 😀

      • Martina ci stavo pensando pure io 😉 ora abbiamo anche il post che forse farà altrettante vittime di questo… certo che a scherzare su come si dovrebbe essere alla fine esce l’esempio! 🙂

      • Da quello che leggo sul tuo blog (ebbene si, lo leggo sempre anche se non posto con frequenza) mi sembra che tu te la stia cavando egregiamente anche da sola. 😉

  4. Spunto interessante

  5. la definizione “destabilizzante” ammetto mi ha fatto sorridere 😀 Una volta incontrai un mio lettore, per la prima volta, a Dublino che mi disse immediatamente: ma da quello che scrivi ti immaginavo alta! (non so tutt’ora se considerarlo un complimento o un insulto 😀 ). Io mi definisco “bipolare”: ammetto di anelare ad un po’ di protezione per rifiutarla poi quando viene offerta, con la scusa di un veterofemminismo rampante 🙂 Parlando di pesi: il peso maggiore è tutt’ora l’ex-marito… 😀 I figli per me non lo sono ma più che altro “spaventano” eventuali menti interessate. Ma è così, prendere o lasciare, siamo un “pacchetto” indivisibile. 😉
    Parlare di fascino? Io il fascino non sono mai riuscita a definirlo chiaramente. Certo, l’uomo sicuro di se’ (quasi stronzo, diciamocerlo) è molto più affascinante dell’uomo che ti darebbe una relazione sicura ed affidabile. Ancora una volta, la mia attrazione per l’intelligenza estrema: gli uomini molto intelligenti sono anche stronzi. (certo, questa mia ultima affermazione pone un quesito: ma come caaaavolo ho fatto a finire con il mio ex-marito? 😀 😀 ). Gli uomini molto intelligenti hanno l’arroganza della sicurezza delle loro opinioni. Appunto, non cambiano, non cedono di un passo. Io trovo persone così incredibilmente attraenti.
    E lo sapevo che questa discussione era destinata a durare a lungo… 😀

  6. Azzo! fortuna che non sono molto intelligente. Da stronzo non mi piacerei.

  7. Diciamo che tu sei un intelligente non-stronzo 😀 Ci sono anche quelli… e sono i piu’ rari! 😉

    • Guarda, “cara amica”, che mica me la sopno presa. Questa sorta di giustificarsi è in più, non dovuta. Stronzo, forse. Intelligente, beh!… quelli sono d’altra pasta. Mi accontento (da un po’) d’essere me. 😀

  8. […] autonomista. E dalla Nascita! Questo commento arriva in risposta al mio post Bastarsi. Natura, filosofia o metodo? da una nuova amica commentatrice: Mad del blog Cazzi e scazzi. Visto il tema trattato e soprattutto […]

  9. […] maggio 2010 di Mario Senza volere disilludere nessuna ma… se alla nostra bella quei ventisette centimetri sembrano molto più quindici centimetri (misura, questa, ritenuta sotto […]

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