Mario

La propensione delle donne per i sensi di colpa

In Donne, Ironia, uomini on 6 aprile 2010 at 7:01

E’ chiaro che le donne hanno una propensione per prendersi a carico tutte le disdette, sfortune, fallimenti, cambiamenti non voluti e tradimenti che avvengono nella loro vita. Ma siamo così di natura oppure è la nostra morale cattolica che ci gioca questo brutto scherzo? Sarà che ce l’ha detto Dio in persona oppure qualche autorevole portavoce o perché è la natura che ce lo impone, ma il peccato originale è una colpa di noi donne tutte tentatrici. Colpa nostra che abbiamo preso per il naso quel bontempone di uomo. Certo che Adamo di sua sponte non l’avrebbe mai fatto. Chi glielo faceva di andarsi a prendere la mela, quando c’era qualcuno che lo faceva per lui? Se fosse stato per lui, quella mela avrebbe fatto il verme sull’albero. Insomma una mela qua e una mela là sia Eva che Elena sono passate alla storia. Non c’è donna che ci scappi. Quella che è stata lasciate dal marito fedifrago lo giustifica dicendo che si è trovato una ragazzina giovanissima come amante perché lei non era più la strafiga di quando lui l’aveva conosciuta e poco importa che non lo sia più per colpa dei tre o quattro figli che lui carinamente le ha fatto sfornare. C’è quella poi che è convinta che non merita l’amore di nessuno solo perché il compagno le ha detto che è lei a non valere niente in confronto “a sua maestà l’uomo vero” facendo riferimento a se stesso. C’è quella che per i figli, per non farli soffrire, per non creare loro dei complessi, dei disagi o delle carenze affettive, si tiene quel maledetto stronzo che la picchia o che le usa violenza psicologica, che poi è per me più o meno la stressa cosa. C’è quella che dice che l’amore può tutto anche fermare un treno in corsa e che ti guarda con commiserazione perché tu cerchi di ribellarti, mentre lei ha trovato nella sofferenza la giusta espiazione. Quella che si riprende il marito dopo che ha goduto dell’ennesima scappatella in quanto lei per il sesso è un po’ tiepidina e invece lui, che ne va matto, ha il diritto di divertirsi. Insomma per ogni caso il suo senso di colpa che poi non è neanche detto che i sensi di colpa si applichino solo ai rapporti con gli uomini. A volte si vivono verso i genitori, i figli, verso i fratelli e le sorelle, gli amici, le amiche puranco il gatto di casa, insomma verso il mondo creato. Eppure se c’è chi soffre di sensi di colpa ci sarà anche chi glieli fa venire, no? E’ proprio per questo che se il senso di colpa e tipicamente femminile, vuol dire che invece nel maschile c’è un bello scarico di responsabilità. Allora dagli a quello che tradisce perché lei è un po’ troppo distratta dai quattro bambini che gli ha fatto sfornare, oppure perché non gli fa sufficientemente da una o più delle tante funzioni che la donna dovrebbe di suo coprire: madre, sorella, padre, colf, escort, psicologa e chi più ne ha più ne metta. C’è quello che mi ha detto di tradire la moglie per il puro gusto di rovinarle la vita, a quella megera… C’è quello che lei non lo capisce profondamente perché lui è un uomo sensibile mentre lei è insensibile e proprio per questo ama farsi prendere a schiaffoni e pesci in faccia. La realtà, come sempre, supera la fantasia. Aveva un’amica estremamente pratica che diceva e anche lo faceva: “Io non riesco ad amare un uomo se questo non mi ama molto ma molto di più” e su questo non scherzava. Almeno nel suo caso quando il marito non fu d’accordo per l’adozione di quattro bambini, lei lo lasciò e riuscì ad adottarli da sola. Ci vogliono le palle nella vita. Però adesso non venitemi a dire che anche il non avere fisicamente queste palle di cui abbiamo appena parlato, è una colpa che dovremmo giustamente scontare nei secoli a venire.

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  1. E’ tutto collegato. Se hai sensi di colpa per genitori, gatti, fratelli, cugini, suoceri ecc ce li anche per l’uomo che non si fa scrupoli a gettarteli addosso. E a trarne vantaggio.
    e’ molto complicato, eppure cosi’ semplice. Cresciamo, ci viene detto che e’ colpa nostra per tutto e poi ci troviamo un uomo che ribadisce questo concetto per un’altra quindicina d’anni. Finché si esplode.
    Si’ ci vogliono le palle ma neppure questo e’ semplice. Si cerca di ricostruire e ci si ritrova con nulla perché per cosi’ tanti anni non si e’ fatto nulla per noi stesse. Si e’ gettata via carriera, sanita’ mentale e fisica, ci si ritrova a 45 anni senza una pensione o alcun risparmio per il futuro. Non si possiede nulla, a parte una montagna di libri e di speranze. Si’, e’ un’enorme senso di leggerezza ma se poi si pensa che si e’ in questo stato per via di un uomo di cui si e’ facilitata la carriera, che si e’ comprato l’Audi e la proprieta’ senza mutuo sulle tue spalle ecc. per avere in cambio solo, appunto, i sensi di colpa… allora davvero viene la tentazione di prendere l’ascia.
    Come in quel libro “Donne che amano troppo”. E’ tutto un copione, che viene scritto per noi quando siamo bambine e che recitiamo alla perfezione, andandoci a cercare uomini che sanno benissimo come trarre vantaggio dalle nostre debolezze.
    Poi, quando hai il coraggio di dare un calcio a tutto, il minimo che ti dicono (e non solo loro) e’ che sei una madre snaturata. Il minimo, appunto, tralascio il resto.
    Ma potremmo andare avanti a scriverci per ore. Il concetto di fondo e’ che noi nasciamo coi sensi di colpa, e ce li portiamo dietro fino alla tomba. Perché e’ il nostro ruolo sociale, non c’entra niente il retaggio cattolico. Perché siamo streghe. Un tempo ci bruciavano al rogo,ricordi?

  2. ciao,è tutto un tema questo della colpa,Froid permettendo io penso però che qualcosa c’entra la nostra infanzia,i nostri genitori,la nostra storia.Ci sono donne che di colpa non ne hanno nemmeno l’ombra(beate loro!).E che ci sia cosa più innutile,distrutiva,negativa e difficile di sradicare!!!sarebbe bello un’altro articolo che ci diga come perderli!

    • Cara Cristina, forse un modo c’è, ma è una strada che è dentro di noi, come dicevo a Martina. Bisogna fare di più, impegnarsi di più, informarsi, non isolarsi mai. Altre donne cercano questa strada. Altre esperienze si possono vivere.
      E’ vero ci sono donne che non hanno sensi di colpa. Beate loro. Vivono insensibili la loro vita. Pensano a se stesse e forse sono beneficamente egoiste. Quasi tutti gli uomini preferiscono non avere sensi di colpa, ma non sempre ci riescono. Succede a tutti quelli che si pongono delle domande e non si sentono superiori a nessuno. Conosco uomini che si portano assurdi sensi di colpa per una vita, sia nei confronti di altri uomini, donne o figli. Come tante donne anche questi uomini si mettono in discussione e sono pronti a darsi risposte anche spiacevoli e non solo alibi.
      Ma se vuoi ne riparliamo, perchè mi sembra cheper quanto se ne parli, non se ne sia mai parlato abbastanza.
      Un benvenuta nel mio blog.
      Ross

  3. No con i sensi di colpa non si nasce. Ti crescono questo sì, ma non si nasce donne, lo si diventa a poco a poco. Usano le bambole, le gonne e i capelli pettinati a puntino, ti fanno sentire osservata, inadeguata, ed incapace di controllare il tuo mondo. Ovvio che questa è la mia esperienza che è quella di un’altra generazione, speravo davvero che quelle dopo di me avessero capito che quei riti che quegli insegnamenti erano frottole usate ad arte per tenerti vincolata. Ho sognato di diventare una cattiva ragazza, di uscire dagli schemi, di non aver bisogno di nessuno e tantomeno del giudizio della gente. Sono andata controcorrente, talmente a lungo che ho pensato che fosse quello vivere. Non è così, la libertà ce l’hai dentro, ma costa cara. Devi renderti libera prima di sentirti libera. Devi renderti autonoma economicamente, devi decidere senza l’intervento di nessuno, devi avere a disposizione la tua vita, ma quando fai dei figli non ce l’hai più. Gli uomini temono le donne libere perchè sono donne che non perdonano. Sono insopportabili perchè li mettono di fronte alla realtà. Ma prima di diventare libere c’è tanta strada da fare. Bisogna liberarsi di tutto quello che ti ha resa ricattabile e spesso non si può, troppo spesso non ne hai la forza. Qualche volta capita che succede un grave imprevisto e finisci col trovarti libera. Allora sai che devi fare i conti con la solitudine, I figli crescono e prendono le loro strade. Gli uomini si dimenticano e si resta sole. E’ per quello che io non ho paura della solitudine o almeno non ce l’avevo, poi è successo che sono tornata più donna di prima e per fortuna ho trovato l’unico uomo che non mi ha mai ricattato nella mia vita. Ecco che non potrei più stare sola, ecco che la mia libertà passa anche attraverso di lui, ma libera lo devo essere perchè è uno stato a cui non ho mai completamente rinunciato e mai rinuncerò. Ho conservato questo desiderio, ho custodito questo sogno nella burrasca di una vita, l’ho racchiuso nei silenzi e nello scoramento, ma è rimasto intatto. Io non posso più avere sensi di colpa. La colpa non è mia se sono donna e se desidero essere amata e considerata come un uomo. Non è colpa mia se non sono stata amata come avrei voluto e nemmeno se non ho amato come avrei dovuto. Nessuno deve niente che non voglia dare. La vita è una e non si può gettarla via. Verrà anche il tuo momento Martina, lavora per questo. Non considerarti un nulla perchè tu puoi essere per gli altri o almeno per uno di essi il tutto.
    E’ bello vivere se sai come deve essere la tua vita, se puoi dispiegare le ali. Chi ti vuole spuntare le ali perpetra un crimine nei tuoi confronti, ma anche nei confronti del genere femminile, anche nei confronti dei figli maschi o femmine che siano. Anche gli uomini devono imparare a rispettare le donne perchè è dalle donne che nascono e alle donne ritorneranno.

  4. Gli uomini temono le donne libere perchè sono donne che non perdonano. Sono insopportabili perchè li mettono di fronte alla realtà. Questa me la incornicio e me la appendo sul frigo, cosi’ sono costretta a leggerla ogni mattina 😀
    Parole perfette.
    Ross, tu hai un uomo d’oro. Mario e’ un angelo, mi chiedo se ce ne siano altri nel suo paradiso 🙂

    Certo, gli uomini devono rispettare le donne perché sono anche madri. Ma spesso sono proprio le loro madri che li hanno resi cosi’. Dobbiamo farci un esame di coscienza, di come tiriamo su in nostri figli (e non mi riferisco a te perché il tuo e’ splendido ;)). Spprattutto nella generazione precedente, le nostre madri hanno fatto errori enormi, sottoponendosi a ruoli che hanno “insegnato” ai loro figli, producendo uomini che hanno perpretrato il ruolo e donne masochiste.
    Ah che discussione lunga sarebbe questa… 😉

  5. Già ero in imbarazzo, io maschietto, in mezzo a solo donne. Io con i miei sensi di colpa, più o meno miei; quelli miei e quelli di una generazione, e quelli di un genere. Anche quelli di una generazione, sì! Perché abbiamo predicato e sognato e nulla è cambiato. Non siamo meno colpevoli delle generazioni precedenti né di quelle a venire. Così volevo dire e non mi riusciva di dire. Dopo il commento di Martina la cosa si è rivelata ancora più ardua (e arida). Parole che temono le parole. Spesso l’animale umano è vittima e spesso carnefice. Invero c’è una propensione maggiore per il genere femminile a fare da vittima (e l’uomo del vittimismo) ma non c’è una legge assoluta. Ne parlavamo giusto stamane (appena aperti gli occhi) di come quello strano animale, che appartiene all’universo umano, stranamente e molto poco razionalmente sia tendente alla violenza. Quando non è portatore di violenza si offre a vittima. A volte dobbiamo limitarci a quelle poche risposte parziali che possiamo permetterci. Siamo animali asociali (egoisti, individualistici, singolari, spesso più o meno velatamente introVersi, misogini, troppo presi di noi e della nostra necessità di prevaricazione) con un insopportabile e un insopprimibile bisogno di socialità.
    La donna libera non mi spaventa quanto tendo a rifiutare una donna non libera; la donna vittima. E’ singolare la nostra storia quanto e singolarmente incomprensibile, se non solo in parte. Tendiamo a ergerci ad esseri razionali e amiamo e viviamo di pancia. Godiamo del piacere di un minuto. Tradiamo noi stessi perché non riusciamo a ribellarci e rifiutarci alla tentazione e perché semplicemente l’occasione è lì a portata di mano. Poi l’amore del momento ci rende belli, e diversi; financo speciali; per fortuna da questa mia postazione non si può vedere il mio rossore. Ora, prima che da commento questo mio si trasformi in post, volevo solo dire che mi perdo tra il numero infinito dei distinguo e che ogni semplificazione ci porta a sbagliare. Ciò che mi salva è la voglia di amare e la capacità di farlo unita al bisogno di aver rispetto di me. Ho sempre cercato di lavorare per assomigliare, il più possibile, all’uomo che avrei voluto essere. Debbo ammettere che a volte avessi lasciato il cuore nel cassetto molto mi sarebbe stato più facile, ma ho sofferto e, anche soprattutto quand’è stato involontario, fatto soffrire. Vorrei scrivere un trattato di educazione all’affettività. Mi limito a BACIARVI TUTTE

  6. Mario, dov’è il tuo fratello gemello?
    😀 😀 😀

    • Non vorrei essere l’erba verde del vicino. Non ho un fratello gemello, solo un fratello; ma non c’è, appunto, una ricetta. Dopo aver incontrato chi sai, su come ci siamo persi, sui perché, potremmo scrivere dei libri. Privi persino della scusa di non averne consapevolezza ci nascondiamo dietro quel “eravamo troppo giovani”. Eppure stupidi no, ma abbiamo voltato le spalle alla fortuna. Poi ho creduto che bastasse trovare una donna. Sono stato fortunato; non è bastato. Ho dovuto ritrovare chi sai. E’ stata una lunga attesa, molto lunga, a tratti dolorosa. Nel frattempo ho vissuto (o sono sopravvissuto?). Anche su questo potremmo scrivere ampia letteratura, a volte ci limitiamo a recitarla. Conosco la nostra storia, approssimativamente. La storia di Martina un poco la so. La storia delle donne e quella degli uomini non mi possono che essere ignote. E ho dietro tanto di quel passato che non riesco ad ordinarlo, tanto meno a provare a capirlo.

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