rossaurashani

Vini da Arturo

In Amici, Antifascismo, uomini on 29 marzo 2010 at 23:46

Come ogni sera si trovavano al tavolo dell’osteria. Succedeva sempre salvo qualche defezione dovuta ai malanni del Menotti che su quelli ci si poteva contare almeno una o due volte al mese, oppure da qualche problema di organizzazione familiare che era il punto debole di Gasparino detto Rino, sempre per colpa di sua moglie che pur di tirarlo fuori dall’osteria, organizzava vere “conventions” di parenti. Gli altri due, Panetti e Gustavo erano dei punti fermi. Sarà che uno era vedovo ormai da vent’anni e l’altro era rimasto “signorino” per colpa di una madre invadente e di una balbuzie fastidiosa. Quella sera però non era sera. Tutti e quattro avevano un che di assente e di posticcio. C’era la solita caraffa di quello buono della “casa” e il solito mescolio di carte nervoso, eppure qualcosa non quadrava. Il Menotti masticava la punta di uno stuzzicadenti e guardava distratto la televisione sintonizzata sui risultati delle votazioni amministrative. A Venezia cambiavano il sindaco dopo dieci anni di governo cittadino di un antipatico seppur capace personaggio soprannominato “il filosofo”. Il Panetti pensoso smistava le carte: “Stemo a zogar a scopa coll’asso eh! Che poi no se diga che zoghemo a tresette!” Il Menotti si gira a guardare Rino e brontola: “Tresette col morto!” Rino, che da piccolo aveva fatto la staffetta per i partigiani e che non reggeva mai troppo bene le attese, sputando veleno si sfogò: “Sì, sì col morto… mi so chi vorria veder morto…” e guardava di sbiego il Menotti che spostava con difficoltà gli occhi dalla televisione alle carte. “Mi co’ lo vedo me vien in mente la “vecia” (fante) de spade…” “Mi… mi… co’… co’… lo vedo… me… me… me vien… da ca… ca… cagar!” Liquidò con i soliti inciampamenti vocali il Gustavo. Rino tirando con rabbia la prima carta, sbattendo con il pugno sul tavolo, sbottò: “Dai, dai tosi, non xe dita l’ultima parola, qua xe tornà el tempo della Resistenza. Lo dise sempre anca Tonin: bisogna resister… dovemo ancora resister.” Intanto alla tivù davano i dati definitivi per le elezioni del primo cittadino.

Annunci
  1. Invidio questo piccolo splendido affresco perché avrebbe fatto la sua splendida figura nelle mie “resistenze”, anche troppo.

    • Grazie è davvero un bel complimento!
      Comunque ti confesso che sebbeno non stia seduta al bar con gli amici le attese non le riesco a sopportare nemmeno io…
      Incrociamo le dita
      Ross

  2. A quanto pare l’attesa non è stata vana. Non vorrei cantar vittoria prima del tempo ma per la seconda volta Venezia ha dimostrato di essere molto “resistente” e manda a dire al piccoletto di andar fuori dalle @@

  3. Troppo presto per cantare, troppo poche le palle proposte

    • Ehi non fare il pessimista pensi davvero che quell’infame in pochissimi seggi rimasti riesca a recuperare da 42 a 51? Naaaaaaaa è definitivamente troppo corto e scarso!

  4. Io ero abbastanza tranquillo anche ieri; conosco i miei polli (o almeno credo). Aspettiamo il festeggiare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: