Mario

Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi….

In Amici, amore on 25 febbraio 2010 at 10:56

Dolce storia quella di Carmen, nondimeno anche Marinella ha la sua storia, pur se Fabrizio non fu di lei che cantò quella canzone.
Marinella era bellissima. Una pelle perfetta e un viso malizioso e allo stesso tempo austero che ricordava la grande Greta Garbo da giovane. Aveva anche quell’aspetto algido, da nordica, anche se non ne aveva affatto l’altezza. Alvise appena la vide la monopolizzo e non sapeva che sarebbe stato per sempre.
Alvise era un ragazzo di strada, ma a quel tempo non sembrava tanto diverso dagli altri. Portava i capelli lunghi e teneva insieme i vecchi jeans con lo spago. Per lui però non era un vezzo di moda, era il penultimo di quattro fratelli abbandonati dalla madre e in mano ad un padre distratto. Quando si decideva a lavare i jeans doveva restarsene nascosto fino a che non asciugavano. Marinella invece aveva solo la madre ed un fratello più piccolo. Sua madre però era una figura di altri tempi sempre con la sigaretta tra le labbra, e, malgrado la piccola statura, un’aria da donna fatale. Con Marinella si era amiche da sempre. Avevamo tutte e due la tendenza a non spettegolare e la nostra amicizia non subiva mai sbalzi d’umore.
Lei passava buona parte del suo tempo libero da me. Era più libera e condividevamo la mia obbligata prigionia tra pannolini da cambiare e mocci al naso da pulire. Il mio destino sembrava legato indissolubilmente ai miei tre fratellini piccoli. Mio padre era un cerbero che non pensava mai che una ragazza avesse bisogno di un po’ di tempo per stare con le amiche. Comunque io avevo il telefono, seppur condiviso con una famiglia di vicini, e Alvise lo sapeva. Telefonava tutti i giorni e chiedeva di lei. L’amore non ha età e loro erano davvero piccoli, lei aveva 17 anni e lui due di più. Nessuno poteva pensare che avrebbero avuto un futuro. Avevano litigate epiche perché lei voleva che lui imparasse ad essere una persona responsabile. Insisteva per farlo andare al lavoro al mattino, ma lui restava a dormire un giorno su tre. Non era cattiveria e neanche poca buona volontà era solo che nessuno gli aveva insegnato di rispettare gli impegni.
Alvise partì per il militare che a quel tempo durava un bel po’ e a Marinella cresceva una pancia spropositata per il suo fisico da ragazzina. Non è che c’era molto da dire, a quel tempo un bambino se non passavi per le mani di una mammana, nasceva e basta. La mattina che nacque Giulia cadeva una neve fitta e il vento ululava tra le case. Il mio telefono, anche quel giorno, fece il suo servizio. Corsi all’ospedale e fui la prima a vedere quella piccolina. Fu lei stessa a ricordarmi la cosa, quarant’anni dopo, il giorno del suo compleanno.
Da allora è passata una vita, sia per Marinella che per me, Giulia è una donna ed è sempre stata socievole e affettuosa, solare, Alvise si è preso velocemente le sue responsabilità. Oggi pure io ho un figlio che guarda i miei vecchi amici con tenerezza e si chiede se pure lui sarà in grado di far resistere i suoi per tanto tempo.
Lo so, non è una grande storia. Non ci sono effetti speciali e colpi di scena, tutto quello che rende una storia indimenticabile. E’ solo una storia normale, come tante, quotidiana. E’ una storia che, guardata dall’oggi, mi regala ancora e ogni volta un gran senso di pace e di serenità. Che mi fa sentire ancora viva; persino giovane. Ho voluto raccontarla come si canta una vecchia canzone di Battisti, con molta semplicità e molta molta nostalgia.

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  1. Come ho potuto già dirti a volte la bellezza è nella semplicità. A volte la nostra felicità è nell’empatia. A volte soffriamo di una lacrima. A volte ci consoliamo di un sorriso. La vita è anche questo. Magari piccole cose. Magari poi scopri che sono loro a valere. Magari torna un ricordo lontano e sbiadito a rallegrarci l’anima. E allora… grazie NOSTALGIA. 🙂

  2. Come si fa a non concordare? 🙂
    La vita è una fantastica storia comunque ed io ho sempre cercato di esserne partecipe, nel bene o nel male che sia.
    A volte ero una comprimaria felice di esserlo, altre ero e sono protagonista e mi piace in ugual misura.
    E’ bella anche la nostalgia perchè ricopre i ricordi di una luce che solo oggi riescono a possedere.
    Sicuramente è più facile ricordare che vivere.
    Un abbraccio fuori orario
    Ross

  3. Hai ragione tu, è una storia. Una gran bella storia.

    L’hai letta “La storia” di Elsa Morante? Anche quella è una storia. Una gran bella storia (come narrazione, una gran brutta storia come epilogo).

    • Io ho letto La Storia della Morante,che considero uno dei più bei libri che siano stati scritti. Ma quella era una storia magica che brilla all’interno della nostra Storia. Ma forse è anche vero che la storia di Marinella, Alvise e Giulia brilla altrettanto, ma non per come l’ho raccontata io, certamente, ma per come spicca in mezzo a tanto grigiore.

  4. È una storia splendida. Di semplicità ed amore.
    Come pure quella canzone, che mi evoca sempre teneri ricordi, grazie per averla postata 😉

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