Mario

Rosae, rosarum, rosis…

In La leggerezza della gioventù on 12 febbraio 2010 at 15:20

14 febbraio 1976 – S.Valentino

Pioveva e tirava un vento freddo che spazzava la strada. Una giornata pessima, nemmeno la voglia di leggere un libro. Lei era sola. Non che fosse una novità, anzi. Essere sola era ormai una brutta abitudine che non voleva modificare e a 25 anni certe abitudini fanno male. In casa non c’era nessuno, nemmeno la sua amica, con la quale avrebbe potuto almeno scambiare qualche parola e dividere un pasto svogliato. Non che a star da sola le desse noia, era abituata e ormai lo era da un bel po’ di tempo. Non voleva pensarci. Certo che quello se l’era voluto lei, come tutta la situazione che viveva giorno dopo giorno. Non era facile amare un uomo sposato. Il fatto era presto detto, ma nessuno poteva capire a fondo quanto le costasse. Non c’era notte che condivideva il suo sonno, non c’era risveglio che trovasse un buongiorno, non c’era domenica per poltrire o fare le cose assieme, non c’era festa, nessun Natale, nessun compleanno. Spiava dalla finestra le pozze d’acqua agitate dalla pioggia e dal vento, nessuno per la strada. Guardando il cielo pensò che lui era partito con la famiglia, una breve vacanza, non fu così astiosa da augurargli che il maltempo lo avesse seguito, tutto sommato non amava pensarlo nel calduccio della camera da letto con lei, la sua signora.
I pensieri venivano a folate come il vento. Certo succedeva ogni volta, bastava un niente e lei esasperata cercava di mettere fine a quel tormento. “Vattene, facciamola finita, tanto le cose non cambiano e non si può andare avanti così.” Poi, non sapeva cos’era, ma si riprendevano e la storia ricominciava da dove l’avevano interrotta. Stavolta, come sempre, lei era certa che non si sarebbero rivisti più. Maledizione: un brivido, cominciava a sentire il freddo dentro alle ossa, ma preferiva pensare che fosse solo il cattivo tempo. Maledetto, lui, che se n’era andato offeso. Ma chi gli dava il diritto di sapere cosa fosse meglio per lei? Se ne stesse pure a coccolare quell’altra, era nel suo diritto, tanto prima o dopo lo avrebbe cancellato, era naturale, era necessario.
Certo la giornata non aiutava. Tra l’altro era il 14 febbraio, era S.Valentino, lei aveva 25 anni buttati al vento, lui era con un’altra, lei non lo voleva più neanche sentir nominare e veniva giù una pioggia torrenziale. Certo che almeno una telefonata l’avrebbe anche potuta anche fare. Non era forse per questo che lei, oggi, non era uscita per niente? “Raccontati pure che lo stai facendo per il maltempo, però lo sai che l’hai fatto per aspettare che lui ti facesse un segno, signorinaemeritacretina.” Questo era il problema, lei da quella storia non ne veniva fuori e anche per questo ci stava male come un cane bastonato. “Ma a lui cosa costava una parola, un segno?…” Intanto, mentre guardava il vento spruzzare di pioggia gelata i vetri, vide apparire sulla strada un enorme mazzo di rose rosse. Un mazzo così grande che il ragazzo delle consegne ne veniva totalmente nascosto e caracollava per la strada spostato da ogni colpo di vento. “Che ci fa quel poverino sotto la pioggia con quel mazzo impossibile? Non riesce neppure ad aprire l’ombrello. Quando lo porterà invece della mancia dovrebbero consegnargli una medaglia!” In quel momento ebbe un pensiero: “Ma no! Non può essere. Lui non è il tipo e poi ci siamo lasciati… o proprio per questo… ma no dai! è assurdo, non ci avrebbe pensato mai, non è nelle sue corde…” Eppure quel mazzo avanzava incerto per la strada, come a volersi far ammirare e a tenerle il fiato sospeso. Ad un tratto il mazzo scomparve alla sua vista, lasciandola come tramortita e il campanello suonò. “Non può essere… certo che se è lui, lo dovrei per forza perdonare… come posso essere arrabbiata dopo una dimostrazione simile? Ma dai, non è per te, sarebbe una pazzia, ma una pazzia terribilmente romantica.” I passi del garzone salivano pesantemente la scala: “Lo porta qui? Ma come mai… ma da chi… ma non è possibile!.. e se è lui? Lo so, lo dovrò ringraziare. Ma no, dai, non essere scema, non può essere, sarebbe come dire che ha capito qualche cosa e questo è comunque da escludere… non è certo cosa da lui, non ti pare?” Sentì il ragazzo arrancare sulle scale accompagnato dal rumore crepitante del cellophane maltrattato. Non ci credeva eppure quelle rose non potevano essere che sue e di nessun altro… Il ragazzo raggiunse ansimante la porta, le passò un biglietto e le disse “Mi scusi tanto, signora, ma mi sono perso, mi saprebbe indicare con gentilezza se conosce questa persona e se per caso sa dove posso trovare questo indirizzo?” A lei era rimasto un unico lumicino di speranza, che leggendo si spense subito con un tonfo: “Monica Sacchi?… No! davvero non la conosco, mi dispiace e l’indirizzo non mi dice niente… lo so che è complicato trovare un numero tra i 6000 di questo quartiere, ma se non sa darmi qualche altro dato non posso esserle di aiuto.” Il ragazzo disperato riprese le scale e se ne andò.
Maledetta Monica come ti odio!” A quelle parole così ovvie ed inutile le venne una gran voglia di ridere, che speranza assurda, tanta aspettativa per niente, tutti quei pensieri ed alla fine… come si sentiva ridicola, per un attimo aveva sognato troppo in grande per un amore così piccolo, aveva investito tutto su un gesto così teatrale, così prevedibile… Intanto con le spalle appoggiate alla porta e con il cuore un po’ più leggero continuava a ridere senza freno sentendosi davvero proprio come una scema.

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  1. 😀 Bellissimo.
    Io non ho mai festeggiato i S. Valentino (uomini sbagliati? 😉 ) per cui alla fine non ho mai avuto attese e né mi ricordo momenti di trepidazione come quello da te descritto. Alla fine l’ho bollata bellamente come l’ennesima festa consumistica e mi sono tolta il pensiero 😀
    Però vorrei fare un commento sugli uomini sposati (e non solo uomini). Non ho mai capito come si possa stare con due amanti. So che è una cosa evoluzionistica, che gli uomini amano spargere i loro spermatozoi con il loro prezioso codice genetico a destra e a manca, ma un conto è la storia di sesso occasionale, un conto è mantenere una relazione parallela vera e propria. Forse perché a me è sempre piaciuto avere le cose sempre in chiaro e, soprattutto, allo scoperto. Odio i sotterfugi e, chi mi conosce, sa quanto mi piaccia dire le cose come stanno in faccia ai destinatari 😀
    Per cui, non sono mai riuscita a comprendere le relazioni multiple, quelle che includono inganni e sotterfugi. Se poi uno è per la coppia aperta vabbé allora è diverso, basta che le cose siano bene in chiaro.
    O sono io che sono strana? (dato che il tradimento sembra essere lo sport preferito degli italiani dopo il calcio 😀 )

    • Non solo tradimento a quanto pare! Sembra che escort e trans vadano a ruba 😉
      Diciamo che in linea di massima hai perfettamente ragione, alcune storie sono davvero assurde e molto spesso diventano un massacro sopratutto se uno o tutti e due i partecipanti sono degli autolesionisti. Molto spesso queste storie non sono desiderate e a volte ci si intestardisce a voler percorrere strade irte di delusioni. Non è solo colpa degli uomini a quanto pare, per ogni uomo c’è una donna e forse anche di più.
      Difficile che situazioni simili sfocino poi in rapporti chiari e consolidati. Qualche volta accade, ma non so se sia da augurarselo.
      Il mazzo di rose avrebbe potuto essere ricevuto in qualsiasi giorno dell’anno, S.Valentino mi pareva una bella occasione. 🙂
      Ciao

  2. Cara Martina, permettimi di dissentire.
    Mi ha preceduto Ross. Non parlo per esperienza, non so tradire altri che me. Dipingi le donne come delle vittime per scelta e passive. Se un uomo tradisce lo fa, solitamente (moda as parte quella dei trans, altro discorso chi scopre magari una sessualità diversa lungo il percorso) dicevo che se un uomo tradisce lo fa con una donna. Molto spesso quella donna sa e sceglie di essere la seconda donna, se non la terza. Altrettanto solitamente, anche so potrebbe apparire insolito, è molto gelosa della legittiuma consorte. Spesso non ha nemmeno bisogno di una qualsiasi bugia ne la chiede all’uomo. Di donne che tradiscono ce ne sono a iosa. Qualcoma sul tradimento famoso ha fatto cariera. Un esempio uno, Marta Marzotto, non ha mai fatto mistero di aver tradito il marito per l’arte ovvero il Conte per Guttuso. Il tradimento non è prerogativa di genere. BACI 🙂

    • Caro Mario tu sei un uomo dalle singolari virtù 🙂 beata chi ti ci piglia, come diceva spesso mia nonna 😀
      Essere fedeli è un grande pregio, essere onesti pure, qualche volta questa onestà va a braccetto con la testardaggine di voler a tutti i costi salvare un rapporto che fa acqua. Sicuramente l’onestà sta anche nella capacità di discernere quanto è fino a dove e lecito tentare. Qualche volta essere meno tenaci e più leggeri può venir considerato un valore aggiunto. Io non sono mai stata tutta d’un pezzo, anzi devo dire che a volte ero molto “a pezzi” ho fatto tanti errori e penso, presuntuosamente di essere in pari, per aver comunque pagato di tasca mia, però anche questa è una pia illusione. Come si fa a sapere quanto male si provoca agli altri?
      Su questo ho usato un comodo metodo di misura, molto personale: se mi sentivo in colpa voleva dire che avevo fatto molto male, se invece no…. beh allora… 😉 Sì sì era comodo lo so.
      Tendenzialmente comunque anche io sono fedele, a parte qualche sprazzo di pazzia, che poi evidentemente non tengo nascosto, percè non ci riesco. Ma la cosa peggiore e che mi sento in colpa se penso di far del male a persone che non c’entrano o che c’entrano, ma lateralmente, e questo non aiuta certo l’autostima.
      Ma sull’argomento sarebbero da scrivere trattati 😀

  3. Ok, ok, lo sentivo che avrei scatenato un vespaio 😀 😀
    Cerco di rimediare… 😉 Certo che per ogni uomo c’è una donna ma siccome sono stata vittima di cornificamenti multipli (ovviamente da parte di un italiano :D) permettetemi il dente avvelenato 😛

    Siccome non sono puritana (ma manco per niente), ribadisco che le scappatelle occasionali non sono per me il problema (soprattutto nelle relaziuni a luuuungo termine a volte la noia è inevitabile), ma il problema, come ho detto, sono le relazioni “parallele”. Come si fa? Sono onesta qui, davvero, non riesco a figurarmelo.

    Il problema con noi donne poi, per complicare le cose, è che ci innamoriamo. Sempre. Anche quando diciamo che non siamo innamorate, facciamo le veterofemministe, ecc. Non funziona. Anche qui, le solite spiegazioni evoluzionistiche, ma tralasciamo. Come si può essere innamorati di due persone?
    E vi lascio su questo questito… 😀 E poi, dato che hai citato la Marzotto (orrore!!! :D), se la relazione parallela è aperta, nel senso che non si sono misteri, vabbé, ribadisco, se va bene a tutti. Ma è quando c’è il sotterfugio che a me vengono i seri dubbi… sindrome da cornificata?
    😀 😀 😀 😀 😀

    • Purtroppo alla domanda finale temo di dover rispondere con un Sì! MI SPIACE.
      Nonostante siano meno frequenti, e le donne abbiano il buon gusto di non sbandierarli e vantarsene, potrei enumerare esempi a iosa di tradimenti al femminile, ma trattandosi di persone reali preferisco non farlo; non qui, pubblicamente.
      Io sono un tipo insolito, non ho mai tradito nemmeno gli amori giovanili. Qualche tentazione mi è stata suggerita, in modo più o meno esplicito, nonostante non sia mai assomigliato ad un divo del cinema e la mia indisponibilità evidente. Non so amare che una donna alla volta. Ma non ho nulla contro l’amore libero purché tutti gli attori ne siano proprio convinti e consapevolio.
      La protagonista del racconto però è l’amante. Certo è l’uomo il colpevole, ma la vittima è la legittima consorte che sta passando S.Valentino con lui ed è inconsapevole. Come finirà? Ai posteri…
      Un abbraccio

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