Mario

Attenti al tetto…

In Amici, Giovani on 8 febbraio 2010 at 14:38

La premessa è che ho un figlio universitario fra non molto laureato. Questo non solo mi identifica come madre, ma anche come una donna di una certa età. Basta dire che quando mio figlio era piccolino mi diceva, guardando le madri dei suoi amichetti: “Mamma, ma lo sai che tu sei un po’ vecchietta?” e certo che lo sapevo, avevo deciso di avere un figlio su quello che una volta era il confine tra un’età ragionevole e quella che non lo era più. Non me ne sono mai fatta cruccio, anche perché tra i rapporti che vedevo intorno a me, quello tra me e mio figlio mi è sempre sembrato ottimo, forse perché improntato sulla correttezza, sull’onestà e mai sul ricatto affettivo. Fosse solo questo, avrei detto che lo ritenevo un po’ pochino. Comunque sarà perché sono dotata di una memoria da elefante e di una indipendenza e autonomia, da ciò che mi circonda, piuttosto inopportune in una donna della mia generazione, sarà perché mi ricordo come mi sentivo nelle mie varie difficili età passate, ma alla fine mi comporto in un modo da venir accettata tra i giovani, amici di mio figlio e non, come una di loro. La faccenda funziona anche perché mio figlio è altrettanto accogliente di quanto lo sono io e allora, da sempre, abbiamo trasformato la nostra casa in un rifugio alternativo di bambini, adolescenti e ragazzi a seconda dell’età del “bamboccione”. Abbiamo organizzato festine travolgenti di cuccioli mascherati nei modi più disparati che mi impiastricciavano i muri con rossetti improbabili, ombretti e colori pagliaccio, ho organizzato improvvisate olimpiadi sulla spiaggia che coinvolgevano tutti quelli che avevano un’età inferiore a dieci anni, con giochi a cui tutti potevano partecipare: dalla corsa con i sacchi, al trasporto del bicchiere d’acqua appoggiato sul sederino, dalla corsa a gambe legate, al lancio del manico di scopa, dalla maratona del gelato, alla caccia al tesoro, insomma a quel tempo i bambini mi avevano eletta la mamma di ogni estate. Poi mio figlio crebbe e le cose cambiarono, anche se avevo comunque suoi amichetti che venivano a fare le “ferie” a casa mia, dividendo con lui la cameretta ed i suoi giochi. Mio figlio è un ragazzo di una generosità spaventosa, ha condiviso sempre i giochi e i giocattoli, facendoseli anche rubare o sottrarre, ha diviso volentieri il piatto di minestra, i suoi soldi in tasca, forse l’unica cosa che non sopportava troppo bene era rinunciare al silenzio della sua cameretta, era troppo abituato a raccogliere i suoi pensieri nella tranquillità della sua stanza e al mio rispetto per le sue modalità e per i suoi spazi. Tanto per far capire come funzionava la nostra casa ricevevamo anche i ragazzi e le ragazze che “scappavano” di casa dopo “scontri” e diverbi con i loro genitori. Eravamo subito contattati da mamme spaventate o da altre che sapevano dove cercare i “fuggitivi”. Accoglievamo per un giorno o due i fuggiaschi (sempre con l’accordo dei genitori), giusto il tempo per far stemperare i malumori da entrambe le parti. Poi, più avanti nel tempo, c’erano amiche del cuore che preferivano dormire a casa mia (innocentemente, spero, nel letto del mio pargolo) piuttosto che restare da sole a casa loro, ottenendo non sempre un favorevole benestare da parte delle fidanzatine di turno. Ho coccolato fidanzatine ospiti come e più che mie figlie, qualcuna mi è rimasta nel cuore più di quanto sia rimasta nel cuore del diretto interessato. Ho amici suoi che mi messaggiano il giorno del mio compleanno e che io messaggio il giorno del loro. Ho ancora gruppi di ragazzi che esplodono zaini stracarichi nella mia casa di vacanze, che mi costringono a raccogliere, dopo il loro passaggio, una miriade di infradito dimenticate e calzini spaiati. Ritengo che questo rapporto intergenerazionale sia stupendo e mi compiaccio di riuscire ad interagire, pure oggi con loro, anche se sono decisamente avviati alla fase di diventare degli adulti ed io ormai in quella di diventare troppo vecchia per mescolarmi con loro. Sono felice anche che assieme a quel pigrone di mio figlio siamo riusciti ad avviare un circolo Arci, molto ma molto particolare, con dei ragazzi davvero motivati, ma questo ve lo racconterò un’altra volta. Quello che racconterò ora è per quale percorso subdolo e in quale avventura turbolenta possa passare una madre che apre la sua casa ad una masnada di ragazzi di 16- 17 anni la notte di un capodanno qualsiasi. Io ero a Parigi con dei mie amici e mio figlio aveva deciso di fare una festa in casa con i suoi numerosi, ma fidati amici. A questo punto vi chiarisco che in questo tipo di festa, per ogni fidato amico c’è la possibilità di trovarsene in casa almeno altri 10 di non fidati, che qui chiameremo per capirci “infiltrati”. A quel tempo io questa legge non la conoscevo, ma il mio rampollo sì e ne aveva anche tenuto conto, difatti avvedutamente aveva rinchiuso nella mia camera da letto, mobili, vasi e tappeti di una certa fragilità e valore. Credo che la festa sia stata un vero “trionfo”. C’era molta gente, tra i quali molti infiltrati, molta musica e un servizio d’ordine che faceva schifo. Mio figlio ad un certo punto era riuscito ad allontanare i più riottosi e a buttarli letteralmente fuori di casa. Sulle azioni di questi non ho fortunatamente un resoconto, ma per l’estrema reazione del mio ragazzo non credo si fossero comportati troppo bene. Credo che, a pensarci attentamente, non si fosse per niente divertito e sicuramente è certo che avesse avuto molta difficoltà a controllare quel baillame di ragazzi pronti a tutto. In effetti al ritorno, anche se alcuni di loro, per spirito di condivisione, avevano passato due giorni a tentare di ripulire la casa, quando mi accorsi delle condizioni in cui versava l’appartamento andai in escandescenze. Mio figlio era talmente dispiaciuto e imbarazzato che pur levandogli “la seconda pelle”, alla fine riuscì a farmi anche un po’ di pena. Bene, la mia esperienza mi porta a dire che, in casi come questo, dovrete sicuramente organizzarvi per far rilucidare i pavimenti, ridipingere i muri, cancellare dai mobili laccati le scritte a pennarello, dovrete buttare le stuoie perché diventate inservibili, riempire di nuovo il frigorifero visto che il contenuto si potrebbe trovare in bella mostra spiaccicato sulle finestre della casa dei vicini, rifornirvi di nuovi alcolici e dulcis in fundo controllate le travi del tetto perché esiste sempre chi, non conoscendo minimamente le leggi della fisica e nella fattispecie la “statica degli edifici”, vi potrà, con una sega da falegname, tagliare quasi totalmente almeno una di queste. Insomma i giovani sono meravigliosi, però come l’esperienza insegna fidarsi è bene e io l’ho fatto, ma comunque tenete presente: “attenti al tetto”! Per ovvi motivi io non esco più durante le feste dei “barbari”, anche se ormai non è così facile che mio figlio si imbarchi ancora in avventure simili. Sia chiaro che soprattutto non lascio il campo ed evito accuratamente di uscire la notte di capodanno.

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  1. Sei una persona incredibile. Non trovo altri aggettivi. E tuo figlio è così fortunato ad avere una madre così. 🙂
    Prima o poi ti porterò anche i miei figli, così finalmente capirai la reale essenza della parola “barbari” 😀
    Ed ora che ho finalmente una casa tutta mia, le porte sono aperte anche e soprattutto a voi.

    P.S. se ti vedo ancora usare la parola “vecchia” ti boicotto il blog 😀 😀 😀 😀

  2. Azz… pensi davvero che non conosca la vera essenza della parola barbari ? 😉
    Sarei davvero un’inesperta credimi. Comunque ti ricordo che amo i bambini e se non fosse che un margine di razionalità è intervenuta nella mia vita, mi sarei ridotta a sfornarne come biscotti. 🙂
    Tra l’altro mi ci diverto un sacco e spesso mi hanno salvato da noiosissime cene fra genitori 🙂
    Io dico vecchia e forse è una piccola vanità, non perchè sembro una ragazzina (magari!) ma perchè non mi manca mai il coraggio di affrontare la vita con tanti sogni e progetti per il futuro.
    Il tempo scorre e la data si avvicina. 😀 😀 😀
    Un abbraccione

  3. Io che (come sai) di quei barbari credo di averne una delle culture più approffondite ho avuto la “fortuna” di non essermi potuto finora permettere un appartamento con travi a vista, la (diciamo così) “scaltrezza” di riuscire a trovare posti per loro fuori della mia residenza (e di ben più ampie dimensioni), la gioia e il coraggio di condividere con loro sogni persino grandi. Ho imparato molto ed oggi ho imparato una cosa in più: ecco perché è impossibile trovare in casa una sega da falegname.

  4. Pensa che io non sono una particolare amante di bambini… 😉 Li preferisco adolescenti. Belli problematici. Quando ti detestano, leggono Camus, pensano che la vita non abbia senso e sbattono le porte -quel periodo temporaneo in cui si dimenticano l’esistenza delle maniglie 🙂
    L’adolescenza è un’età che adoro 😉
    Gia`, il tempo scorre (ma che bello! :D), per cui ci potremo presto scambiare dal vivo le nostre esperienze barbariche.
    Ed io, per quanto mi riguarda, non vedo l’ora che arrivi il giorno in cui, i miei due figli adolescenti, mi chiederanno di lasciargli la casa per il weekend (senza cassetta degli attrezzi, ovviamente ;)). Vorrà dire che sono pieni di vita, indipendenti, con un network sociale ricco e gratificante: le cose essenziali per una vita serena. E che rompano pure quello che vogliono (nei limiti, ovviamente 😀 ).
    Un abbraccio

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