rossaurashani

Stupidi ragazzini presuntuosi.

In Amici, amore, Donne, Giovani, La leggerezza della gioventù, uomini on 2 febbraio 2010 at 11:42

La gioventù non è un valore aggiunto. Quando si è giovani si è anche presuntuosi. Si pensa di essere eterni ed invincibili. Si pensa di poter fare qualsiasi cosa. Si è certi che è possibile sbagliare e rimediare. Che si ha tutto il tempo per tornare indietro e si può recuperare il perduto e che c’è spazio per il perdono o almeno per la dimenticanza. Invece quando si è giovani si è pure orgogliosi e si pensa anche di essere infallibili e allora, per assunto, non si sbaglia mai, e se si sbaglia non lo si ammette e si continua bellamente a sbagliare e a sostenere l’impossibile.
Così era capitato che loro due si erano trovati casualmente per strada. Non era la prima volta comunque e come ogni volta si fermavano a parlare come vecchi amici, ma ad onor del vero loro vecchi amici non erano mai stati. Erano stati qualcosa di diverso ed è per quello che andavano cauti con i discorsi. Lei non era proprio totalmente a suo agio. Se le cose erano andate in un certo modo la colpa era stata sua, ma ormai chi vuoi che si ricordasse, non aveva proprio senso, erano passati più di quattro anni! Lei sapeva che le cose erano andate come dovevano andare e poi ormai anche con l’altro aveva chiuso e, tra parentesi, non era stata per niente una storia emozionante, aveva tenuto duro un sacco di tempo, perché lei era fatta così, ma era stato davvero tutto tempo perso, tempo da dimenticare. Ora era tornata sola e la cosa le sembrava del tutto naturale com’era naturale che lui fosse, malgrado tutto, gentile e attento. Lo aveva invitato a quella festa senza neanche sapere perché. Aveva saputo dal fratello che ormai stava poco nella sua città e lui vagamente ne aveva fatto cenno. Se era curiosa non l’aveva dato a vedere, d’altra parte se aveva una donna laggiù ad aspettare, era il minimo, anche se si diceva che le donne, lì, erano troppo facili. Lui la guardava un po’ stordito. Non si era aspettato di incontrarla anche se ne aveva fatto di strade sperando di vederla. Succedeva ogni volta, non poteva farci niente. La vedeva e restava basito. Faticava le parole, ma dentro alla testa aveva pensato “Cazzo se è bella”. Erano passati anni da allora e la sua espressione si era certamente indurita. Era normale dopo quello che era accaduto. Se stava a quello che gli aveva detto quell’amico, lei era stata disperata, dopo quell’amore finito come non avrebbe voluto. Lui glielo aveva detto con quell’aria da uomo vissuto e abituato a sciupare le femmine, era arrivato perfino a proporgli una mediazione per farli rimettere insieme, sempre che gli potesse ancora interessare. No! non era interessato, soprattutto non voleva mostrare che quel discorso gli aveva fatto davvero male. Come aveva fatto a cambiare così… proprio lei che dalla vita avrebbe potuto e dovuto avere tutto?
Quella sera non ballarono insieme ed era strano perché a tutti e due piaceva molto ballare. Si erano seduti sul divano e avevano parlato di quella donna che lo stava aspettando, non era come le altre, lei aveva studiato e veniva da una famiglia ricca. Quei discorsi l’avevano resa triste. Lui le chiese cosa faceva nella vita. “Ora abito con un’amica, lavoro molto e studio alle serali, così ho poco tempo per il resto”. Lui le leggeva la tristezza negli occhi e pensava a quanto male le avesse fatto quell’altro. Lui sperava che la bottiglia di whiskey avrebbe annegato un po’ della sua tristezza. Lei si chiedeva cosa ci facesse lì, maledizione, non era stata una buona idea. Lui un bicchiere dietro l’altro stava dimenticando la ragione per cui aveva accettato quell’invito. In modo confuso le aveva accennato che quell’amico gli aveva detto certe cose su come fosse finita la loro storia e lei non ne aveva voluto parlare, si era trincerata dietro ad un “Preferisco non sapere cosa va in giro a dire, quando i rapporti finiscono come minimo la colpa sta a metà”. Poi era rimasta in silenzio. Le era venuto alla mente che una volta lui l’aveva giudicata, come se a lei non fosse concesso di sbagliare. Si ricordava che non aveva pronunciata quella parola, ma lei sapeva che avrebbe voluto dirla, se ne sentiva ancora il peso addosso. Provava un sordo rancore verso sé stessa e la sensazione devastante che stava solo allora perdendo qualcosa di importante seppur sapeva di non averne più diritto. Lui l’aveva persa quella volta ed era stato un massacro, gli era costato di più di quello che poteva dare, non le avrebbe mai fatto capire che… Incrociarono lo sguardo mentre lei indossava la giacca per andarsene dalla festa. Lui notò che aveva uno sguardo triste che non le aveva visto mai. Tra i fumi dell’alcool percepiva vagamente che solo allora e non prima, quando quell’amico se l’era rubata, lui la stava perdendo e se non fosse stato che l’alcool gli aveva tagliato le gambe e i pensieri, avrebbe potuto fermarla senza dirle neanche una parola.

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  1. E’ giusto dare una seconda possibilità alla vita, sono un po’ più scettica sulla terza.

    Errare è umano, perseverare diabolico. Perdonare è divino.

  2. Cosa posso dire? Cosa dovrei dire? mi limito a dire che a volte mi piacciono i racconti con il finale lieto. E che lo so che la vita non racconta quasi mai i suoi finali. Aggiungo che nel mio blog amerei solo raccontare storie, e semplici storie. Ci si aspetta sempre che siano gli altri a fare le cose che ci sono difficili; a dare quelle risposte. La verità è che credo che da giovani si ha sempre il coraggio di fare le cose. Poi si ha la vigliaccheria di non tornare indietro. Da giovani si è giovani.
    A Ifigenia vorrei dire che credo non esista una ricetta. Se conoscessi la ricetta della felicità l’avrei usata, ma non so se avrei potuto vivere di più, perché confesso che, nonostante tutto, ho vissuto.
    Ti confiderò un piccolo segreto anche se può apparire demenziale: una donna simile l’ho vista sbagliare e poi, se lo crede, tornare a sbagliare. L’amore e la stima che le portavo mi spingevano a riconoscerle la libertà di sbagliare e mi impedivano di ribellarmi. Piccolo sciocco presuntuoso. Ma dirla così e oggi è fin troppo facile.

  3. Sono sempre rimasta affascinata da quello che le casualità della vita sanno fare. Intrecci, volteggi, salti temporali, tagli e riallacci, nessuno può prevedere. Per esperienza personale so che i giovani sono presuntuosi e orgogliosi, pertanto stupidi. Poi con il tempo si impara ad essere saggi e a valutare la vita in una posizione di distacco che aiuta ad analizzare situazioni e sentimenti.
    Credo che a prescindere da alcune casualità che hanno inciso terribilmente e negativamente nella mia vita, ce ne sono state delle altre che mi hanno fatta quella che sono. Certo ho imparato a chiedere scusa perchè sono riuscita ad ammettere di aver sbagliato, anche se in alcuni casi quella semplice richiesta non ha il peso che dovrebbe avere. Sarebbe bello non sbagliare mai, ma sbagliare è una particolarità dei giovani e giovane lo sono stata e pure molto 😉
    Forse pensandoci bene sono stata più perdonata che capace di perdonare e questo mi scoccia un po’ 🙂 d’altra parte sarebbe difficile cambiare un’altra volta a questa età e se ho sbagliato ancora chiederò di nuovo perdono.

  4. Mica mi diverte la semplice sorpresa. A frugare succede che si trova. La novità è scoprire che il passato non è mai stato scritto. E che, nonostante sia passato, si riscrive continuamente. Forse non siamo uomini di memoria. Forse siamo troppo preda di quello che avremmo voluto. Che fossi più stupido allora non ne ho certezza. Propendo più per dire che lo sono stato meno. Che poi è la vita che mi ha insegnato ad esserlo, Che mi ha insegnato la stupidità. Non ho paura di guardarmi dietro alle spalle. A costo di scoprire di aver fatto soffrire e/o trovare qualcuno che soffre. Non credo di dovere molte scuse, tutto è stato fatto senza crudeltà alcuna. Non credo mi si debbano delle scuse. Vorrei vivere addesso. 😀

  5. 4 anni son troppo pochi, per ritentare strade che ancora portano le nostre orme.

    • Avrei preferito almeno un modesto compromesso

    • Su questo hai ragione, ma credo che lei si sarebbe accontentata di trovare un amico, quell’amico che non aveva completamente avuto prima, ma che rimpiangeva perchè sapeva che avrebbe potuto esserlo. Per quanto riguarda lui non lo posso dire pienamente, ma ho il sospetto che faticosamente avrebbe saputo esserle amico e questo li avrebbe salvati da alcuni errori che allora non sembravano tali. Ma parlare di altri percorsi su un racconto di fantasia mi sembra assolutamente folle. 😉 Facciamo un esempio: lei avrebbe potuto dire che si sentiva in colpa per averlo lasciato per un comune “caro amico” che non valeva neanche un’unghia del suo piede e lui avrebbe potuto dire che la sua donna era solo ….. ma che sto a dire? Nel racconto quello è successo e i poveri stupidi e presuntuosi ragazzi si sono persi per sempre. L’unica possibilità sarebbe che si ritrovassero da vecchi quando potrebbero non avere più il pudore dei loro sentimenti. Ma mi pare una cosa utopica…. 🙂

  6. Io ho sbagliato, risbagliato e continuo a farlo adesso. La mia stupidità adolescenziale me la sono trascinata dietro per decenni. A differenza di Mario, ho ancora un po’ timore a guardarmi dietro alle spalle. Molte cose non le rifarei.
    La saggezza di cui parli, Ross? Non so se l’ho raggiunta, forse non la raggiungerò mai. Una cosa è certa: non ho più paura del presente. Forse rifuggo dal passato ma certamente non ho timore del presente e sicuramente il futuro mi affascina. Come ti ho già accennato, adesso l’ebbrezza del salto senza paracadute, a differenza di prima, mi piace 😉
    Continuerò a sbagliare, è la mia natura, impulsiva, adolescenziale, incosciente. Ma a differenza di prima, gli errori non mi spaventano più. Sono parte di ciò che sono. E sono pronta ad affrontarne le conseguenze.
    Un abbraccio

    • E’ l’utopica illusione di Ross che la stupidità sia legata all’età, non sia ripetibile e guarisca nel tempo. Lei ne è guarita. Lasciamoglielo credere. Non vorrei essere io quella sua nuovo stupidità o forse è questo il bello: vivere l’ebbrezza di una nuova stupidità. L’importante è che il risveglio sia dolce.
      Un abbraccio

    • Come dicevo a Samaaya credo che l’età abbia una certa importanza, ma non sono così folle da pensare che solo da giovani si possa sbagliare. Sicuramente si è più stimolati e si vedono le cose da un’altra prospettiva e almeno per quanto mi riguarda, adesso che sono avanti con l’età non soffro più di timidezza sentimentale, non ho più tutti quei pudori che avevo da ragazza. Le cose le chiamo con il loro nome e se provo un sentimento, di qualsiasi tipo sia, lo esprimo a rischio di farmi togliere il saluto. Ho sempre detto che alla mia età posso permettermi il lusso di scegliere gli amici e i nemici, non era così quando ero giovane, allora non selezionavo e sinceramente la cosa era una gran perdita di tempo.
      Sullo sbagliare poi non c’è regola. Si sbaglia sempre a tutte le età e in tutte le situazioni 🙂 purtroppo non si sbaglia solo quando va tutto nel verso che si vuole che vada e quando quello che fai è condiviso anche da altri. Se le cose finiscono male è l’esempio più evidente di aver sbagliato no? 😉
      Ma anche questo è un luogo comune, nessuno può dire che un errore è tale fino ad un certo punto o da un certo punto in poi. La vita è vita e a volte accarezza e altre volte graffia, si piange e si ride, si incontrano persone che ti fanno male e altre meravigliose, che dire? Non è forse questo il bello della vita? E poi se non c’è battaglia che vita è? 😉
      Un sorriso solare
      Ross

      • Le cose le chiamo con il loro nome e se provo un sentimento, di qualsiasi tipo sia, lo esprimo a rischio di farmi togliere il saluto.
        Ti ammiro e ti invidio. Vorrei tanto avere la tua sicurezza, la tua fiducia in te stessa e nei tuoi sentimenti. Ma ci arriverò, ci sto lavorando su 😉 non c’è niente da perdere, come dici tu. Al limite si perde chi non merita, sicuramente si guadagna in chiarezza.
        E per concludere, la vita a “encefalogramma piatto” non mi attira assolutamente, la vita come battaglia, come sfida, sì. Arrivo la sera esausta, letteralmente mi addormento vestita con il netbook aperto davanti, ma sostanzialmente soddisfatta… e non vedo l’ora che sia il mattino successivo, con tutte le sue fatiche, le sue battaglie e le sue soddisfazioni.
        Per chi mi conosce, una martina diversa da quella di una decina di anni fa… praticamente clonata 😀 E`questa la “maturità”?
        😉

  7. Solitamente si mettono gli occhiali da sole quando il sole c’è. Vieni, MARTINA, a ridere con noi perché avanza allegria quando le cose vanno per il loro verso. Ci vuole anche un po’ di… fortuna, stavo per dire culo. OPS! per fortuna mi sono fermato in tempo. Io ho in coraggio di dire che non avevo tutto questo coraggio, e non era così, prima di ritrovare la cara persona che ho ritrovato. Quando si è tristi si può esserlo oltre ogni misura. L’importante e saper godere dei momenti felici. 😉

  8. Certo che vengo a ridere con voi… tra 20 giorni circa. Ho gia` il biglietto in tasca 😉

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