Mario

La loro libertà, la nostra civiltà

In Anomalie, Donne, Gruppo di discussione politica. on 28 gennaio 2010 at 13:59

Sarà perché sono donna e perché sono per natura sensibile all’argomento delle libertà femminili, oggi mi sono decisa ad avventurarmi su questo campo minato esponendo, spero con molta chiarezza e pacatezza, le mie opinioni sul contendere, perché è di questo che si tratta.
Tratto questo argomento proprio nel momento in cui una nazione come la Francia propone di vietare il velo integrale e il burqa per le strade delle sue città, in concomitanza ai fatti che hanno portato, in Italia, al rapimento di una ragazza Almas, ospitata in un centro di accoglienza, da parte dei suoi genitori per costringerla ad “abbracciare” a tutto pieno, la legge degli usi e costumi della propria famiglia, e dopo l’assassinio delle due ragazze Saana e Hina, sempre da “mano amica” per la loro disobbedienza, nonché alle costrizioni di innumerevoli giovani che vivono in suolo italiano a riti e mutilazioni che con la nostra civiltà e il nostro paese non hanno niente a che vedere.
Ne parlo oggi dopo aver letto questo articolo di Marta Meo sull’Unità perché credo fermamene che prendere posizioni permissive e moderate nei confronti di questo argomento sia solo un atteggiamento ipocrita e falsamente libertario che può trovare una collocazione trasversale a tutte le posizioni politiche sia di destra che di sinistra.
Vorrei capire come mai ci si astiene da prendere una posizione di fronte al tradizionale velo integrale o Burqua, perché viene attribuito ad una libertà personale della donna e si pretende di intervenire quando una bambina viene mutilata nelle sue parti intime per un rito tribale a mio avviso inconsulto? Esistono davvero delle imposizioni di tipo A e altre di tipo B? Le gravi e le meno gravi? O la libertà della donna di autodeterminarsi è un diritto oppure non lo è. Non si può delegare la decisione alle idee della comunità in cui vive.
In un paese libero la legge civile deve essere uguale per tutti, non esistono leggi superiori che danno deroga al vivere civile. A parte il fatto che nessun velo può essere propedeutico all’integrazione e nessun uso e costume tendente all’isolamento, anche non imposto apertamente, può essere accettato. Non comprendo come si possa farsi paladini della conservazione di un atto di barbarie perpetrato sulle donne anche se queste donne lo invocassero quale sacrosanto loro diritto. Ovviamente non si può intervenire sugli usi dei paesi da cui provengono queste comunità, ma si può intervenire negli usi e costumi che vanno in contraddizione con i diritti umani del nostro paese.
Io credo di non poter essere tacciata di simpatizzare con la “Lega” perché ciò che mi spinge a strappare il “velo” è qualcosa di ben diverso dall’odio razziale e dall’ignavia sociale, ma è un’affermazione dei diritti primari delle persone che deve andare a braccetto con l’impegno a rendere fattibile la convivenza tra le varie comunità e soprattutto la fusione delle loro abitudini con quelle del paese che le ospita. L’obbligo all’istruzione scolastica sia maschile che femminile tendente a portare ad una “integrazione sociale condivisa” e con l’intervento di una vera e radicale mediazione culturale dovrebbe dare i frutti voluti con in prospettiva donne libere che sanno interagire liberamente con l’ambiente che le circonda e la cui libertà viene garantita dallo Stato in cui vivono e in cui intendono operare.

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  1. Sarà perché sono uomo. E mi piacciono le donne. Non sopporto di fare la vittima, ma nemmeno il carnefice. E mi piacciono libere, le donne. Liberate. Insomma… come amo questa donna. 😉

  2. Condivido in pieno le tue osservazioni.

    Non capisco come si possa parlare di emancipazione femminile, se prima non si permette alle donne almeno di respirare…

    Non parliamo poi delle mutilazioni genitali 😦

    Cara Ross, non c’è bisogno di essere leghisti. Qui si tratta di semplice buon senso 😉

    Ciao!

    Ciao!

    • Caro Amicus come sempre alcune idee possono sembrare poco libertarie, ma non importa, molto spesso per fare un passo avanti abbiamo dovuto forzare la mano e questa volta, almeno nel nostro paese sarebbe importante farlo. Alcune idee non sono nè di destra nè di sinistra, sono solo ragionevoli 😉
      Ciao

  3. Bel blog e bel post davvero =)

    Per non dimenticare: un valido spunto di riflessione!

    E soprattutto per fermare la barbarie, attiva/mente!

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul nostro blog:

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/06/mutilazioni/

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