rossaurashani

La casa buia

In amore, Donne, Gruppo di scrittura, La leggerezza della gioventù, musica on 25 gennaio 2010 at 15:42

Era la sua casa, quella che tanto le era costata in sacrifici. Lì aveva vissuto con suo marito, almeno per il tempo che aveva potuto… lì era nato il suo bambino, lì era diventato uomo. Dentro a quella casa tutti i suoi ricordi. Quello che aveva raccolto nei viaggi, quello che abbelliva la memoria , quello che a lei piaceva. Era una casa che ne aveva viste di cose: belle e brutte. Ma era la sua casa, la loro casa. Scintillanti feste di Natale con l’odore del pino che si scaldava al centro della stanza e quelle divertenti fatte di musica e risate di Capodanno. Cene sul terrazzo d’estate, luci accese fino a notte fonda, tante parole e tanti pensieri. Era stata anche il ritrovo di torme di ragazzini. Tutti sapevano che a casa di Carlo era possibile andare a rifugiarsi, che il frigorifero era sempre pieno e un letto sempre pronto. Lei non avrebbe messo il naso nelle loro cose, lei era una mamma diversa, non si intrometteva mai, stava in disparte a guardare.
Quella casa era stata luce ed allegria. Aveva sentito pianti e risa di bambini. Aveva ospitato. Aveva accolto. Aveva racchiuso anche un barlume di felicità. Ora Carlo aveva un’altra vita in un’altra città. Ora lei era sola ed era spaventata di quella grande casa buia. Non che Guido la tormentasse con il suo ricordo. Quella casa, da quando lui non c’era più, aveva scacciato la sua presenza. Lui non era stato più e basta. Strano che non sentisse la sua mancanza. Strano che quella casa l’avesse protetta anche dai ricordi più dolorosi. Poi la vita era corsa troppo velocemente. Lei aveva dovuto accantonare la solitudine per riuscire a sopravvivere. Ora era sola, finalmente sola, definitivamente sola. Guardava pensosa la finestra del terrazzo, la tenda leggera smossa dalla brezza primaverile e dietro di essa la notte. Strana riflessione le procurava vedere quella profonda notte stellata che alla fine era meno buia della sua stessa casa. Allora aveva profondamente capito cosa fosse l’abbandono.
Nel buio della notte aveva deciso. Se ne sarebbe andata via, avrebbe lasciato quella casa buia per sempre, sarebbe finalmente partita per un viaggio verso oriente dove sperava di incontrare la gioia e la luce di un eterno nuovo mattino.

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  1. Già, il viaggio interminabile… la costante fuga, soprattutto da se stessi… come mi ci ritrovo…

    • Chi non si ritrova nell’eterna fuga? Spesso si fugge anche restando fermi sullo stesso posto, a volte si teme più la fuga che il rimanere… a fuggire ci vuole comunque coraggio, non è facile, comporta una sofferenza che a volte non compensa l’effetto che si vorrebbe ottenere.
      Ciao Ross

  2. eppure io mi ci ritrovo schiava… se non avessi i figli irlandesi a tenermi su quest’isola avrei già fatto i bagagli… vi invidio voi che avete radici. io vorrei tanto trovare un posto in cui invecchiare. ancora non l’ho trovato e mi chiedo se lo troverò mai.

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