rossaurashani

Troppa felicità

In Gruppo di scrittura, La leggerezza della gioventù, Senza Categoria, uomini on 23 gennaio 2010 at 13:05

Non capiva le ragioni del suo malumore. Certo, a pensarci bene, faceva sempre parte del carattere burbero che lo aveva accompagnato tutta la vita. Aveva voglia di scherzare con gli altri, ma mica sempre riusciva a farglielo capire. Qualche volta addirittura era lui il primo a non riuscire a credersi.
Certo che la sua vita era cambiata negli ultimi tempi. E cambiata in meglio, anzi sembrava un sogno. Vuoi mettere quando si era trovato sulla strada senza un soldo in tasca e senza più un tetto sulla testa? Non che con Claudia la vita fosse stata un ballo di carnevale, ma per un po’ era andata bene, mica aveva niente da rimproverarle. Non che Claudia comunque fosse il suo ideale di donna, era carina e si dava da fare, ma alla fine si era stufata di tentare di piacergli e di fare le cose che voleva lui. D’altra parte a lui era rimasta nel cuore Veronica. Forse glielo aveva anche fatto capire, a sua moglie, ma per fortuna lei non era gelosa e poi Veronica chissà dov’era finita. E lui quel cuore glielo aveva dedicato, ma come si dice sempre: lontano dagli occhi, lontano dal cuore, e la vita comunque andava avanti e lui la vita la voleva vivere.
Poi era successo. L’aveva trovata sul treno per Roma. Certe cose non si possono prevedere. Ci aveva sperato certamente e poi, senza averlo premeditato, avevano prenotato, su quel treno, il posto uno di fronte all’altra.
Casi della vita. Ritrovarsi dopo più di venti anni che non si vedevano. Che emozione. Lei era cambiata, ma lo era pure lui per questo. Non era più il fiore delicato che lui aveva avuto tra le mani. Ora era una donna matura e sensuale, ma anche se cambiata restava sempre il suo sogno, e lo era, comunque, malgrado Claudia. Aveva provato un po’ di senso di colpa, quel tanto che bastava a farlo sentire un verme, ci si sente così quando si è sicuri di comportarsi male, quando si sa di far soffrire qualcuno, ma alla fine sapeva che non avrebbe ascoltato niente e nessuno. Lei era lì e lui poteva dissetare la sua sete alla fonte o almeno avrebbe potuto tentare di farlo. E la fonte era stata generosa, aveva quietato volentieri la sua sete. Malgrado il tempo passato erano ancora gli amanti che erano stati e lui non voleva tornare indietro. Veronica era ridiventata il centro del suo mondo e lui non avrebbe potuto farne a meno, neanche l’avesse voluto.
Per questo Claudia, ad un certo punto, gli aveva buttato in strada due borse di biancheria infilate alla rinfusa e aveva cambiato la serratura di casa.
Era stato difficile quei primi tempi, ma lui aveva ritrovato la donna amata, il suo sogno da sempre e il nuovo inizio del loro amore era stato travolgente ed intenso. I loro giorni e le loro notti erano teneramente e appassionatamente indimenticabili. Lui aveva ripreso a lavorare di gran lena per creare un nuovo paradiso per loro due. Le cose andavano bene, anzi benissimo. Ora era davvero felice. Una sola cosa rovinava il loro accordo, ed era lui, cominciò a chiedersi dove li aveva passati quei vent’anni la sua Veronica. Non è che lei non fosse generosa di particolari, ma a lui non bastavano mai. Voleva sapere e più sapeva più non gli bastava e più non gli bastava più si adombrava. Non che Veronica fosse stata a rigirarsi i pollici. Lei aveva sempre vissuto intensamente, aveva viaggiato, aveva conosciuto gente, cambiato partners, lei era libera e non si creava problemi. Mica come Claudia che si poneva problemi per tutto e per tutti. Non ti dico poi sui giudizi della gente o sui doveri che riteneva di avere nei confronti dei familiari. Una noia mortale. Ma anche quelli erano valori. I suoi. Chi era lui per giudicare? Era stata una brava moglie e una compagna paziente. Niente di eclatante dentro al letto, ma era un’abitudine rassicurante a cui difficilmente aveva rinunciato. In fin dei conti, quando si comincia ad invecchiare, fa piacere trovare un porto sicuro e delle acque chete ad accoglierti.
Ma lui era felice, come aveva sempre sognato di essere. E tutto nella sua nuova vita era estremo ed elettrizzante. Ma ora erano iniziati i suoi malumori. Si sentiva stanco e stressato. Dava la colpa al lavoro che lo prendeva troppo. Veronica era spesso assente e questo lo infastidiva, ma quando tornava era una gioia degli occhi e del cuore. Eppure a lui il malumore non passava. Pensava spesso ai suoi libri che aveva lasciato nella sua vita precedente. Aveva nostalgia della sua musica e dei suoi amici del biliardo che si trovavano al solito bar. Pensava spesso alle domeniche davanti alla TV a vedere la domenica sportiva. Adesso con Veronica erano uscite per il cinema e per cenette al lume di candela. Avrebbe dovuto essere felice, molto felice. Tutto era come aveva sognato. Era il suo sogno che si era realizzato. Eppure il malumore lo rendeva nervoso e rispondeva in modo urtato alle gentilezze di Veronica. Lei ci stava male e chiedeva perchè. D’altra parte cosa gli avrebbe potuto raccontare? Nemmeno a lui era chiara la cosa. Era lei la luce dei suoi occhi, ma di notte, quando la teneva tra le sue braccia, riusciva solo a chiamarla “Claudia, unico amore mio“.

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  1. mmmm… un uomo confuso? ;).. è molto difficile lasciare un commento a questo -ancora una volta molto intenso – post. Mi sembra che tu voglia parlare di passioni. Ed è un punto dolente nella mia vita, perché alle passioni ci ho rinunciato per quasi 15 anni.
    Dico una cosa che sembrerà scioccante (e masochista) in questo momento: avrei voluto trovarmi nella posizione di Claudia, nella posizione di buttare valigie fuori dalla finestra. Avrei voluto essere tradita, avere la certezza che c’era un motivo. Ed invece è successa la cosa più orribile. La relazione è morta, spegnendosi quasi subito all’inizio, dopo pochissimo. Senza un motivo.
    Non ho trovato ragioni se non quella che in realtà non c’era mai stato vero amore, ma solo l’illusione di esso. Ho provato di tutto, ma nulla è servito. Il deserto totale, la calma piatta, l’essere ignorati giorno dopo giorno. Il non sentirsi donna.
    Il tradimento d’accordo, è orribile, ci sono passata in una precedente relazione. Ci si sente usati, traditi nell’anima e non solo nel fisico. Ma ci sono le passioni in mezzo. Si può anche perdonare (soprattutto se si è trattata di una cosa solo fisica). Si può cercare di ricostruire. La rabbia, l’odio e l’amore sono emozioni correlate una all’altra. dall’una ne scaturisce l’altra. Ma l’assenza totale di esse…
    Quella è la morte vera.
    non penso di riuscire a scrivere un post intero su questa faccenda, Ross. È ancora troppo doloroso.
    un abbraccio

  2. Non intendo solo parlare di passione, anche se come ben sai è una parte determinante della nostra vita. Cerco solo di raccontare le debolezze umane. Parlare della vita e di come ci si trova a volte di fronte a sentimenti e reazioni che possono sembrare incomprensibili eppure sono percorsi che si fanno.
    So di cosa parli quando racconti della fine del tuo rapporto con il tuo ex. A volte non si comprende neanche come si è fatto ad iniziare un rapporto perchè in qualche modo già sapevi come poteva finire, ma non è mai sufficiente il dubbio. Quello che è successo è semplicemente il consumo del fuoco che spinge le persone a condividere, a scambiare, ad aiutarsi, ad essere disponibili verso l’altro ecc ecc finita quella tensione c’è il crollo verticale, solo che due figli e uno a cui bisogna prestare maggior attenzione, quello è un altro discorso. Cio che voglio dire è che tutto quello che è stato con lui può essere anche dimenticato, ma come si può dimenticare che ha investito anche lui su di te, visto che è il padre dei tuoi figli?
    Credo faccia rabbia qualsiasi forma di fallimento nella propria vita, molto di più se questo fallimento non tiene conto delle cose importanti che sono state vissute tra di voi. Potrei dirti che fai bene a cancellarlo dalla tua vita, invece ti dico di separare le cose negative da quelle salvabili, recpera quello che si può recuperare, rispettalo se se lo merita, comprendilo per quello che si può comprendere una persona che si è amata e che non si ama più. Siete persone adulte e civili se la passione è morta non c’è più niente da fare,ma ricorda che tra queste passione c’è anche la rabbia e ache serve rispolverarla? I vostri figli hanno diritto di rapporti chiari e non ansiogeni. Tu hai diritto di rifarti una vita, con una persona che sia più adatta a te, loro hanno diritto di avere due genitori anche se in una famiglia allargata. Riguardo a lui, beh avrà anche i suoidiritti, ma visto che non è amico mio,ma sono amica della sua ex, beh … allora, vada pure a quel paese 😀

  3. mah, con enorme tristezza mi chiedo se ci siamo mai amati… ma questo e` un discorso che faremo di presenza 😉 e parlando di debolezze, la mia piu` grande e` l’impulsivita`. La mia vita e` costellata di azioni impulsive, non ponderate, istintive. Il mio trasferimento in irlanda e` stato impulsivo, i miei figli sono nati da decisioni impulsive e purtroppo unilaterali. Non so quanto lui avesse investito su di me perche` alla fine non glien’e` importato molto di ricucire la relazione… ma lasciamo perdere, penso anch’io ai diritti dei miei figli quello si`, hanno il dritto di avere finalmente tante persone attorno dopo anni di isolamento. Ma quante cose ci sarebbe da raccontarsi… quando prenoto l’aereo? 😉

    • Amica mia anche subito! Abbiamo un unico problema ed è una silenziosa ragazza a cui tenterò di forzare la mano decidendo una data e vedendo come reagisce 🙂
      I rapporti tra le persone sono quasi sempre moltocomplicati, quando poi sipensa al passato (alla luce del presente) non si riesce a comprendere le ragioni dei nostri atti. Ma credo che le ragioni ci fossero tutte perchè siamo esseri istintivi e fallaci con un goccio di razionalità disperata nei pensieri. Quello che è stato non deve essere gettato via,molto si può salvare e apprezzare, altrettanto si può gettare e dimenticare, ma rimarrà sempre parte della nostra vita.
      Ne parleremo con calma e serenità perchè saranno giorni sereni vedrai….

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