rossaurashani

Non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono extracomunitari e spesso neri

In Informazione, uomini on 14 gennaio 2010 at 23:40

Al bel post di Riccardo del blog Riciard’s e riferendomi alla frase di Martin Luther King La libertà non è mai concessa volontariamente dall’oppressore, deve essere rivendicata dagli oppressi, sento il desiderio di dare tutta la mia solidarietà a quegli oppressi che si trovano doppiamente sfruttati in terra italiana e che non possono accampare neanche il più piccolo diritto, anzi, la legge li perseguita, come li perseguita la legge locale che si chiama la ndrangheta. Doppiamente sfruttati, perché lavoratori sottopagati, senza diritti e soprattutto “illegali”. Uomini e donne simili a bestie, usati per lucrare in un territorio che li vorrebbe produttivi ed invisibili. Lavorare senza requie, per un pugno di monetine che ritornano in tasca a chi gliele ha date. Questi sono gli schiavi del nostro paese che noi fingiamo di non vedere e che ci disturbano gli occhi se li vediamo per strada e se ci chiedono anche solo di essere considerati. Harriet Tubman che aiutò molti schiavi a liberarsi disse “Ne avrei potuto salvare migliaia se solo avessi potuto convincerli che erano schiavi” (citazione di Samaya nel Blog “I figli del vento”). Ma oggi loro lo sanno e se si incazzano è nel loro diritto. Non è che un tozzo di pane può essere una catena per sempre, può servire ad accettare l’inaccettabile, ma fino ad un certo punto però, prima o poi le teste si alzeranno e le nostre false sicurezze finiranno nella discarica.
Giustamente come dice il reverendo M.L.King: “Ho l’ardire di credere che la gente di tutta la terra possa avere tre pasti al giorno per nutrire il corpo, istruzione e cultura per nutrire la mente, e dignità, uguaglianza e libertà per nutrire lo spirito. Io credo che quando gli egocentrici hanno distrutto, gli altruisti possono costruire“.
E come lui ho un sogno: “Ho un sogno che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli degli ex schiavi e i figli degli ex padroni di schiavi potranno sedersi assieme attorno al tavolo della fraternità. Ho un sogno che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati dal colore della loro pelle, ma dalla sostanza del loro carattere. Ho un sogno, oggi. Ho un sogno che un giorno, giù in Alabama, con i suoi feroci razzisti e quel governatore le cui labbra grondano parole di interposizione e di annullamento delle leggi federali, un giorno, proprio lì in Alabama, i bambini e le bambine neri possano prendere per mano i bambini e le bambine bianchi e camminare insieme come fratelli e sorelle…”
Solidarietà, integrazione, civiltà, sostegno, fratellanza sono solo parole che fanno parte di un sogno che qui in Italia non si può più sognare. La realtà è l’incubo in cui viviamo e in questo incubo ci stiamo perdendo. Ma d’altra parte la situazione che qui si è creata è figlia di una incredibile “tolleranza sbagliata”.

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  1. Anch’io condivido quel sogno che “i bambini e le bambine neri possano prendere per mano i bambini e le bambine bianchi e camminare insieme come fratelli e sorelle…” cioè che uomini e donne di colore, religione, etc. diversi possano vivere tra loro in pace. Che il diverso sia un nostro pari. E’ per questo che se la ribellione è sacrosanta dobbiano condannare qualsiasi forma di discriminazione. Non possiamo incorrere in un razzismo all’inverso dove giustifichiamo una violenza indiscriminata se da una parte.
    Mario

  2. Cara Ross, un famoso psicologo americano che sicuramente conosci, Abraham Maslow, che inspirò in qualche modo la rivoluzione culturale di quel paese negli anni 60/70, stabilì una gerarchia di bisogni primari, che OGNI essere umano deve soddisfare per riscire a realizzarsi in quanto persona completa. Sono bisogni fisici, prima di tutto: un alloggio decente, riscaldato, un’alimentazione che consenta una buona salute. Una vita dai ritmi umani, un lavoro ben pagato. Bisogni affettivi, il sentirsi rispettati, circondati da affetti, da persone che ti amano. La necessità di “autostimarsi” (scusate l’italiano scadente, sto in pratica traducendo mentalmente mentre scrivo), primaria. ovvero, tutti gli esseri umani sono uguali, rispettabili, bisognosi di un domicilio dignitoso, di un lavoro dignitoso.

    Sembrano cose ovvie, ma mentre Maslow formulava queste teorie, in America c’erano ancora autobus separati per neri e “bianchi” (scusate, la definizione “white” per noi europei mi fa tanto ridere :D).

    Sono passati quasi 40 anni. Dall’altra parte dell’Atlantico ricomincia tutto daccapo. Adesso, non pretendo che i governanti del belpaese conoscano Maslow (pura utopia), ma il concetto di uguaglianza dei bisogni primari non dovrebbe venire spontaneo in un paese che si dichiara cattolico?
    O forse no?
    😉

    Un abbraccio

    • Cara Martina, conosco la teoria di Maslow e su questa questione ne parlammo molto anche assieme a Audrey tempo fa, se ben ricordo. La questione è proprio questa e come ho spiegato nel mio altro commento, non ritengo possibile disgiungere la grave situazione di “disagio” per non chiamarla disperazione che genera la rabbia e la rivolta che si è innescata in una parte del nostro paese. Come dicevo la violenza genera violenza e teoricamente è sempre esecrabile, ma la violenza può essere di vario tipo, può essere anche nascosta e subdola, può essere anche involontaria, può avere molte facce e molti sistemi per agire su persone deboli ed inermi. Tenendo presente questo forse i nostri governanti, che non conoscono certamente Maslow, ma che pur dicono di avere anche di più che solo radici cattoliche, dovrebbero rendersi conto che a “seminare vento si raccoglie tempesta”, ma forse non conoscono nemmeno i saggi proverbi del loro paese.
      😉
      un abbraccio
      Ross

  3. Condivido e con le parole che ho scritto non intendo giustificare nessuna forma di violenza e tanto meno nessuna discriminazione al contrario, intendo soltanto riequilibrare i giudizi sulla questione. Da una situazione di forte ingiustizia, disagio e illegalità può uscire una reazione esplosiva di violenza che, pur teoricamente non accettabile, diventa almeno praticamente comprensibile. Quello che sta succedendo nel nostro paese che forse in Europa non è l’unico, ma comunque appare il più squilibrato, è che ci serviamo di questa povera gente per aumentare la nostra ricchezza personale. Non si tratta certamente di ricchezza del paese. Si sfruttano degli schiavi (sono schiavi perchè non hanno i diritti degli altri) concedendo loro un pezzo di pane, non dignità, non possibilità di integrarsi e di vivere almeno alla pari dei più poveri. Non diamo loro nè istruzione, nè integrazione, non diamo dove abitare, dove pregare e tanto meno come sfamarsi. Allora bisogna chiedersi perchè chi fino ad oggi ha chiuso un occhio, dopo i fatti accaduti grida “al negro” stupendosi della rabbia che si è accumulata. Certo criminali si è quando ci si comporta da tali, ma lo si è anche quando si trasformano gli altri in tali.
    Ma tutto questo solo per discutere. La legge sull’immigrazione deve esserci e deve essere rispettata, magari dovrebbe essere una legge giusta ed equa. Non ce l’ho con gli abitanti di un paese che possono essere giusti o meno, ce l’ho con una mentalità che va per la maggiore nel nostro paese e che fa tacere le voci che si alzano per rendere l’Italia un paese più civile.
    Ross

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