rossaurashani

La fine dell’anno / III

In Donne, uomini on 1 gennaio 2010 at 5:47

Finalmente era finito quell’anno di merda. Non era perchè era finito solo quell’anno, ma era, soprattutto, perchè lui se ne sarebbe andato in pensione. Non che restare a casa gli facesse un vero piacere. Almeno ci fosse stato qualcuno a scambiare con lui una parola, a fargli una minestra o a lavargli i calzini, no questo apparteneva ormai ad altri tempi, succedeva quando sua moglie non era ancora scappata di casa, quella stupida. Che le donne fossero tutte puttane era risaputo. Lui era stato un idiota a volerne sposare una. Se n’era andata sbattendo la posta, quella grande ……. Neanche si era preoccupata di liberare gli armadi e di svuotare il posacenere.
Comunque lui dall’ultimo dell’anno avrebbe lasciato il suo ufficio dove aveva lavorato per quarant’anni. Pensa, non gli avevano affiancato neanche un sostituto, ma a che sarebbe servito? Ormai la ditta chiudeva e lui avrebbe spedito a tutto il personale le lettere di licenziamento e con quelle avrebbe comunicato anche la definitiva chiusura dell’attività. Certo che era una bella soddisfazione. Pensandoci bene avrebbe voluto vedere le facce dei suoi colleghi davanti a quel benservito. Magari avrebbe goduto nel vedere la faccia di quelle  smorfiose che speravano di sfangarla dando le loro grazie a destra e a sinistra. Ma chi credevano di essere? Ma cosa pensavano di avere di più degli altri? Ma il mondo andava così. Il pesce grande mangia il piccolo. Guarda la bionda dell’ufficio contabile. Stasera aveva una gran fretta di finire in bocca al pescecane numero 1. Sculettava uscendo come una regina. Certo una regina, la regina delle …. Ma tanto anche il pescecane avrebbe avuto la sua. Certo che non darebbe andata tanto meglio neanche alla Direzione, anche loro avrebbero avuto la loro letterina di fine anno. Anche questa una bella soddisfazione, no? Che strano, ci aveva messo tutto questo tempo per capire che il suo era il posto di lavoro dell’azienda, che più aveva importanza. Lui aveva in mano il destino di tutti. Lui adesso, che se ne andava, li poteva schiacciare nel suo pugno, come fossero insetti fastidiosi. Era lui ad avere il potere assoluto. Finalmente aveva avuto il suo giorno da leoni. Alla fine della serata, mentre chiudeva l’ufficio, gli tornò in mente le parole che gli aveva sputato addosso quella sciacquetta del reparto produzione… come si chiamava?… Marilena? Cosa aveva voluto intendere con quelle parole: “Lei mi fa più ribrezzo di quel tale Mr. Scrooge, perché, almeno, lui aveva un anima”. Ma cosa c’entrava l’anima e poi chi era questo Mr. Scrooge?

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