Mario

Sedotta e …..

In amore, Donne, La leggerezza della gioventù on 18 dicembre 2009 at 17:46

L’inverno si era fatto sentire troppo presto. Se n’era accorta subito, quando quel mattino era uscita per andare a fare il test. Inutile dire che già lo sapeva. Tutto era davvero facile, bastava passare in farmacia e farsi dare un kit. Era incinta. Quella mattina comunque aveva fatto il test ufficiale che avrebbe confermato tutto. La cosa strana era che fuori nevicava ed era solo ottobre. Pensò con sgomento che si trattasse di un cattivo presagio. In verità, che le cose andassero male, l’aveva capito da subito. Non servivano i suoni di tromba e nemmeno i presagi. Era evidente che quella storia non l’avrebbe condotta a niente, eppure ci si era avventurata senza prestare la giusta attenzione agli avvisi di pericolo che la sua mente le mandava.
Era una storia senza capo né coda. E lei ne era cosciente. Certo che sapeva troppe cose per finire, poi, sedotta e abbandonata. Se non fosse che si sentiva a pezzi, avrebbe trovato queste parole piuttosto ridicole, avevano un sentore di ammuffito e di passato remoto. Invece era presente.
Quando si era avventurata tra le braccia di quell’uomo non era interessata al futuro, era solo un rapporto nato per soddisfare la voglia d’amore o di sesso di una serata. Aveva avuto voglia di illudersi solo per un po’, per quanto assurdo fosse pensarlo. Ecco lì, aveva goduto di quei piccoli atti di seduzione e per questo lei ci era stata, aveva derogato, aveva pensato che per quella volta non avrebbe dovuto succederle niente. Invece no. Ora era lì. Se non fosse che ora aspettava un bambino, non si sarebbe sentita in colpa. Forse non si sarebbe nemmeno più ricordata di lui e di quella serata.
Ma tutto era andato storto. A parte l’inverno precoce, a parte il fatto che lui le avesse detto di arrangiarsi e che non voleva sapere niente dei suoi problemi, a parte il fatto che il suo contratto di lavoro sarebbe scaduto di lì a tre mesi e che probabilmente non l’avrebbero rinnovato e che doveva uscire dalla casa dove stava, perché aveva lo sfratto esecutivo e che i suoi genitori non l’avrebbero ospitata e capita. A parte questi piccoli contrattempi, tutto il resto andava benone. Vai a comprendere poi il perché a volte si cerca di dimenticare i propri problemi con un po’ di alcool e un po’ di amore mal riposto.
Ora era solo una donna sedotta. Sedotta da un uomo che non aveva scrupoli e che non credeva nelle responsabilità, da una vita che non aveva promesse da concederle, da un corpo che la faceva sbagliare proprio nel momento in cui avrebbe dovuto non sbagliare proprio.
Sapeva di essere la sola colpevole. Sapeva che non aveva giustificazioni, sapeva anche che sarebbe stata la sola a pagare.
Pensò per un attimo di tenersi il bambino. Pensò che non avrebbe avuto il denaro per consentirgli una vita dignitosa. Pensò che non avrebbe più potuto cercare un lavoro che le consentisse di vivere adeguatamente. Pensò che non avrebbe più avuto la possibilità di avere un amore semplice e normale. Pensò che avrebbe avuto un bambino senza papà, per quanto lei stessa, pur avendolo, ne avesse sentito comunque la mancanza. Ma perché far nascere un bambino con tutti questi handicap? Avrebbe dovuto andare al consultorio per prendere informazioni. Ma oggi faceva troppo freddo per prendere una qualsiasi decisione. Avrebbe aspettato domani. Doveva ancora pensare. Si sentì persa quando pensò, però, alla possibilità di bussare alla porta dei suoi genitori. Inutile, il progresso non era passato da quelle parti. Loro che andavano in chiesa tutti i giorni e professavano di amare il prossimo, non avrebbero mai accettato lei e un bambino senza nome.
Ridere o non ridere? lei era davvero sedotta e abbandonata, ecco cos’era. Meglio rendersi conto subito e non farsi illusioni. Il freddo era solo il minore dei problemi. Inoltre adesso le pizzicava da matti il naso e si sentiva i brividi di febbre per la schiena. Allontanò l’idea di prendere subito un’aspirina, sarebbe stata una decisione logica, ma mica sapeva che effetto avrebbe avuto sul suo bambino.

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  1. Credo che lei la sua risposta l’avesse già dentro..In tutti i sensi.
    Posso solo dirti di averci ritrovato qualche stralcio di passate esperienze (non nell’abbandonata ma nella leggerezza della gioventù) ma posso anche dirti che mai scelta fu più felice 🙂
    ciao, Audrey

    • Beh, la leggerezza della gioventù, molto spesso, anzi quasi sempre non è leggera…. però la risposta già l’aveva trovata, anche se non la sapeva ancora 🙂
      Ciao ben tornata
      Ross

  2. Beh, la leggerezza della gioventù non è leggera nemmeno il giorno dopo. E in realtà sarei a tratti un po’ stanco per parlare di un sedotto e…
    🙂

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