Mario

Non lo faccio più…

In Donne, uomini on 15 dicembre 2009 at 16:26

Proprio a lui doveva capitare. A pensarci provava una rabbia incandescente. Ma cosa pensava di fare quella bastarda? A lui, proprio a lui che, per la famiglia, aveva speso fior di quattrini e perso un tempo infinito per assecondare i desideri di quelle tre donne, che oggi non volevano più avere a che fare con lui. Tutti quei rimproveri gridati a voce alta oppure quei silenzi pesanti. Ma di cosa lo incolpavano? Di aver avuto altre donne? Ma che colpa ne aveva lui? Lui non aveva fatto niente? Aveva invece continuato a vivere nella sua famiglia anche se non c’erano più ragioni. Le ragazze ormai avevano preso la loro strada e avevano la loro vita. Lui non si era mai tirato indietro. Fosse stato un viaggio, un vestito oppure l’utilitaria per andare su è giù dall’Università. E poi anche lei… le aveva dato tutto quello che una moglie desidera. Gioielli, pelliccia, borsette e scarpe assortite, non si accontentava mai. Fosse stata bella almeno. Più ci pensava e più si chiedeva chi glielo aveva fatto fare di sposarsi così presto, proprio quando la vita gli offriva di tutto. Le donne allora non gli mancavano, come nemmeno i soldi per accontentarle. Lei era così tranquilla e concreta che sembrava fatta per starsene a casa ad aspettare il suo rientro dopo il lavoro. Sì, le donne lo avevano cercato anche dopo, sai com’è, ma a lei comunque non aveva fatto mancare mai niente. Ma adesso che vuole da me? Mi accusa di averla tradita con Giusi. Se è per quello non era certamente la sola. E’ vero che già una volta l’aveva fatta grossa e lei se n’era accorta. Poi, alla fine avevano deciso di restare ancora insieme, perché c’erano le bambine, e poi lei lo aveva perdonato, che diamine! Non aveva mica ucciso nessuno. E invece adesso no. Ma perché? Ora le ragazze non gli volevano più parlare. Ora lei mi ha messo alla porta e mi sta mettendo in croce con il suo avvocato. Perfino la macchina mi ha preso, la casa al mare e pure quella in montagna. La nostra casa, poi sostiene che le aspetta di diritto. Ma quale diritto? E per le sue vendette io dovrei vivere in un appartamento ammobiliato ai limiti della decenza? Ma per fortuna c’è Giusi, lei sì che mi fa sentire un uomo. Lei sì che mi dà quello che l’altra non mi dava. A lei ho dovuto intestare la macchina e il conto in banca, per non farlo trovare a quella megera. Non capisco tutta questa cattiveria. Non capisco che gusto c’è nel rovinarmi. Proprio ora poi che la crisi incombe e che anche il lavoro non va troppo bene. Tutto per farmi venire un infarto. Tutto per darmi l’ansia. Ma lei non mi conosce bene. Crede di sapere quali sono le cose che mi feriscono ed invece non sa. Io quelle tre le ho cancellate dalla mia vita. E dopo che sarà finita questa storia non sarò più disponibile per nessuna, neanche per il loro avvocato, quel delinquente. Non avranno più niente da me. Io mi metterò con Giusi. Tanto glielo dovevo a quella poverina, visto quanti mesi ha passato ad aspettarmi. Mia moglie dovrà farsene una ragione. Giusi è bella e giovane, quanto lei è brutta e vecchia. Questa sarà la mia rivincita. Almeno questo, se non ho potuto portarmi via le mie cose. Se torno indietro sta pur certo che non la sposo quella disgraziata, giuro, questo errore non lo faccio più… non lo faccio più… dovessi campare cento anni. Resto da solo e mi faccio una donna diversa ogni sera e piuttosto di avere dei figli… piuttosto me lo taglio.

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  1. Sono sempre strane le logiche di chi si guarda dentro: trova il sole anche di notte. Dovevi tagliarlo allora, e poi ancora; tagliarlo da piccolo. Certo per restare da solo non ti sarà difficile. Una ogni sera? Di disperate brulica il mondo. Difficile sarà trovarne altre stupide come me, o come quella puttana che hai perché, povera illusa, ha creduto di trovare il principe azzurro, e magari qualcosa da sgranocchiare; da metterci le mani sopra. Si accorgerà del verme che s’è presa; se non se n’è già accorta. A noi donne piacciono le imprese disperate. Si guardi me: ho sacrificato fin troppo della mia vita per una “cosa tanto piccola”.
    La disgraziata

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