rossaurashani

Senza domani

In Gruppo di scrittura, La leggerezza della gioventù on 24 novembre 2009 at 9:24

Da che si ricordava era sempre stato un giovane piacente. Su questo aveva sempre contato. Quando si è giovani tutto è a portata di mano, tutto esige fretta e noncuranza. L’amore per lui era stato un problema solo all’inizio. Non avrebbe dovuto innamorarsi così presto. Soprattutto non avrebbe dovuto innamorarsi di Lei. Non proprio allora, che con gli amici faceva quella vita pazza e divertente, senza pensare a niente di più che alle macchine veloci, alle donne facili e al denaro in tasca. Di quello ne aveva avuto in abbondanza. Certo lavorava come un cane tutto il giorno e poi alla sera faceva vita da randagio. Con i soldi a volte facevano chiudere il bar che diventava il covo delle loro piraterie. Ma poi dov’erano finite quelle donnine che non mollavano mai? Quelle che tiravano su la gonna appena vedevano la sua auto sportiva e che chiedevano di portarle a fare un giro che poi finiva come finiva. Essersi innamorato di lei era stato un gran brutto affare. Lei alle auto non ci teneva. Lei aveva la testa sulle spalle. Voleva avere una casa per loro due. Voleva che pensasse al futuro. Diceva con la sua faccia da bambina: “Non si può vivere bene senza pensare al futuro. Dobbiamo pensare a quando saremo vecchi e stanchi e non avremo più la voglia di uscire e di cercare avventure.” A lui sembrava un discorso assurdo, da vecchi. Lui non sarebbe mai diventato vecchio. Sperava di accorgersene prima. Era certo che la vita a lui non avrebbe mai presentato il conto. A lei lo fece quasi subito. Non aveva fatto a tempo di uscire dal bozzolo che si era schiantata in volo. Inutile farfalla. L’aveva lasciata sul letto di quell’ospedale senza riuscire a rimanere fino alla fine. Le aveva promesso di non dimenticarla mai. Ma il dolore è vigliacco, ti rende debole, ti fiacca e ti cancella i ricordi. Lui se n’era andato con la sua gioventù che gli pesava sulle spalle, ma l’avrebbe dimenticata, oh se l’avrebbe dimenticata. La vita aveva ripreso il suo percorso. Una vertigine dietro l’altra, una sbandata dietro l’altra. Le donne sanno essere generose se non ti chiedi mai chi siano davvero. Non voleva più cambiare. Voleva tutto e subito e lo teneva il tempo di qualche sigaretta. Non si era mai posto il problema di cosa c’era dietro all’angolo. Del colore e del sapore del domani che diventa oggi. Inutile corsa verso il vuoto. Non era uomo per il domani, era l’uomo per l’oggi. A volte ricordava quella ragazza che voleva il futuro e che non l’aveva mai avuto. Lui non era così, prendeva, consumava, gettava e riprendeva ancora. Gli amici se n’erano andati ormai da tempo. Le donne che prima lo cercavano ora si erano dimenticate di lui. Adesso la vita era avara di emozioni tanto che il suo corpo richiedeva una dose in più di eccitazione per poter continuare. Tutto si faceva confuso, perché facendo quello che aveva sempre fatto, non riceveva più la soddisfazione che gli spettava. Anche i soldi non bastavano mai. Non lavorava più come un cane e non capiva perché. Un giorno decise di tagliarsi quella barba che da giorni stazzonava sul suo viso. Incontrò nello specchio la faccia di quello sconosciuto. Era un viso segnato, gonfio, senza compattezza. Era il viso di un altro uomo. Distolse gli occhi da quegli occhi cisposi e posò il rasoio sul bordo del lavandino. Non voleva arrendersi, non poteva ammetterlo che quel volto più che quello di un vecchio era il viso di un uomo senza domani.

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  1. Si rischia di consumare la vita aspettando il domani ma il domani non è mai oggi

    • Potrei anche essere d’accordo se la cosa prevedesse un giusto equilibrio. Non pensare mai al futuro ti costringere a non prenderti mai impegni con nessuno, neanche con te stesso. Sei costretto a bruciare sempre tutte le tue risorse e personalmente penso che sia giusto essere formichina 😉

  2. Perché quando scrivi con tanta vivezza mi dà l’impressione che ci sia sempre qualcosa di autobiografico?

    Ciao, donna del presente e del futuro 😉

  3. Pare, ma ripeto “pare”, la cosa non è certa, che domani probabilmente è venerdì. Le formichine, solo nelle favole, sono simbolo di virtù.
    La padrona di casa, signorA (dicitura corretta), smentisca o confermi se qui tutto tratti di fatti autobiografici. Ha conosciuto questo giovane piecente e sicuro di sé, e poi questo vecchio dal viso senza venerdì? 😉

  4. Ormai i miei racconti contengono solo vaghe ispirazioni dalla realtà, a volte sono la realtà, ma sarà davvero difficile che mi confessi.
    Di uomini “senza venerdì” ne conosco molti purtroppo,se posso fare una leggera critica al riguardo è che sono spesso irresponsabili e superficiali e sicuramente sono egoisti.Tutto questo in linea di massima ovviamente…. cmq anche le donne a volte non scherzano 🙂
    Saluti dalla formichina delle favole
    Ross

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