rossaurashani

Nel nome del padre.

In Gruppo di scrittura, La leggerezza della gioventù on 22 novembre 2009 at 21:21

Dani era molto incazzata. Non aveva previsto che quell’incontro le potesse dare così fastidio. Per prima cosa era sempre piuttosto imbarazzata quando incontrava suo padre e poi ancora di più se assieme a lui c’era anche qualcun’altro. Stavolta assieme a lui c’era la sua nuova compagna, a quella età, una compagna? Era una cosa piuttosto ridicola. Non che ci fosse niente di strano in lei, sembrava una donna piuttosto comune. Non che sua madre fosse una bellezza, ma almeno aveva un aspetto solido, rassicurante. Poi il problema non era il rapporto tra suo padre e sua madre, quello era un problema loro, lei non voleva entrarci per niente. D’altra parte i loro litigi erano così estenuanti e a pensarci bene così infantili che… avevano fatto bene a separarsi. Era meglio così. D’altra parte a lei non servivano dei genitori così, aveva i suoi progetti lei, aveva la sua vita. Insomma non è che fosse proprio incazzata, solo che le sembrava imbarazzante incontrare suo padre che sorrideva ad una donna con quell’aria trasognata. Mica l’aveva mai avuta con lei quell’attenzione. Beh, comunque a lei non interessava. Tanto non si ricordava una sola volta che, alla presenza dei genitori delle sue compagne, si fosse sentita orgogliosa di lui. Lui era sempre stato stravagante, non vestiva come gli altri padri, non parlava delle cose di cui loro si riempivano la bocca, non faceva comunella con loro. Lui invece si chiudeva a leggere i suoi libri e ad ascoltare i suoi dischi con la cuffia dello stereo appiccicata sulle orecchie. Aveva quell’aria da gufo insonne… che cosa ci aveva trovato in lui sua mamma? Non aveva fatto che chiederselo per anni. Ma i grandi sono incomprensibili nelle loro scelte. Cosa pensare poi di lui con questa nuova compagna? Ma non poteva accontentarsi dei suoi libri e della sua musica? Se pensava poi a sua madre, lei l’aveva avvisata che era stato visto con quella donna. Sembrava che a lei, sua madre, facesse rabbia, ma che senso aveva se era stata lei a fare di tutto per farlo uscire dalla loro vita. Ora mentre saluta con quel minimo di gentilezza che è dovuta, quella la guarda con simpatia e le dice che suo padre le ha parlato molto di lei che quasi le sembrava già di conoscerla. Capirai! Poi aggiunge che le sembra diretta e dotata di molte qualità… insomma degna figlia di suo padre. Quella non aveva capito niente, l’unica cosa che l’accomunava a suo padre era quello stupido cognome.

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  1. Pare che molti di quelli che sono genitori siano stati figli

    • Pare proprio di sì e pare anche che abbiano avuto molto spesso difficoltà a loro volta con i genitori. Insomma non si impara mai la lezione. I figli ci giudicano e molto spesso non perdonano. D’altra parte anche noi non abbiamo saputo perdonare o almeno a molti di noi è accaduto.

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