rossaurashani

Femminilità

In amore, Donne, Gruppo di scrittura, La leggerezza della gioventù on 9 novembre 2009 at 15:45

fiore

Guarda se tutta la vita doveva faticare a far affermare il suo essere donna. Non era nata bella, ma questo a volte era stata una qualità che le aveva permesso di stare in mezzo alle altre e spesso di essere apprezzata per quello che era. Una donna pratica e “bastantemente” intelligente. Certamente non era ricercata come Rossana, la sua amica. A lei le cose arrivavano senza che le volesse. Anche i ragazzi. Non solo i migliori, ma anche quelli che non se li sarebbe filati nemmeno lei. Ma come si faceva a spiegare. Loro due se ne andavano quasi sempre assieme. Rossana la veniva a prendere al lavoro e poi gironzolavano in centro, dove incontravano sempre degli amici. Stavano sempre assieme, loro due, mica perché non ci fosse nessuno ad aspettarle. Eh no, loro avevano un bel giro di amici pronti ad accompagnarle ogni dove. Era una bella sensazione, anche se alla fine lei era la prima ad essere riaccompagnata a casa. Veramente lei era quella che abitava vicino alla piazza, in centro. Tutto iniziava lì e tutto finiva lì, almeno per lei. Rossana no, lei si portava via tutti i ragazzi che erano pronti ad accompagnarla a casa, anche se avesse abitato in capo al mondo. Perché nessuno si rendeva conto che anche a lei sarebbe piaciuto finire le serate un poco più tardi? Perché gli altri la vedevano solo come una buona amica? A volte si chiedeva se fosse un problema di femminilità. Non amava parlarne con l’amica. Ma che ne poteva capire lei della necessità di sentirsi donna? Tutti la guardavano e finivano fulminati. Eppure sfoderava quell’aria un po’ seccata. Aveva quell’aria da donna superiore che a pensarci bene faceva un po’ di rabbia. Ma che cosa aveva di così diverso Rossana. In fin dei conti anche lei si considerava piacente, anche lei dispensava sorrisi. Molto spesso si mostrava interessata alle storie degli altri. A tutti piace sentirsi ascoltati, anche a lei… ma perché nessuno si prendeva la briga di chiedere come la pensasse e come avrebbe preferito che il mondo girasse? Quella sera poi che avevano conosciuto Michele, Rossana sembrava non essersi accorta di lui. Meglio così, aveva pensato. Michele era diverso dagli altri ragazzi e non si sarebbe fatto conquistare dalle solite cose che vedevano gli altri. Con lui avrebbe parlato per ore, avendone la possibilità, avrebbe detto di sé ogni pensiero. Si sarebbe abbandonata con trasporto alla sua voce profonda e al suo sorriso scanzonato. Lui avrebbe capito le sue qualità e avrebbe saputo valorizzare la sua femminilità. Bastava poco, molto poco. Ma i giorni passavano e lui, che si faceva trovare ogni sera, le dedicava solo una distratta amichevole attenzione. Parlava con l’entusiasmo di un uomo dai grandi sogni. Gli stessi sogni allora erano diventati anche i suoi. Ai sognatori e ai poeti era concesso tutto, così anche lei scriveva poesie. Ogni sera lei gli sfiorava il braccio con il suo seno, con una piccola malizia che lui non avrebbe potuto non vedere. Lei si sentiva pronta. Lei avrebbe avuto finalmente la sua occasione. Avrebbe avuto finalmente la possibilità di superare la sua timidezza. Avrebbe saputo anche mostrare il suo coraggio con lui. Sarebbe diventato il suo ragazzo. Finalmente qualcuno si sarebbe fermato con lei nell’androne semibuio di casa sua. L’avrebbe abbracciata e baciata a lungo. Sarebbe stato di grande soddisfazione salutare Rossana. Lui non l’avrebbe accompagnata con gli altri. Sarebbe rimasto con lei.
Quella sera lei aveva forzato la mano. Era da un po’ che rigirava quella frase nella testa, ma non sapeva con che tono dirla. Non era sicura se per caso avesse aspettato troppo, oppure se il momento non fosse ancora quello giusto. Se ne uscì misurando le parole, tentando almeno di non farle pesare troppo. E così fece il verso al titolo di un libro che aveva appena letto e che era il massimo della sua dimostrazione di anticonformismo: “Ma tu che mi diresti se io ti confessassi che sono innamorata di Rossana?” Michele ci pensò su un poco e rispose sorridendo “Mi dispiacerebbe per te, però come potrei non  capirti? Anche io sono innamorato di Rossana.” Le si erano spente le parole in bocca. Ora non aveva più bisogno di fargli sapere il suo amore. Ma era tutta colpa della sua femminilità che la rendeva diversa e complicata. Nemmeno Michele avrebbe saputo capirla e si meritava una donna come la sua amica. Si prendesse pure Rossana e alla fine se ne sarebbe accorto dell’errore che faceva.

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  1. Allora tutti amavano Rossana. Che aggiungere ancora se non che lui la ricordava così. Per ciò che successe poi, e per il prezzo di quell’amore-errore, si dovrebbe chiedere a Michele. 🙂

    • Questa Rossana però è proprio una pizza! 😉 Neanche le amiche riuscivano a sopportarla. Questo è il destino di chi è caruccia, ma senza cervello. 🙂 Certo che se Michele ha avuto parte in questa storia, dovrebbe poter dire se ne è valsa la pena. Oppure potrebbe rimpiangere di non aver scelto quell’amica. Magari si risparmiava un sacco di problemi.
      Ciao Ross e salutami Michele

      • Michele ce l’ho in linea. Dice che allora Rossana gli pareva bella. Se non era bella, testa non ne aveva, allora era solo tempo perso. Questo lo dice lui, non me ne si voglia. Rimpinati no perché, è sempre lui che parla, meglio una che vedi bella che una che nemmeno la vedi. Ricambia i saluti concludendo che oggi sa quello che allora non sapeva cioè che se la sarebbe potuta risparmiare e cavare meglio. Come dice la canzone popolare: meglio una bicicletta. Comunque sulla bellezza di allora s’è aperto un dibattito: uno (cioè una) contro tutti ma quell’una (ed è ridicolo) è quella che conta.
        Mario 🙂

      • Questo Michele è ben strano. Non si capisce se la vedeva solo bella e poi senza testa era meglio o se la vedeva bella anche perchè aveva la testa. Anche qui si è aperto un dibattito, continua ad esserci una contro tutti, la solita….
        Certo che sono in accordo con il tuo amico, meglio una che vedi piuttosto che una che non vedi proprio, tra l’altro Rossana credo che sull’amica avrebbe qualche osservazione da fare, anche se ormai non conta niente. Sul risparmiarsi alcuni problemi anche la pizza concorda. Avesse avuto cervello poteva andare in un altro modo. Ma perchè non li mettiamo in contatto diretto questi due?

  2. Solo il pensiero di poter far incontrare “quei due” ha sparso il panico. Riescono a disastrare anche separatamente; figuriamoci. Forse la vedeva bella proprio perché senza testa. Che se ne fa della testa di una donna un uomo? son ben altre parti quelle che contano. Lui, MIchele, sostiene che neanche di quelle c’era troppo da stare allegri, ma forse anche allora era di moda l’orrido e lui, Michele, sull’orrido è sempre stato un vero esperto. Non fosse per quella moda nessuno se lo c……..e. Ma alla fine non è certo che un altro modo sarebbe stato migliore, tutt’altro.
    ossequiosamente…

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