rossaurashani

La terza lettera

In Amici, amore, Donne, Gruppo di scrittura, musica, personale, poesia, uomini, Venezia on 8 settembre 2009 at 17:04

Caro Michele,
inutile spiegare a noi, proprio a noi, quello che è stato il nostro destino. Quale vita ci è stata concessa. Come abbiamo vissuto, visto che, alla fine , l’importante è poter dire: “ho vissuto”. Dove allora tu fossi e quali strade hai dovuto percorrere non era importante. Non ti ritrovai allora, non ti ritrovai per tutta una vita. E vissi, bene o male, anche senza di te. Poi un sera malinconica e rassegnata, improvvisamente, insperatamente ti ho ritrovato. Fu come un sole all’improvviso. Oggi so che la terza lettera non arrivò mai nelle tue mani. Ma a che serviva? C’era una lettera, la prima, quella che non mi apparteneva, che nessuno mi mostrò, letta troppo tardi, erano altre parole, altro tempo, qualcosa che ci apparteneva, ma non erano più parole che potevo possedere, qualcosa ormai perduto per sempre, qualcosa sempre negato. Qualcuno ci tradì. Io fui la prima.
Ora viviamo di ricordi e di futuro. Non siamo più vecchi, siamo anzi incredibilmente infantili, come lo possono essere solo i vecchi che non si fanno più domande e che non cercano più risposte. Ora è tornato il nostro tempo. Gli amici ci guardano come se fossimo tornati dall’aldilà. Degli zombie sorridenti. Noi fatichiamo a sciogliere le nostre dita intrecciate e sorridiamo. Sì! abbiamo l’aria un po’ ebete di chi ha combinato un gran casino, ma alla fine gli è andata bene lo stesso. Così è stato. Difficile perdersi in modo così totale e rendere impossibile il ritrovarsi. Eppure… Gli amici di allora sono ancora qui, mai perduti definitivamente, stupiti e assetati ci chiedono ancora di questa storia, la nostra storia, l’unica storia che sappiamo raccontare. Anche oggi come allora, noi siamo la coppia, il legante, il fattore di equilibrio, quelli che ridanno armonia alle cose. Ecco perchè sono nati nuovi sorrisi, ecco perchè questa storia passa di bocca in bocca e ci precede, ci annuncia e fa nascere curiosità e ancora sorrisi, invidie e incredulità.
Dopo più di 40 anni il tempo è tornato nostro. Le nostre lettere non servono più. Sono parole lasciate al vento. Che importa se allora avessimo saputo ciò che oggi sappiamo. Sarebbe cambiata la nostra vita? Forse sì. Qualche volta ci avventuriamo e raccontarci quella storia piena di se e di ma… Esercizio ridicolo. Ridiamo di noi. Ridiamo delle nostre scemenze, ma sappiamo che ricostruiamo una storia possibile. Una storia plausibile.  Una storia di allegria e affetti. Di figli maschi poeti e sognatori dai nomi più improbabili. Di figlie femmine dall’aria ribelle, alte, rosse e fiere. Di sogni condivisi, di poesia, letture e politica attiva, tu concretoio sempre meno moderata. Ma il tempo ha posato la brina su di noi. Sei tornato, smagrito e stanco dal lungo viaggio. Finisce qui, ancora nella tua città, il tuo pellegrinare. Hai svuotato lo zaino. Hai appoggiato il libro sopra il comodino assieme a quegli occhiali che non conosco, che per forza allora non avevi. Hai lavato la tua pelle dall’odore del sale, dei tuoi mari in burrasca. Ti sei spogliato dai ricordi degli abbracci e dei baci perduti nei porti nebbiosi. Hai svelato i tuoi segni del tempo. Le tue cicatrici, anche quella profonda di cui non sai ancora parlare.  Un’unica lettera  non è andata perduta. Una lettera che non voglio aprire. Una lettera che non ci appartiene più. Ora siamo noi e il passato si ridimensiona, si stempera e il giorno brilla della luce intensa di un tardo pomeriggio, ma la sera promessa profuma di alghe e giardini scaldati dal sole  e la notte, come sempre, si fa più magica.
Ora dietro al sorriso resta il colore della musica della nostra nuova colonna sonora e le nostre nuove parole e i nostri profondi silenzi assieme agli sguardi che non si perdono più.
Rossana

  1. Per ora tutto mi lascia solo un sorriso 🙂

    • La prima lettera di Michele datata settembre 1968 che non era diretta a Rossana, ma che parlava di lei, le fu data 4 anni dopo. Era un arco di tempo immenso per quell’età. Ormai il tempo trascorso era perduto, come era perduta la possibilità di tornare indietro. Troppi ostacoli sulla strada. Troppi sensi di colpa. Oggi il destino ha fatto tutto il lavoro per loro. Gran bravi ragazzi quei due 🙂
      L’autrice vorrebbe permettere a Rossana di parlare in diretta, ma è una donna schiva e mi racconta le sue storie, mano a mano che le vengono alla mente. Purtoppo difetta di memoria.
      Spero che Michele sia più generoso con te.
      Ci si vede
      Ross

  2. […] Settembre 2009 di Mario Cara Rossana Ora come allora. Lettere che si inseguono. Che ci cercano Questo siamo stati. Questo siamo ora. Ah! Le nostre […]

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