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Rossana e Michele – La leggerezza della gioventù

In amore, Donne, Gruppo di scrittura, personale, uomini on 9 giugno 2009 at 16:03

Erano tornati insieme. Sembrava che in molti dovessero sapere. Sembrava che nessuno si dovesse stupire. Eppure loro non ci credevano ancora.
Tornati da quale viaggio. Con negli occhi ancora le strade calcinate e ventose dei loro percorsi. Lei aveva detto: “Perché non rimani?” Lui aveva messo il suo libro sopra il comodino.
Michele era così, non aveva mai l’aria di saper stare fermo, non aveva mai avuto l’aria di sapersi fermare.
Rossana aveva perduto il suo sguardo sognante ed era rimasta silenziosa.
Era difficile fare i conti col passato. Era inutile spiegare dove le strade avevano portato, se poi dopo tanto tempo, erano ancora lì a tenersi per mano. A cercarsi senza perdersi un’altra volta.
Gli amici avevano deciso che era tempo di festeggiare.
I vecchi amici quelli che il tempo non aveva mai cancellato.
Alcuni si erano perduti. Alcuni erano vicinissimi, ma non erano più gli stessi. Avevano cambiato voce, avevano nascosto gli occhi.
Ritrovarsi era davvero una festa. Una corsa veloce. Un sopraffarsi di voci. Un bisogno di dire e di ricordare. Frammenti di vita. Ognuno il suo pezzo. Parole da mettere insieme. Da scegliere. Da incorniciare.
Il vino si mescolava. Gli uomini, proprio loro, quelli che avevano percorso più strade, quelli che erano arroccati di più alle certezze, proprio loro sentivano il bisogno di lasciare gli ormeggi. Avevano preso il largo con discorsi dal passato. Le loro donne no. Tenevano a freno l’esuberanza. Una dote che non era mai stata loro. Forse Rossana l’aveva avuta, quell’esuberanza. Forse le altre l’avevano criticata per questo. O forse no. Solo lei aveva saputo camminare più a lungo; più velocemente. Forse invidiavano inutilmente. Loro, non sapevano quanto avesse bruciato sulla sua pelle.
Le voci salgono e i bicchieri tintinnano facendo il coro alle posate sui piatti. Gabri, puntigliosa, cita dei versi a memoria. Quei versi di cui Michele non ha più alcun ricordo. Loro si guardano da lontano, basterebbe allungare una mano per trovarsi. Silvano versa da bere senza fermarsi. Parla con allegria delle avventure di allora. Nessuno ricorda più quella storia. Tutto la racconta, quella storia, ma non è più la stessa storia.
Gli uomini ridono sovraeccitati. Si punzecchiano, Si prendono in giro. Tornano ragazzi. Guardano con altri occhi, ancora con quegli occhi di allora le loro ragazze, ma stasera i loro occhi tornano a guardare nuovamente senza pudore, per un attimo, quella sola ragazza.
Solo Gabri ride e chiede attenzione. Ma i ragazzi rifanno sempre lo stesso gioco. Non sono ancora sazi. Il tempo non è bastato a fermare quel gioco. Neppure i loro corpi mutati. Gli occhi vedono quello che vogliono vedere. I sorrisi diventano troppo larghi. Rossana diventa silenziosa.
Michele parla con una voce che non è sua, fa gesti troppo larghi che non gli sono congeniali. Rossana lo sa che sono i movimenti esagerati della sua timidezza.
Tra loro basta molto meno, tra loro anche i sussurri sono minimi. Il loro amore è logorroico di silenzi e sospiri. Rossana si scorda di ascoltare. Perde il punto. Guarda Michele mentre si sente preda. Michele si avvicina e le posa dolcemente le mani sul viso. Non è un atto di possesso. Non sarebbe da lui. E’ solo che lui conosce quel silenzio e ne percepisce il disagio. Quelle mani consolano.
Lui sa che a volte, in mezzo alla gente, lei diventa straniera. Riconosce le sue fughe. Lui le sa. Lui le ha subite.
Le ragazze parlano più piano, loro non hanno bevuto. Le loro voci raccontano storie conosciute. Abitudini. Le vite sono scandite dai fatti di tutti i giorni. Le ragazze sono concrete e non cercano di apparire quello che non sono. Non sono più ragazze, sono diventate donne. C’è fra loro un breve disagio. Facile da lasciare, da giustificare. Ci fu un tempo che quel disagio le aveva allontanate. Separate. Loro oggi riconoscono i danni del tempo. Le sue mezze verità. I prezzi che ha preteso. Loro parlano adagio e sorridono a Michele. Lui era amico delle donne. Lui era amico perché non sapeva essere niente di diverso. Non allora, non in quel caso.
La serata è rumorosa. Il vento gonfia le tende in un tentativo di invasione. Le voci si alzano e dicono parole senza senso. Promettono nuova amicizia. Assicurano nuove complicità. Maschi abbracci di uomini tornati ragazzi.
Silvano solitamente più silenzioso degli altri. Racconta dei suoi libri. Cerca lo sfogo dei suoi silenzi prolungati. Rossana non li ha letti, ma sa che li ha vissuti a lungo. Gabri si fa vanto di ascoltare senza capire, ma è lei che riceve le confidenze di Silvano e lo dice guardandolo negli occhi. Si addolcisce quando Michele l’abbraccia. Solo allora riprende il filo dei ricordi.
Diana porta il dolce e gli animi si riscaldano. Le vecchie foto. “Avevi i capelli lunghi” “Ma no, li ho sempre tenuti corti” “Ma no dai, guarda qua…” Ricordano le gite di scuola. Parlano delle compagne che non ci sono. Marinella racconta quando aveva incontrato per la prima volta Alvise. Ricorda la nascita di Lisa. Lei era stata la prima che se n’era andata. Era così giovane. Solo Rossana l’aveva cercata e aveva tenuto il filo della loro antica amicizia.
Poi le altre.
Rossana e Michele si stringono la mano. Sanno che vivono la magia del tutto “che si ripete”. Oggi è il loro “giorno della marmotta”. Di sottofondo la stessa musica. Le stesse voci. I soliti discorsi.
Il tempo srotola i suoi tappeti magici.
Rossana riceve gli abbracci di sempre; affettuosi e maliziosi al contempo. Questa volta c’è una giustificazione. E’ tornata. Sono tornati. L’allegria non è forzata. Solo lei si sente a disagio. E’ lei che non vuole ferire. Lei questo non l’ha dimenticato. Lei questo non lo voleva neanche allora. Ma era successo. Solo Michele si accorge che ha parole troppo brevi. Sorrisi che non conosce e la stringe in un abbraccio.
“Portami via…”
E’ stata una bella serata. Tutti promettono di rivedersi così… presto. Tutti sprecano i “dopo di” e i “prima di”. Tutti ne sono sicuri.
Li inghiotte la notte.
Finalmente la notte. Finalmente Rossana e Michele ritrovano la pace. Ancora il silenzio tra lo sciabordio dell’acqua e il secco rumore dei passi. Loro tornano soli. Si fermano come hanno sempre fatto negli angoli per baciarsi. Questo non è cambiato nel tempo. Questo è proprio come allora. Un bacio e tornano i sorrisi. Quelli speciali, quelli che illuminano la notte. Rossana e Michele, quei due ragazzi timidi, quei due vecchi ragazzi, quelli che avevano conosciuto la magia di tutto il mondo, si sono ritrovati e si promettono ancora una volta amore “per sempre”.

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  1. Non ho commenti. L’ombra nei tuoi occhi è di attimi che non posso che cercare di cancellare.

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