rossaurashani

Io ricordo Enrico

In Berlinguer, Miti ed eroi, politica, uomini on 9 giugno 2009 at 8:52

enrico

11 giugno 1984

Dopo pochi giorni è nato mio figlio. Era troppo vivo il ricordo di Enrico. Ci avevo pensato. Il nome glielo avrei anche dato, ma mi pareva troppo. Mi pareva indelicato.

Mi ricordo quel milione di persone che aveva affollato,in quel giorno di sole, le strade di Roma. Gente semplice, gente importante. Amici, conoscenti e popolo. Il rosso dominava. La commozione era forte e chiudeva le gole in silenzi imbarazzati.

Anche quella volta avevamo un grande Presidente, il più grande. Fumava la pipa e aveva visto una lunga vita. Lui ci ricordava la resistenza. Lui era commosso come tutta l’Italia.

Sono passati 25 anni. Mio figlio avrà 25 anni fra qualche giorno. Non si chiama Enrico solo perchè ho voluto che nessuno dei due si confondesse con l’altro. Oggi ricordo e penso se con lui a parlare a questo popolo disperso e avvilito, ci sarebbe potuto essere tanto scoramento. Avremmo avuto da subire ancora questa sconfitta di idee e valori.

La risposta io ce l’ho. Forse è solo un’idea balorda.  Forse è solo voglia di credere che la Storia avrebbe potuto essere diversa. Oggi quella storia me la racconto in silenzio, nei miei pensieri. Quella storia è andata perduta. Oggi è buio che promette il baratro. Quella invece  è fatta di sole e di bandiere che sventolano orgogliose del loro colore rosso. E’ fatta di popolo che fatica ma che sorride perchè sogna un futuro di pane e lavoro. E’ fatta di una moralità e correttezza che non lascia dubbi e che non cerca la via facile agli interessi personali. E’ fatta di comprensione e di progetti che raccontano anche la storia degli altri.

Ho visto il mio ragazzo, che non sa perchè non dovrebbe sapere, con le lacrime agli occhi a guardare il video del tuo funerale. Io riguardo ogni tanto il video del tuo ultimo discorso e non riesco mai ad arrivare alla fine. La tua fine, la nostra fine.

Io ricordo Enrico e mai come ora rimpiango.

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  1. Io non ero a roma, il funerale lo guardai alla tv. E mi commossi. Non solo per la purezza degli ideali di Berlinguer, ma perché avevo la sensazione netta che con la sua morte anche la sinistra italiana iniziava una lunga agonia. Così è avvenuto. Storia lunga, molte contraddizioni. Tante battaglie perse.
    Veterocomunista? forse. ma se solo l’1% di quella purezza politica tornasse in questo momento tra “le sinistre” italiane, allora si vedrebbe finalmente uno spiraglio per quest’Italia prostituita, diventata, come diceva il Nostro, un bordello.
    Con tristezza, condivido il ricordo.

  2. Sento ancora le lacrime, copiose, che non sono riuscito a trattenere. Un addio che solo molto più tardi abbiamo capito quanto dolorose. Passava, in quella bara, il corpo delle nostre lotte, le loro ragioni. E siamo rimasti orfani di noi stessi.

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