rossaurashani

Ignoranza ed ottimismo

In Disoccupazione, Economia, Informazione on 11 marzo 2009 at 9:29

tasso di disoccupazione fra gennaio e febbraio

Mi chiedo se l’ottimismo in questi tempi sia inversamente proporzionale alla conoscenza. La risposta e nessun individuo che non ignori la realtà del nostro paese, ma anche del mondo che ci circonda può essere ottimista.
Certo che questa affermazione la dovremmo far conoscere al nostro presidente del consiglio, lui la ignora e pertanto è ottimista, ma non è solo l’ignoranza che lo rende ottimista, bensì l’effettiva realizzazione di quasi tutti i suoi progetti (che ad onor del vero sono tanti e non sono solo suoi).

Genericamente le statistiche (come nell’articolo citato sotto la fotografia), per me, sono osticamente difficili da inquadrare, in genere preferisco ricavarne un’idea generale, dimenticando i numeri, ma ricordando troppo bene la sostanza. Il nostro paese si trova di fronte ad una crisi colossale, la disoccupazione sale in modo vertiginoso, gli ammortizzatori sociali (dove ci sono) riusciranno ad arginare la catastrofe per un piccolissimo spazio di tempo, i giovani laureati e non, si trovano di fronte ad una barriera insormontabile, i salari si abbassano i prezzi diventano irraggiungibili, i consumi calano e l’informazione nasconde.

Mi chiedo come è possibile essere ottimisti.
La settimana scorsa Nichi Vendola (governatore della regione Puglia e rappresentante del Movimento per la Sinistra, scissione dal PRC) durante una trasmissione televisiva che trattava sull’argomento “assegno di disuccupazione” invitava il governo a recuperare i fondi necessari per questa operazione (ammesso che sia praticabile e ammesso che abbia un qualche senso risolutivo nei confronti della crisi) non dalle Regioni che “virtuosamente” (termine amato da questa coalizione) ha risparmiato per progetti relativi allo sviluppo di alcune zone del territorio in difficoltà, ma indicava un “prelievo” mirato a quella fetta di popolazione che se ne stava in “montagna a sciare”.
Ovviamente a questa uscita è stato aggressivamente accusato di affossare il turismo nelle nostre montagne, risorsa indispensabile per il nostro paese.
A parte il fatto che mi pareva una provocazione azzeccatissima, pensandoci bene, alla fine non mi pareva neanche tanto una provocazione, sinceramente guardandomi intorno, non vedo più che la “settimana bianca” sia diventata un diritto acquisito dai lavoratori. I problemi dei lavoratori sono altri e di più grave importanza perchè sono: il posto di lavoro stesso e la sopravvivenza delle loro famiglie.

Di seguito, dico, che nella stessa settimana parlando con un signore, piuttosto benestante e simpatico, ho sentito ripetere il solito tantra: “Parlano di crisi, ma quando vado in montagna ci vedo il mondo, per sciare la crisi non c’è più!” Stesso genere del: “Non hanno i soldi, ma tutti tengono la televisione a colori e l’auto.”
Forse per chi ha i soldi, sentirsi in compagnia è un dovere. Forse sarebbe utile sapere chi è che scia e di quale ottimismo siano forniti i suoi conti in banca.
Ma si sa…. sono solo discorsi qualunque, di gente spaventata e poco ottimista, magari leggessimo solo i giornali di regime e ancora bevessimo dalla fonte dell’informazione di Stato (che per chi legge non è solo la Rai), allora sì, che oltre allo sciopero virtuale, potremmo prenotare una vacanza in montagna in un ottimo albergo virtuale con una stupenda neve a numero di pixel infinito.

Caro Vendola, che dire: siamo noi che non facciamo girare l’economia, manca a noi il sano ottimismo del consumatore, perchè leggere le statistiche che ci fanno confusione, meglio un buon centro commerciale, un carrello formato tir, gli acquisti più impensabili di cose inutili, ma necessarie 😦 …. e alla cassa un bel portafoglio virtuale….. allora sì che l’ottimismo vince.

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