Mario

Ho visto le menti migliori della mia generazione…

In Giovani, poesia on 3 marzo 2009 at 17:50

Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi per strade negre all’alba in cerca di droga rabbiosa, hipsters testadangelo bramare l’antico spaccio paradisiaco che connette alla dinamo stellare nel meccanismo della notte…” Allen Ginsberg

Forse non siamo in molti a conoscere la poesia di Allen Ginsberg, il poeta assoluto della Beat Generation. Io lo conobbi, ma non semplicemente attraverso i suoi libri di poesie, ma lo incontrai, proprio, passando poi una serata a discutere attorno alle sue “visioni” in giro per le strade della mia città.
Avevo consumato assieme ad un’amica il suo libro di versi Jukebox all’idrogeno e la poesia “Howl” tanto che la copertina era ridotta a uno straccio, ne parlavamo moltissimo come parlavamo di tutti gli altri scrittori americani di quel tempo Kerouac, Burroughs, Cassady, Corso, Ferlinghetti. La Beat Generation era la mia generazione, la mia musica, il mio ritmo e Ginsberg usava la parola come immagine, ritmo, musica e faceva vibrare le nostre giovani menti.
Era pomeriggio, io e la mia amica, pronte a sognare la libertà dei figli dei fiori (ma non lo eravamo per niente noi pensavamo al nostro domani) eravamo appena uscite dai nostri rispettivi lavori e cercavamo la nostra avventura lungo le strade asfittiche della nostra città (nulla a che vedere con “la droga rabbiosa”).
Alzare gli occhi e incontrare i suoi occhi fu la vera avventura dei nostri 17 anni.
Credo fosse piuttosto anomalo per lui essere fermato da due giovanissime ragazze italiane: “Ma lei è Allen Ginsberg?” un pò di inglese scolastico, un pò di italiano, un pò di spagnolo, una miscellanea di termini, di domande, di risposte e di condivisioni. Cosa potesse avere un uomo maturo, che aveva vissuto la sua vita così estrema e sgangherata, da dividere con due diciasettenni questo proprio non lo so, certo che rimase piuttosto meravigliato della nostra “padronanza della materia” tanto da passare un bel pò di tempo con il discutere con noi se era appropriata la traduzione in italiano di Fernanda Pivano. Ecchecavolo, Fernanda Pivano, mica una qualsiasi.
Arrivammo in piazza ed era il crepuscolo, la sera stemperava nell’inchiostro una giornata assolata di tarda primavera, passeggiamo su è giù per la piazza, come si faceva tra i giovani in quel tempo lontano. Non ci accorgemmo della bellezza di quella sera e della dolcezza dell’aria affogata nell’odore del mare riscaldato dal primo sole.
Se le nostre madri avessero visto e avessero conosciuto la storia dell’uomo con cui stavamo parlando e da quale vicissitudini usciva, sarebbero state colte da un subitaneo “coccolone” (ah, le loro bambine!), ma nessuno sapeva, nessuno lo conosceva, nessuno lo fermava, nessuno desiderava capire, noi sì e lui ci dedicò, con gentilezza, tutto il suo tempo veneziano.
Difficile capire quale emozione avevamo vissuto, ci chiese se volevamo che ci dedicasse il suo libro, ma disdetta,proprio quel giorno non l’avevamo con noi, ma a me queste cose non interessavano, il ricordo vale molto di più di un libro sdrucito con la firma di un “mito”.
Per chi non sa chi fosse, metto un link alla sua biografia, ma premetto, fu poeta, drogato, omosessuale, internato varie volte al manicomio di N.Y. più per le sue idee e per le sue “visioni” che per vera pazzia, ma fu anche pazzo, pazzo nel credere che il mondo sarebbe cambiato e che la libertà individuale, quella delle idee e quella della poesia avrebbe oltrepassato tutti i confini fino a raggiungere le stelle.
Biografia di Allen Ginsberg

Annunci
  1. Hai conosciuto Ginsberg?!?! Ma che onore! Quando visitai San Francisco andai in una sorta di “pellegrinaggio” nel quartiere dove tutti i grandi artisti che hai citato si ritrovavano. Ho quasi tutti i loro libri 😉
    Un abbraccio

  2. Cara Martina, l’ho proprio conosciuto, 40 anni fa, era un uomo straordinario, umile, ma pieno di carisma. Pensa che effetto può aver avuto sui miei 17 anni!. Penso fosse assieme al suo compagno, che ci ha presentato ed è rimasto con noi circa tre ore. E’ stata un’esperienza unica, a quel tempo avevo meno luoghi comuni e la straordinarietà della sua vita non mi sembrava così straordinaria, ma a conoscerlo avrei detto un altro tipo di uomo, gentile, serio, “composto” è il termine più appropriato.
    Delle volte penso alla fortuna di certe coincidenze, per esempio quella di trovarmi di fronte ad un grande poeta che ammiravo e di avere il coraggio di fermarlo. Probabile che fu lo choc a darmi tanta temerarietà, ma lo feci e non me ne pentii……
    In alcune biografie ho visto le foto dei suoi soggiorni veneziani…. credo avesse amici nella mia città e che ci venisse qualche volta… ma tra questo e fermarlo e passeggiare con lui per ore, certo era una bella differenza, almeno per me.
    E’ Venezia che fa la differenza, qui incontri di tutto e sopratutto incontri o almeno incontravi il fior fiore della cultura.
    Ho conosciuto altri personaggi…. attori, musicisti, registi (Fellini ti dice niente?) erano tempi belli, ero gioooooovaneeee!!!!!!!
    Un bacio
    Ross

  3. Ammazza che invidia che ho per te, cara ROSSAURA! Ed io che nella mia vita ho incontrato solo Maurizio Costanzo per fargli un’intervista radiofonica, ai tempi in cui facevo il dj…Tutt’al più mi posso rifare dicendoti che ho incontrato tre anni fa, all’aeroporto di Fiumicino, MONICA BELLUCCI: l’ho educatamente fermata, salutata e le ho altrettanto educatamente chiesto un suo autografo. Che gelosamente ancora conservo tra le mie cose più care. Lo so, non è la stessa cosa di un incontro con GINSBERG o con FELLINI, ma come si dice a ROMA “ariconsolame co’ l’ajetto…” Un bacio da nomadus.

  4. Caro Nomadus, che sarà conoscere Ginsberg in confronto di un autografo fatto dalla bellissima Bellucci (che gioco di parole scemo!) e poi è mica male anche aver parlato con Costanzo era come parlare con la P2, non ti sembra?
    Però chi sapeva che avevi fatto anche il DJ 😉 ma spiega che centrava il DJ con Maurizio Costanzo? 🙂 questo è un mistero misterioso.
    Non so come sia ma vengo da un’epoca straordinaria, essere una vecchia babbiona qualche volta ripaga, al tempo della mia gioventù ci fu il boom economico, la contestazione studentesca, le conquiste sindacali, una certa democrazia diffusa (proprio il contrario di oggi), non era difficile comunicare, era diffuso la mescolanza di generi e di classe. A Venezia poi le occasionin culturali non mancavano, anche durante gli anni della contestazione della Biennale d’arte. Gli artisti e ti parlo di grossi nomi facevano muso contro muso con la polizia. Poi c’era la mostra del cinema che frequentavo assiduamente, lì era facilissimo mischiarsi…. poi la Biennale Teatro e la Biennale Danza dove riuscivo ad intrufolarmi senza spendere i soldi dei biglietti, che forse non erano costosissimi, ma che avrebbero pesato sulle mie povere tasche. Lì avevo un sistema che ha fatto storia, insomma ero una facciabronzista, poco prima dell’inizio degli spettacoli mi infilavo alla biglietteria dove sapevo che venivano lasciati i biglietti per le autorità, davo un cognome qualsiasi, cercavano tra le buste la mia, non la trovavano, però io leggevo i nomi delle buste rimaste e con aria disinvolta cambiavo il nome dicendo che forse avevano lasciato con un altro nome….. ovviamente il nome c’era perchè l’avevo appena letto. Ero conosciuta come un’autorità, perchè avevo i posti loro destinati…. hehehe serve l’abito per fare il monaco 😉
    Ma davvero non era solo questo era facile a Venezia andare per strada e conoscere la gente, ma anche persone speciali, come Paolo Poli per esempio, Dario Fo, Giulio Brogi (ma questo era un caro amico), Fellini che era amico di un carissimo amico….. e così via, la macchia si allargava ed io c’ero e non mi lasciavo tener lontana, sono entrata ad inaugurazioni di mostre, di performance teatrali, ho visto sotto il palco Paul McCartney e i Wings senza pagare una lira, per gentile sfondamento delle transenne….. però ero giovane e a quel tempo mi si perdonavano molte cose, mi si lasciava entrare un pò dappertutto…. oggi si vive in un mondo diffidente e poi le babbione non fanno la stessa tenerezza 😉
    Beh probabilmente anche a Roma avrei fatto le stesse cose, anzi se devo dire anche a Roma avevo i miei buoni contatti ;-), qualcuno casuale, altri i soliti amici di amici….. devo ammettere che erano altri tempi.
    Però la Bellucci …. è un’altra cosa 😀
    Restituisco il bacio
    Ross

  5. Non ci credo, dai!!!!
    Io preferisco Kerouac, ma fare un incontro del genere ti segna la vita…Poteva succedere solo dove abiti…
    Il link all’ultimo questionario del Torneo:
    http://spreadsheets.google.com/viewform?hl=it&formkey=cDhtazMwUm1KaUEwQXhYQXoyWl9nRlE6MA..

  6. […] Lei dice antico. La ritrovo in rete e ne propongo una lettura, perché è tempo speso bene: da L’altra metà del cielo. Di Ginsberg ho avuto modo di […]

  7. Arrivo dritto dritto dal blog di Mario, la storia per quanto lunga mi ha incuriosito, sono arrivato alla fine, cosa rara per me che mi annoio dopo le prime righe. Ma quando si parla di pazzia non posso che intromettermi, ben sapendo che questa spesso è solo una forma per additare i diversi. Un saluto.

    Gians

  8. Di pazzia inevitabilmente si parla sempre quando si tratta di vita.
    Ginsberg era pazzo tanto quanto lo siamo noi, quella piccola parte del cielo che non si accontenta di leggere dentro di se solo le “ricette” per un pasto comune, la pazzia sta nel trovare dentro di se “il pasto nudo” (the nacked lunch). Follia è vivere intensamente senza porsi limiti in un mondo che è solo limiti, è ricordare, è essere preveggenti, avere “visioni” usare la propria fantasia, i propri sogni, la propria immaginazione come un grimaldello per scoperchiare i luoghi che nessuno conosce e di cui nessuno sa.
    Questa è la pazzia che alberga in molti di noi…. forse anche in te.
    Ross

  9. 🙂 sono appena uscito da una chiesa dove ero entrato per fumare una sigaretta, ora vado a caccia di grilli e serpenti. 😉 buon pomeriggio.

  10. Spero che non risultino troppo velenosi…. i grilli ovviamente 😉 buona passeggiata

    Ross

  11. “usare la propria fantasia, i propri sogni, la propria immaginazione come un grimaldello per scoperchiare i luoghi che nessuno conosce”: meraviglioso!

  12. Anch’ io ho avuto l’onore di conoscere Allen Ginsberg, ma solo poco prima che morisse…doveva avere se non sbaglio passato gli 80 anni. L’ ho incontrato alla libreria Mondadori, a Milano, firmava le copie di una sua antologia … io avevo 14/15 anni… adesso ne ho 31.
    Per me, ragazzina che all’epoca stravedeva per la beat generation (anche se era roba di una generazione prima della mia) , è stato l’incontro con un mito. Lo ricordo gentile e cordiale, un vero Prof.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...