Mario

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Per non dimenticare

In Gaza, musica on 28 febbraio 2009 at 14:58

Potete bruciare le nostre moschee e le nostre case e le nostre scuole, ma il nostro spirito non morirà mai

Donne e bambini tutti uguali uccisi e massacrati notte dopo notte

L’autore della ballata è Michael Heart, musicista d’origini siriane, cresciuto fra Svizzera e Austria.

Il testo in lingua inglese

A blinding flash of white light
Lit up the sky over Gaza tonight
People running for cover
Not knowing whether they’re dead or alive

They came with their tanks and their planes
With ravaging fiery flames
And nothing remains
Just a voice rising up in the smoky haze

We will not go down
In the night, without a fight
You can burn up our mosques and our homes and our schools
But our spirit will never die
We will not go down
In Gaza tonight

Women and children alike
Murdered and massacred night after night
While the so-called leaders of countries afar
Debated on who’s wrong or right

But their powerless words were in vain
And the bombs fell down like acid rain
But through the tears and the blood and the pain
You can still hear that voice through the smoky haze

Se torna l’ uomo forte……

In Anomalie, Informazione, politica on 27 febbraio 2009 at 21:18

Compendio di storia italiana (Giovanni De Mauro)

“Se uno dovesse riassumere in poche righe gli ultimi quindici anni di storia politica italiana potrebbe dire questo: il più caro amico di uno dei leader che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese diventò l’ uomo più ricco, l’imprenditore più famoso, il premier più amato, il leader del partito più votato; il segretario dell’ex partito neofascista diventò presidente della Camera, terza carica dello Stato; uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto Sindaco della capitale; l’opposizione fu sciolta in modo democratico e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista dell’Europa occidentale lasciarono spontaneamente la guida ad un uomo della Democrazia Cristiana, il loro avversario storico; il resto della sinistra si divise così tante volte che alla fine raggiunse proporzioni omeopatiche; a raccogliere l’eredità fu sopratutto un magistrato; intanto in tutto il paese si diffuse il fenomeno delle ronde.
Ma è quello che venne dopo che fa paura.”

(Internazionale n.784)
http://www.internazionale.it

Per aspera ad astra

In musica, politica on 25 febbraio 2009 at 9:53


Non temete non mi sono data alla musica truemetal sorella affascinate del filone ben più corposo dell’heavymetal seppur gli HAGGARD non sono poi così male, pur essendo gruppo musicale tedesco che s’ispira alla musica medioevale con influssi gaelici.
La mia riflessione era piuttosto destinata alla mia “fissa” che sarebbe la situazione politica e socioculturale del nostro paese. Che da noi ci sia un ritorno al medioevo, non ci sono dubbi, seppur a quei tempi ci fossero maggiori aspirazioni e pulsioni verso le “stelle” più che ai giorni nostri, però la strada era altrettanto difficile e cosparsa di trabocchetti .
Certo il difficile è uscire da questa “palta” di emozioni e di “fruizioni” che è la vita culturale e politica del nostro paese. Ovviamente non parlo di fazioni, parlo della vita politica in tutta la sua totalità. Ovviamente essendo io una “materialista storica” comprendo bene che il miscuglio che provoca tanto “oscurantismo” in Italia è una insana coesistenza di fattori che vanno dalle condizioni storico-politico-economiche e “culturali” della nostra mini società in contatto stretto con la “crisi economica sistemica” del mondo liberista. Pertanto inevitabilmente la frase per aspera ad astra è il sunto più appropriato che descrive il futuro percorso della nostra società italica verso il medioevo prossimo futuro.
Ai posteri l’ardua sentenza.

Ringrazio il blog Irlanda per l’ispirazione e per la bellissima immagine delle “stelle”.

Quell’ironia che fa ridere il Presidente……

In Donne, Gruppo di scrittura, Guerra, musica, poesia on 22 febbraio 2009 at 20:08

Suggerito dal post di Annuska su Lettere al Futuro e da un post dell’amico Riccardo Gavioso dalla sua penna che graffia porgo anch’io un contributo alle madri di piazza de Majo e a tutte quelle che per troppo tempo hanno danzato da sole.

Anch’io danzerò con voi…
They dance alone

Perché queste donne ballano qui da sole?
Perché c’è questa tristezza nei loro occhi?
Perché ci sono soldati qui
con le loro facce rigide come pietre?
Non posso vedere cos’è che disprezzano.
Stanno ballando con lo scomparso
Stanno ballando con il morto
Stanno ballando con l’invisibile
La loro angoscia è silenziosa
Stanno ballando con i loro padri
Stanno ballando con i loro figli
Stanno ballando con i loro mariti
Ballano sole, ballano sole.

È l’unica forma di protesta permessa loro
Ho visto le loro facce silenziose, urlano così forte
Se fossero dette delle parole sarebbero scomparse anche loro
Un’altra donna al tavolo della tortura cos’altro possono fare
Stanno ballando con lo scomparso
Stanno ballando con il morto
Stanno ballando con l’invisibile
La loro angoscia è silenziosa
Stanno ballando con i loro padri
Stanno ballando con i loro figli
Stanno ballando con i loro mariti
Ballano sole, ballano sole.

Un giorno balleremo sulle loro tombe
Un giorno canteremo liberi
Un giorno rideremo di gioia
E balleremo
Un giorno balleremo sulle loro tombe
Un giorno canteremo liberi
Un giorno rideremo di gioia
E balleremo

Loro ballano con gli scomparsi
Loro ballano con i morti
Loro ballano con amori invisibili
Loro ballano con silenziosa angustia
Ballano con i loro padri
Ballano con i loro figli
Ballano con i loro sposi
Loro ballano sole
Ballano sole

Ehi Sig. Pinochet
Hai seminato un amaro raccolto
È il denaro straniero che ti sostenta
Un giorno il denaro finirà
Nessun salario per le tue torture
Nessun bilancio per le tue armi
Puoi pensare della tua propria madre
Ballare con il suo figlio invisibile
Stanno ballando con lo scomparso
Stanno ballando con il morto
Stanno ballando con l’invisibile
La loro angoscia è silenziosa
Stanno ballando con i loro padri
Stanno ballando con i loro figli
Stanno ballando con i loro mariti
Ballano sole, ballano sole.

L’amico ritrovato

In Amici on 19 febbraio 2009 at 16:28

Era il 1971, anni in cui essere giovani e belli era facile, quasi doveroso. Non ancora usciti dalla contestazione e le rivolte del ’68, non ancora contaminati dagli anni di piombo.

Eravamo amici in mezzo a tanti altri amici, ma noi lo eravamo di più. Eravamo compagni non nel senso di coppia, ma nel senso politico e nel senso di chi condivide una parte, seppur piccola, di vita.

Ci siamo persi, ritrovati, ripersi. Come il caso ha voluto o come noi abbiamo voluto che accadesse.

Oggi il caso ci ha fatti ritrovare, segnati dal tempo e appesantiti dalle responsabilità e anche un pò o molto feriti come la vita esige che sia, ma comunque gli stessi amici di sempre.

Questa volta però non ci lasceremo disperdere, non butteremo via il dono di esserci ritrovati.

Capisco che la canzone è datatissima e forse non era il tuo vero cavallo di battaglia, ne ricordo altre e migliori, però sicuramente era la canzone che ci suonavi e cantavi più spesso, quindi te la dedico con tutto il cuore…..

Con tanto affetto

Ross (ma tu sai chi ;-))

Effetto Soru

In Anomalie, politica on 17 febbraio 2009 at 23:27

Abbiamo perduto la Sardegna e i sardi. Ma tutti sappiamo che non è colpa di Soru.
L’ex presidente della regione Sardegna è un uomo prestato alla politica (già me ne ricorda un altro) un uomo ricco, (sì anche l’altro, ma lo è molto ma molto di più). Soru ha una grande e quieta passione per la sua terra (la Sardegna) l’altro per le sue aziende di cui non faccio nomi, tanto si sanno.
Soru era una speranza per gli uomini di buona volontà, ma le elezioni questa volta, non per la prima ma nemmeno per l’ultima, premiano un fantoccio di quell’uomo ricco che ha il dono dell’ubiquità, si trova e sparla in tutti i luoghi dove si tengono delle elezioni. Si prende tutto quello che può con la sua faccia da vecchina godereccia, inforcando tutti gli errori della sinistra e pedalando dritto alla meta.
Soru, non ne ha colpa rappresenta solo un partito allo sfascio, che non sa nè leggere e nè scrivere, non rappresenta nessuno tranne che se stesso.
E pensare che Soru rappresentava davvero il nuovo per il PD e pensare che il PD non l’aveva capito, ma chi l’ha capito, il maggior rappresentante del partito avverso, gli ha scavato la fossa.
Ora Veltroni si dimette. In tutti sorge spontanea la domanda: “Solo Veltroni?” Sarà solo lui il responsabile della rovina della sinistra?
Eh no, ne ha il bel pò di colpe, ma non tutte, anzi ne ha solo la sua parte.
L’effetto Soru che sognerei è un bell’effetto domino, cada Veltroni con tutti i filistei e una tessera alla volta…. giù….. giù…. giù…. cadono tutti, i grandi e piccoli dirigenti del partito, quei parassiti che non pensano all’Italia bensì al loro spazio personale, quelli delle pastette, delle clientele, delle correnti, di quelli del dopo di me il diluvio.
Se l’effetto Soru conducesse alle dimissioni non solo di Veltroni ma di tutta l’intelligenza del partito, comprendendo anche Franceschini per favore. Allora sì che sarei felice, allora finalmente ci sarebbe lo spazio pulito per fare una nuova sinistra.

Non resta che…… spogliarci!!!!

In Cinema, Ironia on 11 febbraio 2009 at 23:24

Visto i tempi, duri, la crisi economica galloppante, i licenziamenti, i non rinnovi dei contratti a tempo determinato, la chiusura delle fabbriche e la difficoltà di trovare una qualsasi cosa da fare, suggerisco un’attività per tutti i cinquantenni che non trovano lavoro perchè siamo tutti nella stessa barca, belli o brutti o grassi o magri, muovete le chiappe perchè non resta che…. spogliarci!!!!!!!

Come si puo votare a favore ?

In politica on 9 febbraio 2009 at 22:30

dall’interesssante blog CIWATI una riflessione sul voto

Al di là delle immonde strumentalizzazioni della destra, che finge di accorgersi solo ora del problema, la responsabilità principale del Pd è quella di non aver trovato, in questi mesi, una posizione sul testamento biologico. Sarebbe stato più facile affrontare il dibattito parlamentare e ci sarebbe già una posizione del partito. Ora ci si trova di fronte ad un testo così: «In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a sé stessi». Mi chiedo, in tutta sincerità, come si possa votare a favore. Lo chiedo a Letta, che è persona intelligente. Questa legge, infatti, chiuderebbe la partita del testamento biologico, obbligando alla cura non solo Eluana, ma tutti coloro che si trovano in condizioni analoghe. Sarebbe il contrario di quello che tutti, tranne forse Binetti, nel Pd hanno sempre sostenuto. P.S.: in ogni caso, preferisco che si stia in aula e si voti. Uscire (ancora?!) sarebbe molto triste.

Leggete l’articolo di fondo di oggi di Carlo Federico Grosso sulla Stampa. Leggetelo e capirete che non c’entra nemmeno la distinzione tra laici e cattolici. C’entra la dignità del lavoro legislativo, prima di tutto, che dovrebbe essere la principale prerogativa di chi è eletto in Parlamento. Quando si è eletti, soprattutto in liste bloccate, il vincolo di mandato rimane escluso, ma questo fatto andrebbe interpretato con ancora maggiore cura e attenzione. Vorrei infatti che i parlamentari del Pd, che ho votato tutti insieme, senza poter scegliere, rispondessero a queste banali domande, che sono quelle che Grosso pone oggi. Prima di parlare di vita e di morte, vorrei delle risposte. «Non si è mai assistito a una simile sequenza temporale su di un tema di tanto rilievo»: è vero? E’ vero che si viola l’art. 32 della Costituzione? E’ vero che «costituisce principio di diritto pacifico, riconosciuto da numerose sentenze della Cassazione, che nessuno può essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la sua volontà»? Poiché la Cassazione ha «riconosciuto un vero e proprio diritto individuale a non essere più medicalmente assistiti contro la propria volontà comunque manifestata, è lecito dubitare che il legislatore possa davvero, ormai, interferire, con una legge, su tale situazione giuridica costituita»? Rispondete, altrimenti, questa volta, ci arrabbiamo davvero.

Voto di coscienza o di incoscienza? Perché i deputati del Pd che oggi si dichiarano preoccupati potrebbero esprimere la loro posizione senza necessariamente votare a favore di una legge illiberale e palesemente anticostituzionale. Seguo Francesco, tra l’altro, e ricordo a tutti che cosa c’era scritto nel programma elettorale del Partito Democratico, quel programma che hanno sottoscritto all’atto della candidatura e che ha portato molti milioni di italiani a votarlo: «Il PD riconosce il diritto inalienabile del paziente a fornire il suo consenso ai trattamenti sanitari a cui si intende sottoporlo, così come previsto dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione di Oviedo. Il PD si impegna inoltre a prevenire l’accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico». Poi uno può cambiare idea, può cambiare partito, può cambiare lavoro.

Le parole che si dovrebbero tacere

In Pietas on 8 febbraio 2009 at 6:04

Questi sono giorni assurdi,  frenetici

il nostro paese è squassato, impoverito

dallo scontro sulla civiltà

e le parole si sprecano senza pietà.

Già tutto è stato detto

già si sono giocate mani e mani sopra un corpo inerme

ma dove avete lasciato il vostro volto umano

se vi ergete come divinità sopra un Dio  pietoso?

Chi lo dice che siete voi a sapere

cosa vorrebbe per la sua figlia infelice?

Chi lo dice che è il vostro quell’amore che ci chiede

che è giusta quella legge che imponete.

Lasciatela volare via

e tutto ciò che voleva ed è tutto ciò che potete dare

tacete le vostre parole

la vergogna dovrebbe spegnerle

nessun orecchio le dovrebbe udire mai.

Nina ti te ricordi

In musica on 4 febbraio 2009 at 10:16

Questa sera propongo questo video di due voci storiche, ma che con Venezia hanno ben poco a che fare.
Nel video ci sono foto d’altri tempi, anche queste non hanno nulla a che fare con una canzone composta negli anni ’60  e cantata in un dialetto che con quei luoghi non ha molto a che vedere.
Nella canzone c’è l”immagine  di una Venezia popolare e povera che fa contrasto con le ricchezze dei palazzi sul Canal Grande e delle chiese marmoree , ma anche questa è una parte nascosta della realtà  di una città che  rimane viva e  grande anche o forse proprio per questo.
Venezia  non è solo Piazza S.Marco, colombi che volano, cartoline, maschere e vetro di Murano, non è solo l’immagine stereotipata e patinata che conosciamo che ci conduce a pensare  qui vi alberghi ogni giorno una festa, tra  carnevali, mostre del cinema e ricchi foyer. Venezia è la città nascosta dei portuali, degli operai, dei panettieri, degli ospedalieri, della gente minima che rende possibile e facile la ricchezza altrui. Donne delle pulizie, donne al mercato, insegnanti e camerieri, gente nascosta che non si vede e ai quali non si pensa mai.
Basta girare per le strade al mattino quando è ancora buio, la città è sveglia e si muove, non rumorosa ma viva. E’ a questa umanità che dedico questa vecchia canzone, un’umanità che vagola tra le difficoltà di tutti i giorni  e le possibili soluzioni, gente che viene sempre ricacciata in fondo e nessuno lo sa. Gente che fa la storia interiore di questo luogo e che nessuno ricorda mai.

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