rossaurashani

La morale di Pulcinella. (dedicata a Veronica la mia orsacchiotta)

In Amici, Gruppo di scrittura on 31 gennaio 2009 at 19:40

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A Venezia, qualche giorno prima dell’inizio del Carnevale, il signor Angelo prepara le vetrine con le nuove maschere, che gli erano appena arrivate  e che avrebbero fatto bella mostra sui manichini con i costumi per la festa.

Un vestito d’Arlecchino fatto coi pezzi avanzati di mille altri abiti e la sua maschera nera, rugosa. L’abito bianco e scanzonato di Pulcinella e la sua maschera scura dal naso importante. Il vestito compunto del Dottor Balanzone, una palandrana che nasconde il pancione da pasti luculliani e la sua maschera insensibile. La bella Colombina, locandiera capace, col suo abitino pratico per il lavoro di tutti i giorni e la mascherina vezzosa. E ancora Pantalone che deve sempre pagare, Rosaura che si deve sempre sposare  , insomma ogni maschera una storia.

Nel negozio le Maschere facevano bella mostra in vetrina e il signor Angelo era felice di essere riuscito a sistemare la merce sui manichini così bene da farli sembrare i personaggi di un’opera teatrale di Goldoni. E chiudendo la porta commentò: “Ma guarda come sono belle, sembrano quasi vive, mi dispiacerà di venderle, mi sembrerà di perdere degli amici.”

In effetti le Maschere erano proprio vive e non aspettavano altro che restare sole per sgranchirsi un poco e per parlare un pò del loro mondo. Il cavaliere si avvicinò ad una dama e cominciò con una voce blesa a fare il cicisbeo mentre la signora chiamava a grande voce “Arlecchino vieni qua, Dove sei, mangiapane a tradimento.  Io ti sfamo e tu non ci sei mai quando servi!” Arlecchino “Vegno, vegnooo  so’  qua” e sottovoce ” Cossa vola ‘sta marantega! Io ti sfamo ma mi la fame la go sempre….e tanta anca” massaggiandosi la pancia corre verso la padrona.

Pantalone intanto, guardando la scena borbotta:  “Screanza’ di un servidor, nol fa niente e el vol magnar. Fossi mi el so paron un fraco de bote ghe daria… Questi qua no xe tempi bei, anca i servitori vol parlar, no se pol più sopportar, ringraziarne i dovaria perchè a noi i soldi ne fa paroni”.

Florindo e Rosaura parlano tra di loro fitto fitto: “Cara Rosaura il mio cuore batte solo per te, quando mi sei lontana io provo un dolore, un mancamento…..”

Il Dottor Balanzone pensa ” Se questo qui si sente male io lo posso curare, gli farò dei bei salassi, gli applicherò gli unguenti più costosi, che non fanno bene… però neanche male, così potrò guadagnare un sacco di soldi e me li potrò mangiare alla trattoria del Buso del Nano…. speriamo… speriamo….”

Rosaura si rivolge a Colombina: “Amica cara, avresti mica, per caso, una pezza di seta da prestarmi per il mio corredo” ovviamente sicura di non poterla restituire  e sottovoce: “Tanto Pantalone non vivrà in eterno,  io sono la sua  pupilla e i suoi soldi prima o dopo saranno miei…”

Nell’angolo della vetrina sta accucciato Pulcinella guarda tutto e tutto sente e con il suo solito modo di fare di mascherina avezza alle cose della vita, scuote il capo e dice :

” Ca’ nun ce sta’ nisciuno con un piezz’e core, nun ce sta’ rispetto, nun ce sta’  l’ammore, nella loro testa ci stan solo gli spicci.” Poi con un salto da guitto si mette a poetare:

Io che non ho soldi

e niente da mangiare

passo le giornate a ridere

e ancora di più  a cantare.

Divido con gli amici

se ho un tozzo di pane

son libero dagli impicci

d’esser servo nel reame.

Guardate questo vivere

dove siam tutti noi

a volte ci par d’essere

davvero degli eroi.

Inutile combattere

tentare una scalata

dovrai comunque attendere

a’ da passa’ a’ nuttata…..

La morale di Pulcinella è semplice e diretta : la vetrina con le maschere  è la vita degli esseri umani, tutti si dan da fare per i propri interessi, mai nessuno che pensa all’altro con altruismo, essendogli solidale. Pulcinella da buon napletano, sa che la vita è breve e va vissuta con allegria e leggerezza, inutile crearsi problemi quando la morte arriva è una “pialla” che rende tutti uguali, belli e brutti, ricchi e poveri, vecchi e giovani e da lì ci passiamo tutti.

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  1. ciao Franca ti volevo dire grazie x la favolae x tutto il resto!!!!!t.v.t.t.b.vera..la tua orsacchiotta

  2. Cara Veronica, è da un bel pò che non ci vediamo e come sai mi manchi molto, sopratutto mi mancano i tuoi abbracci, mi sa che la prossima volta che ci vediamo staremo abbracciate per un bel pò così ci togliamo la voglia di fare le orsacchiotte. Un bacione grosso grosso a te a A. a N. e alla grande e bella M.T.
    Ross

  3. sapete che carnevale è la festa più bella del mondo quindi non dobbiamo pensare solo a noi ma anche ai bambini di haiti.Quindi vi prego aiutateli

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