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Una favola dimenticata (dedicata a Biri un altro dei miei angeli)

In Amici, Gruppo di scrittura on 24 gennaio 2009 at 18:30

C’era una volta una favola, effettivamente era un pò vecchiotta, ma quasi nessuno oggi se la ricorda. Perchè? Vallo a capire. Sarà forse che oggi i giocattoli sono dei “cosi” elettronici privi di cuore.
Invece in questa favola i giocattoli avevano un cuore e fu così che il soldatino di piombo si innamorò della ballerina di carillon, mentre lei lo guardava da distante.
Poi le cose andarono male, il soldatino perse una gamba e fu gettato dalla finestra in strada, sotto un potente acquazzone.
Il bimbo lo sostituì con un giocattolo più nuovo e sofisticato, ma i due innamorati a distanza furono separati (quasi) per sempre.
Nella favola il soldatino, dopo tante avventure dentro all’acqua del tombino e l’attraversata dei cunicoli della città finì nella bocca di un pesce e dopo essere stato acquistato al mercato ritornò a casa del bambino e finì sulla mensola assieme alla ballerina.
Purtroppo nella nostra storia al bambino non piaceva il pesce e pertanto il soldatino non potè tornare  mai sulla tavola di quella casa, quindi dobbiamo inventarci un finale che possa rimettere  insieme gli innamorati delusi.
Nessuno pensò mai di seguire la storia della povera ballerina di carillon che a pensarci bene, messa nella posizione della piroetta, sembrava anche lei senza una gamba.
Quando il bambino di casa se ne accorse ( non doveva essere molto simpatico, non mangiava il pesce e non sopportava i portatori di handicap) strappò la ballerina dal suo piedistallo e la scaraventò fuori dalla stessa finestra sul selciato della stessa strada.
La ballerina si sporcò tutto il tulle della gonna, ma anche se spaventata non perse mai il suo dolce sorriso, a dire il vero sembrava le fosse dipinto sulla faccia, comunque  fu notato da una donna strana che da noi viene chiamata ” barbona” anche se poi nella verità la barba non ce l’ha.
Raccolse dalla strada la ballerina senza carillon e se la portò nel suo tugurio (che a dirla così può sembrare una casa presa male, ma in questo caso significa più propriamente un capanno squinternato con tante prese d’aria per far passare il vento).
La nostra ballerina, un pò sottosopra, fu messa ad asciugare sopra lo scatolone comò della vecchina barbona, proprio vicino ad una candela accesa che fungeva da lampada e da riscaldamento.

La barboncina (non so se si può dire) se la cullava con gli occhi ed era così felice di aver compagnia che pensò fosse il caso di festeggiare. Perchè non andare al mercato a recuperare gli avanzi e cucinare un piatto succulento?

Uscì e tornò tutta felice: aveva trovato un pesce intero che avevano buttato causa la  forma strana della sua pancia gonfia. Ma guarda i casi della vita, era tutta colpa di un soldatino di piombo messosi di traverso ad un pesce che finì lesso.

Dopo cena,  la barboncina ripulì  il soldato amputato e innamorato e lo posizionò accanto alla ex ballerina di carillon, ecco il gioco era fatto, l’amore riunito e la compagnia aumentata.

La nostra signora barbona, dopo tanta cena, pensò fosse il caso di fare un sonnellino, ma non volle spegnere la candela, per non lasciare al buio i suoi nuovi amici. Purtroppo, non conosceva le norme antincendio e la legge sulla sicurezza, pertanto quando la candela si consumò,  il cartone s’incendiò e bruciò il tugurio in un attimo.

La nostra vecchina riuscì appena appena a salvarsi, ma non riuscì a salvare i suoi due nuovi amici. Ciò che rimase del soldatino e della ballerina in  mezzo alla cenere fumante, fu solo un piccolo cuoricino di metallo e plastica fuso a dimostrare che i giocattoli di una volta, come dicevo all’inizio hanno un cuore.

E’ finita male vero? Avete ragione, ma non finiva meglio nella casa del bambino e così ho preferito lasciare i nostri due innamorati alla loro intimità almeno per la durata di un tozzo di candela. La barboncina li pianse a lungo stringendo tra le mani il cuoricino fuso, lei sì che sapeva apprezzare i vecchi giocattoli con un cuore, come d’altro canto faccio io che mi ricordo sempre  della favola di quel povero soldatino e di quella ballerina senza gamba.

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