rossaurashani

Prezzemolino (favola dedicata al piccolo Nicola)

In Amici, Gruppo di scrittura on 23 gennaio 2009 at 16:55

Che Prezzemolino fosse un bambino intelligente, nessuno lo poteva dubitare, sapeva leggere e scrivere ancora prima di andare a scuola.

“Bravo Prezzemolino”  diceva la maestra dell’asilo ” Bravo, bravissimo” ripetevano i genitori dei compagni di classe. Ragion per cui il nostro bambino stava diventando un pò troppo “montato” , si gongolava ai complimenti degli adulti con un’aria soddisfatta e si comportava con gli altri bambino in modo tanto antipatico da non trovare alcun amico con cui giocare.

Intanto Prezzemolino cresceva ed arrivò il tempo della scuola elementare. I genitori che gli volevano bene, ma che si accorgevano che non aveva amici, pensarono di iscriverlo in una scuola modello, dove avrebbe potuto trovare altri bambini come lui. Chissà mai che smettesse con quel comportamento così pieno di superbia. Ma Prezzemolino moltiplicò ancora le sue strane maniere, rendendosi antipatico anche  agli insegnanti che mal sopportavano la sua aria di superiorità.

Un giorno, dopo aver maltrattato il suo compagno di banco perchè aveva sbirciato nel suo quaderno, per vedere che disegno avesse fatto, il nostro bambino insolente, strappò la pagina col disegno e la gettò appallottolata nel cestino della carta straccia.

Lui non accettava mai nessuna critica  e si faceva vedere sempre indifferente, quindi rimase davvero sorpreso quando, alla notte, trovò seduto ai piedi del letto un vecchietto dal viso  serio, che scuotendo la testa, svuotò tra le sue coperte un cestino pieno di fogli appallottolati.

Prezzemolino, preso dall’ansia, incomincio a cercare ossessivamente e sempre con maggior angoscia il suo disegno, tra i fogli accartocciati sul suo letto, ma malgrado i suoi sforzi le palle dei fogli bianchi si moltiplicavano sempre di più e il povero bambino sempre più stanco e sfiduciato disperò di riuscire nel suo intento.

Così la mattina si levò dal letto stanchissimo, con le braccia che gli facevano male e gli occhi che si chiudevano dal sonno. A scuola non riusciva a tenere gli occhi aperti e la sua attenzione era tutta dedicata al pensiero del disegno finito nella carta straccia.

Passarono i giorni ed il vecchietto tornò ogni notte a portare il suo carico di palle di carta ed il bambino continuò a cercare il suo disegno. Ogni mattina era più stanco, e il suo disegno non si trovava mai.

A scuola gli insegnanti lo vedevano mezzo addormentato, distratto e senza voglia di rispondere e i brutti voti cominciarono a fioccare. Nessuno più diceva: “Bravo Prezzemolino” e tanto meno “Bravo, bravissimo” e in proporzione al rendimento che scendeva, la popolarità di Prezzemolino, presso i suoi compagni di classe aumentava, perchè tutti erano preoccupati per lui, insomma finalmente sembrava anche lui un bambino come gli altri.

Un pò alla volta il nostro superbone se ne accorse e malgrado la stanchezza per le notti agitate, prese a giocare e a parlare con gli altri ragazzini e alla fine si accorse che gli piaceva avere amici e che agli amici, incredibilmente, piaceva averlo come compagno di scuola.

Un giorno il compagno di banco maltrattato, che ormai era diventato il suo amico più caro, gli chiese come mai al mattino fosse così stanco e provato, allora Prezzemolino spiegò l’arcano, ogni notte cercava quel maledetto foglio che mai riusciva a trovare in mezzo a quella marea di fogli appallottolati. Il compagno rimase un momento perplesso, ma poi fece un grande sorriso , mise una mano nella tasca e fece uscire come d’incanto il foglio lisciato del disegno cestinato alcuni  giorni prima da Prezzemolino e con un gesto di invito a prenderlo glielo restituì.

Il bimbo rimase di sasso: “Ecco dov’era!”  Ma che importava, ora gli interessava  solo che il suo compagno di banco gli fosse amico e così il resto della classe. Restituì il disegno tanto cercato al ragazzino e contraccambiò il sorriso.

Inutile dir che da quella notte il vecchietto della carta straccia non si fece più vedere . Prezzemolino dormiva profondo, come un ghiretto e alla mattina si alzava felice di andare a scuola certo di ritornare ad essere un bravo scolaro, ma anche di rimanere un ottimo compagno di giochi per i bambini della scuola.

Si scordò per sempre la superbia che dalle mie parti a volte si chiama anche grande antipatia.

Morale della favola?

Non saprei!

Qualcuno mi suggerisce che forse non si dovrebbero mai buttare i disegni nel cestino dei rifiuti, ma a me sembra una morale un po’ restrittiva……. 😉

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  1. Morale della favola (molto bella tra l’altro, complimenti ;))? Secondo me, che bisogna dire ai nostri figli che essere “overachiever” come dicono qua, ovvero ossessionato dai risultati, in realtà non porta da nessuna parte. Un buon esercizio di umiltà, sia per genitori esigenti ed ossessivi che per figli stressati 😉
    Buon weekend!

  2. Tu sei una cantastorie mancata ^_^
    Perchè non ti metti a fare la menestrello in giro per l’Italia?
    Ti voglio un mondo di bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Lisa

  3. Ehi, sei in vena di racconti, ma scusa cambia lavoro, questo sicuramente ti renderebbe molto più serena e perche’ no più leggera.
    Complimenti sono bellismi devi farne una raccolta.

  4. Posso unirmi al ristretto (ma qualificatissimo) coro di complimenti? Ogni giorno di più, ogni volta che scrivi (o che commenti sui miei blog) scopro una nuova sfaccettatura della Ross o della luciindescai che dir si voglia. Una donna sorprendente, un pò fata un pò strega, mai banale, sempre affascinante (cerebralmente e non solo i presume). Che dire. Grazie ancora di esistere. P.S.. Scusami per il ritardo con cui ho editato il tuo commento di stamattina su Villari ma sono rientrato a casa solo da poco. Perdonato?

  5. Ehi una claque così nessuno se la sogna:-) . Se devo essere sincera, ma qualcuno del coro già mi conosce, sono una bambina un pò passata e probabilmente non cambierò mai, è rimasta imprigionata dentro di me la testa da bambina sognatrice che avevo a cinque sei anni, non è proprio edificante, ma è così e mi adeguo. Le storie mi piacciono e avrei tanto desiderato avere qualcuno che me le raccontasse…. quando ero bambina eh mica da grande….. perchè da grande invece l’ho trovato… ma non è la stessa cosa 😀
    La favola è un modo per confessarsi e per invitare qualcun altro a riflettere, i bambini hanno delle intelligenze furbe e capisco molto bene i messaggi in questo caso il messaggio ha un destinatario, un’intelligenza vivacissima,forse anche troppo…. ma anche un bambino intelligente può sbagliare bersaglio e se una favola può servire…..

    @ Nomadus
    non temere saresti da perdonare anche se solo ti prendessi giustamente il tempo per andare al cinema o leggere un libro, se poi è per lavorare, chi più di me può capire?! Grazie per le belle parole (ricambierò 😉 )

    Ciao a tutti Ross

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