rossaurashani

La favola di Angelo

In Amici, amore, auguri, Gruppo di scrittura, poesia on 22 gennaio 2009 at 1:35

C’era una volta un prato bellissimo, pieno di fiori e di piccoli insetti che intrecciavano i loro percorsi e le loro voci, con gioia e vivacità. Ogni giorno venivano le farfalle arcobaleno, che cercavano i fuori più belli che si intonavano con i loro vestiti.

I bambini che passavano non potevano fare a meno di rotolarsi sull’erba e di fare capriole, lì l’erba era davvero verde e morbida e l’aria profumava di sole e  i bambini si sentivano amati e felici.

Un giorno passò lì vicino il Mago Boscoscuro, un tipo particolare, triste e molto invidioso. A sentire le voci allegre dei bambini e a vedere tutta quella luce e quei colori, decise di prendersi la sua soddisfazione e usando il suo peggiore sortilegio, decise di rovinare la bellezza e la gioia di quel prato.

Raccolse tutte le nuvole più tumultuose e nere del suo cielo e le imprigionò con un malefizio proprio sopra quel magnifico prato gioioso. La tempesta allontanò tutti i bambini di corsa, calpestò tutti i fiori più belli, spezzò tutti i fili d’erba, spazzò via  il ronzio degli insetti che si nascosero sottoterra e strappò le ali alle farfalle.

Per giorni e giorni il terribile temporale spezzò tutti i rami , strappò i germogli e la vita dal quel luogo che era stato così felice ed amato. Il buio si depositò sulla terra e nulla più poteva avere vita, nulla sarebbe potuto crescere ancora sotto la coperta del male.

Col passare del tempo i bimbi crebbero e si scordarono del prato felice che aveva fatto parte della loro infanzia.

Ma un giorno passò lì vicino un Angelo, un cosino davvero speciale,  due occhietti dolci e furbi nello stesso tempo, un sorriso contagioso e tanti riccioli neri. Vide il prato e si ricordò tutto….. pensò a quanto bello era giocare sull’erba morbida e profumata, fare le capriole, ascoltare musica, mordere una mela, pensò che lui su quel prato ci era già stato ed era stato molto felice.

In effetti quell’Angelo si ricordava della sua vita terrena che era stata luminosa e piena di amore, ma adesso quel luogo era triste, era arido e senza vita e il piccolino non poteva accettare di passare e di lasciare così tanta distruzione dietro di sè.

Pensa e ripensa, si ricordò che quando da piccolo le cose non andavano per il loro verso,  la mamma e il papà gli avevano insegnato che un sorriso avrebbe risolto tutto, sgarbugliato un terribile malefizio e allontanato le nuvole nere dei pensieri disperati.

Il piccolo Angelo s’illuminò del suo sorriso migliore quello che usava  per la sua mamma e il suo papà, il sorriso che parlava da solo, senza usare neanche una parola. E il cielo si squarciò, i lembi neri delle nuvole si sciolsero al sole che fece capolino da un lato del cielo, gli uccelli si misero a cantare e le api laboriose svolazzarono in cerca di fiori. Ma quel prato era ormai un pezzo di terra fredda e abbandonata….. l’Angelo sorridente non si scoraggiò e con i suoi piedini nudi saltellò sulla terra inerte ed ad ogni passettino questa  riprese vita e l’erba ed i fiori sbucarono con i loro mille colori brillanti.

L’Angioletto rideva  e rideva, ormai sapeva che il prato sarebbe diventato un luogo speciale, bellissimo, sapeva che la vita sarebbe tornata e che avrebbe parlato a tutti anche di lui, le sue alucce si stesero nella calda luce del sole, il suo volo che somigliava a quello di una farfalla indecisa,  lo portò in alto nella luce dorata del giorno.

Una polvere scintillante discese sul mondo e molti occhi si girarono verso quella luce, una mamma e un papà si presero per mano  e pensarono ad un bimbo dai riccioli scuri, sentirono il gorgoglio della sua risata,  e tra le lacrime compresero che quella vita che era in loro era il dono di quell’Angelo sorridente, mai fu fatto dono più bello, mai ci fu una storia più bella che parlasse  dell’eterno ritorno.

Angelo ormai aveva il suo posto, il suo giardino era il luogo più bello perchè era stato pensato e curato per lui, Angelo posò il capino sull’erba e si addormentò,ormai il più era fatto, ora poteva riposare.

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  1. Brava brava e grazie cara amica Ross, racconti le favole con cuore e simpatia pari del miglior Esopo, sarà una delle mie favorite da raccontare alla mia nipotina e son certo che l’ANGELO da te menzionato quando l’ascolterà raccontata dal suo papà gli spunterà un sorriso radioso e gioioso da rallegrare tutta la casa. un grosso abbraccio Adriano

  2. BELO, BELLO, TUTTO QUA ANCHE I FIORI SONO BELISSIME ..
    SONO PASSATA PER CASO E MI PIACE IL TUO ARTICOLO ..UN AUGURIO DI BUONA SERATA ..ELLY

  3. A leggere il tuo commento ho pensato che se la favola piace ai nonni vuol dire che piace anche ai bambini…..
    Non sono Esopo sono solo una mamma che non le piaceva raccontare le solite favole al suo bambino e pertanto ne inventava di tutti i tipi. Alcune erano delle proprie serial history, delle quali mi dimenticavo sempre a che punto ero arrivata, ma non c’era da preoccuparsi lui e le mie nipoti lo sapevano perfettamente e mi correggevano se sbagliavo nomi e mansioni dei personaggi.
    Ora aspetto il nipotino, ma come si sa, Angelo lo è virtualmente come lo è Alessandro e per lo stesso motivo Carlo è il mio fratellino web 😀 e pertanto anche se solo da zia, mi ridarò alle favole.
    Un grande abbraccio anche a te Adriano cuore d’oro
    Ross

  4. Bellissima.

    Un sorriso con gli occhi lucidi (annebbiati)

    Carlo & C.

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