Mario

Pole la donna permettirsi di pareggiare coll’omo?

In Berlinguer, Donne on 7 dicembre 2008 at 19:39

Dall’animata discussione sorta dal post sulla frase della Beauvoir,  che additava la cultura e la società come causa del “concetto” di donna nel tempo. Oggi propongo il concetto di donna di Cioni Mario. Tratto dal film “Berlinguer ti voglio bene” guardate  lo spezzone “Il dibattito” e poi basta con la tombola, sospensione di ricreativo, principio avviare il Culturale, tema del dibattito “Pole la donna permettirsi di pareggiate coll’omo?”…..

Almeno così avremo un’idea più chiara della condizione della donna nella società italiana (o toscana) che poi è la stessa cosa. 😉

Annunci
  1. spero vivamente di non raggiungere il pareggio
    Annuska

  2. hahahaha comprendo bene perchè!!!!

  3. Ehi voi due a cosa alludete?

    Prim

  4. Ma cos’è questo dialogo criptico? 😀
    Che bel flashback, quel film nonlo vedo da un millennio almeno (così sembra il tempo che passa…). Insomma, Ross, vuoi proprio scatenare un’altra infiammata discussione? 😉

    Riflettendobene sulla nostra precedente discussione mi chiedo (isomma, le acque le devo sempre un po’ agitare, io) se in realtà noi donne non ci siamo un po’ “rassegnate” alla nostra situazione. Ovvero, le difficoltà quotidiane sono a volte insormontabili e ci si chiede: ma chi me lo fa fare?

    Un esempio pratico: dopo anni ed anni in cui ho cercato di districarmi tra lavoro vero e proprio e lavoro di cura, mi sono resa conto senza alcun dubbio di aver rinunciato ad una carriera e a delle soddisfazioni in campo lavorativo per semplice, pura praticità. Per dirla chiara: è stato più semplice così. E la scelta l’ho fatta io perché (ovviamente) avevo lo stipendio più basso.
    Ciò avviene quotidianamente in tutto il mondo.
    La situazione sembra impossibile da ribaltare.

    Rassegnazione?

    Scatenatevi 😉

  5. Cara Martina, non dirle a me certe cose….. ho cominciato una lenta risalita da quando a 14 anni sono andata a lavorare, perchè una donna non serve che studi, a che gli serve l’istruzione? Sono 43 anni che lavoro e che subisco lo stato di donna in questa cultura e in questa società. Ho faticato, studiato alle serali, pagato ogni mia velleità di tasca propria, mi sono aperta una strada che mi ha portato ad avere un figlio al di fuori del matrimonio, mantenendolo e avendone la totale responsabilità, ho sposato un uomo che ad ogni passo della mia carriera mi faceva presente che la mia sola responsabilità era la famiglia ed il resto non doveva avere senso. Sono rimasta vedova e ho continuato a prendermi sempre tutte le mie responsabilità e avanti avanti avanti…. Credi che ci sia mai stato qualcuno che mi abbia chiesto qual’era il mio sogno e perchè non lo avevo realizzato? No, nessuno. Non voglio essere amara, perche dalla vita mi sono presa tutto quello che potevo, ma dire che noi donne abbiamo anche solo una possibilità di pareggio (come dice Annuska 🙂 ) è una velleità. Ci prendiamo solo quello che questa società maschilista ci concede e forse per follia qualche volta, un poco di più. La donna… la donnna… la donna…… o l’OMO? questo è il riassunto di tutto, almeno questo è il mio vissuto e mi sono adattata, anche se sapevo di valere di più di quel che potevo dimostrare, anche se avrei potuto avere un’altra posizione nella scala sociale. Sono stata solo una donna che lavora, con un figlio da mantenere, un ottimo figlio forse perchè sono stata brava anche io, ma sicuramente sopratutto perchè i geni provengono quasi certamente dal padre 😉 e forse questa è l’ultima presa in giro.
    Ma sorrido perchè sono abbastanza vecchia per ritenere la mia emancipazione e la parità dei diritti, nel mio vissuto personale, non più prioritari.
    Le scelte le facciamo noi, ci mancherebbe, vuoi che siano agli altri a prendersi questa responsabilità, impossibile 🙂
    Se tu arrivassi a pensare che tutto ciò non è una tua scelta ti accorgeresti di quel glass ceiling di cui mi parlavi e che non fa niente bene al nostro morale.
    Un abbraccio molto ma molto comprensivo Ross

  6. Un abbraccio anche a te Ross, la tua storia di fatiche e dolori quotidiani è esemplare. Ho anche scritto da altre parti che non penso di aver fatto molte scelte nella mia vita, sono sicura che molte scelte siano state fatte anche per noi. E nel mio caso aggiungo (e do’ la colpa) anche le nostre madri, che hanno vissuto in una generazione in cui la donna era meno che niente e ci hanno fatto crescere con questa convinzione.

    A volte vedo delle donne che “ce l’hanno fatta”, hanno sfondato il glass ceiling, hanno posizioni di carriera e pure dei figli, e mi chiedo come abbiano fatto: approfondisco, e scopro che i figli glieli ha cresciuti qualcun altro (madri, suocere, nannies o addirittura qualche -raro- marito che ha deciso di fare il casalingo) e che sempre, sempre, sempre non hanno fatto compromessi: o la carriera o il lavoro di cura. Non ci sono vie intermedie.
    La tristezza più enorme è che queste sono eccezioni. La vita, quella vera, impostata su stampi maschili di società, non è compatibile con la vita che coinvolge famiglie e figli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: