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Occhio per occhio, diventeremo tutti ciechi……

In Guerra on 25 dicembre 2008 at 21:42

Ora che il giorno di Natale è quasi alla fine, vorrei che riflettessimo anche su questo Natale e non ho parole da aggiungere

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Auguri sperduti nella rete.

In amore, auguri, personale on 21 dicembre 2008 at 12:54

Questo è il post più personale che un blog abbia mai ospitato, se sarà letto dalla persona alla quale è destinato, sarà un messaggio di augurio chiarissimo e sopratutto non fraintendibile, per gli altri che non ne sono i destinatari….. beh abbiano pazienza,  il mio augurio vale anche per loro, con tutto il mio cuore.

Post:
Ho passato molti tipi di Natale e anche di Capodanno, alcuni felici, anzi felicissimi popolati di parenti, amici, bambini che ti corrono tra le gambe, pacchetti da aprire sotto l’albero pieno di luci e purtroppo,  alcuni altri tristissimi, mesti e incredibilmente  senza senso.
Questo sono per me i prossimi giorni di festa, mesti e senza senso, facile resa dei conti,  evidente bilancio fallimentare di un periodo della vita, ma comunque parte di una vita che va giudicata nella sua totalità e che avrà comunque il pregio o il difetto di essere appassionatamente vissuta.
Malgrado questo, avendo fatto una promessa a me stessa e non solo a me, di non entrare più nella tua vita  e di mantenere il mio profilo basso e possibilmente silente, inserisco questi auguri nella rete in modo che siano raggiunti solo se ricercati, se non lo saranno si sperderanno negli anfratti bui di questo mondo virtuale senza lasciare traccia come è giusto che sia.
Auguri per tutto quello che vuoi oggi e che vorrai domani,
Auguri di trovare finalmente e definitivamente il tuo posto, il luogo dove stare e dove poter tornare,
Auguri di ritrovare te stesso, senza inutili infrastrutture, senza ma e senza se e finalmente senza discriminanti,
Auguri di amare e di amarti senza preconcetti e senza difese,
Auguri di trovare la forza per progettare e ricostruire il tuo futuro,
Auguri di ritrovare la tenerezza e la generosità del tuo cuore ferito,
Auguri di trovare una famiglia che possa riempirti l’anima e la tua solitudine,
Auguri di ritrovare il mondo che vale intorno a te, tutti gli amici e i conoscenti che ti hanno dato senza chiederti niente in cambio,
Auguri di saper riconoscere e di saper separare le cose belle ed importanti, da quelle che luccicano e che si spengono a festa finita,
Auguri di gettare l’ancora nel porto giusto e di scendere a terra senza aver più desiderio di ripartire,
Auguri di trovare le parole che non hai detto mai e che hai sempre cercato di ricevere dagli altri,
Auguri di fermarti con il cuore e non con la ragione, di scordarti l’orgoglio a favore della resa, di cedere  l’onore delle armi a favore delle tenere carezze, di donare la cosa più importante che possiedi senza chiederla indietro e alla fine ti auguro di ricevere la cosa più importante che possiederai per tutto  il resto della tua vita.
Con immenso affetto
da chi tu sai o da chi tu vuoi che io sia.

Per nascere son nata. (Primlug)

In Amici, auguri on 18 dicembre 2008 at 16:26

Per nascere son nata

 

 

In questa frase di Neruda c’è il senso della vita. Per nascere sono nata, il resto lo devi riempire tu. Ci saranno giorni tristi e giorni allegri, giorni grigi e giorni colorati, momenti di euforia e di abbandono. Come momenti di noia, di intolleranza. Ci sono e ci saranno, perché sei viva. Siamo tutti sullo stesso treno, ma ognuno con il proprio biglietto. Un’amica festeggia, oggi, il suo primo vagito. E’ una persona sensibile, leale e sincera e le voglio regalare una frase:

che gli uccelli dell’ansia e della preoccupazione  volino sulla tua testa, non puoi impedirlo; ma puoi evitare che vi costruiscano il nido. E ricordati che: ciò che per il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo   chiama farfalla.

Buon viaggio.

Prim

C’è un tempo…… per tutto.

In Amici on 18 dicembre 2008 at 0:12

Dedicata ad un’amica nel giorno del suo compleanno. Auguri 😀

Dall’Ecclesiaste 3 (uno dei più bei brani che l’uomo abbia mai scritto):

1) Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2) C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3) Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4) Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5) Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6) Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7) Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 ) Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Tu lo sai che esiste anche un tempo semplicemente per tornare……

Rimestando tra i ricordi….

In Amici on 17 dicembre 2008 at 23:45

Cara amica, fra poche ore sarà il tuo compleanno, e proprio per questo nel cercare una piccola sorpresa da farti, mi sono venuti in mente alcuni ricordi un pò tristi, di compleanni non festeggiati, di auguri non ricordati…..

Ora magari il tutto ti sembrerà comune e scontato, ma credo che nei momenti più difficili, nelle giornate più buie sapere che qualcuno pensa a te e che magari sta organizzando una festa a sorpresa per i tuoi magnifici  …….. anni,  può fare la differenza.

Tu sei una carissima amica, conosciuta in un posto irreale, ma pur vero,  abbiamo avuto simpatia immediata, comunanza di idee, abbiamo parlato e parlato all’infinito, ci siamo raccontate cose nostre belle e brutte, le abbiamo condivise,  abbiamo gioito per i successi e pianto per le avversità,  abbiamo tenuto aperto quel filo che ci consente di comunicare a sensi alterni e di comprendere.

Fra un pò dovrai  esprime un desiderio spegnere le tue candeline, stando attenta di spegnerle tutte anche se cominciano ad essere un numero ragguardevole 🙂 , alzare il tuo bicchiere e brindare con me che la vita ti sia lieve e che i sogni riprendano a levarsi leggeri come farfalle, ti voglio bene

Ross

Amore e bacio saffico sull’acqua…..

In Anomalie, Donne, Ironia, Vaticano on 15 dicembre 2008 at 21:48

Qualche giorno fa postai “la settimana di GiPi” col titolo Lago Ameno del Vaticano dove si raccontava un sogno dell’autore  ambientato nel luogo dove, un tempo,  si trovava il Vaticano, mentre al momento,  c’era un lago pacifico con acque pulite e tiepide, con paperelle e una coppia gay che si baciava.

Oggi, in pratica ho vissuto qualcosa di simile, in un luogo che non aveva la stessa qualità ma forse uguale bellezza.

Io abito in una città storica, forse tra le più belle d’Italia, una città abituata alla tolleranza, anche se forse abitata da gente un pò sopita o meglio sorniona ed addormentata.

La giornata era pessima, pioggia battente, vento tagliente, acqua alta almeno per l’ 80% delle strade.  Gente infleddolita, bagnata, forse un pò malinconica e depressa. Dopo una mattinata con i piedi a mollo a tirar su col moccio l’acqua che entrava da una paratia, tornavo distrutta verso casa,  difficoltà con i mezzi acquei perchè venivano bloccati in alcuni punti dall’acqua troppo alta, insomma a piedi e bagnata, con uno stato d’animo pessimo .

Entro in un potile aspettando il mezzo per attraversare il canale, sognavo di levarmi gli stivali e di cancellare tutti i problemi che in mattinata si erano messi in coda per infastidirmi…… proprio allora in mezzo al pontile due donne di mezza età, probabilmente turiste, propabilmente dimentiche di chi le circondava si sono scambiate un dolcissimo bacio pieno di abbandono e di passione sedata che mi ha tagliato il fiato.

Ero certa che fossero due donne,  si vedeva chiaramente, attorno a loro la solita popolazione di questa città, vecchietti e signore di una certa età come me. Mi sono guardata intorno, erano state notate, qualcuno le guardava per la stranezza del caso,  ossia un bacio in mezzo alla gente, non un fugace segno d’amore, ma un potente pegno d’amore agli occhi di tutti.

Sciolte dal bacio tornarono sole, la gente riprendeva i propri  pensieri, qualcuno non voleva osservare per non far pensare di violare la loro intimità, altri guardavano da un’altra parte con il viso pensoso.

Ci sono dei casi in cui io mi sento di  amare  profondamente questa  città, che forse per la sua storia millenaria che l’ ha messa a contatto con popoli, civiltà, usi e costumi diversi,  dove il suo governo non era dato al potere dogale, ma a un consiglio di dieci saggi,  che veniva chiamata repubblica e lo era per davvero, dove il Papa non poteva usare il suo potere, dove la massima autorità religiosa veniva eletta dallo Stato,  proprio per questo si trova ad essere libera e tollerante.

Ecco,  io la amo questa città proprio quando  è  simbolo di tolleranza e di  garanzia delle libertà personali.

Pensate riusciamo a concedere anche ad una marea di omini di verde vestiti, di scorazzare per le nostre strade,  gridando ” Padania libera” e sperando di ottenere come capitale la nostra straordinaria città. In quel giorno sui fili della biancheria di molte case appaioni magliette stese ad asciugare con i colori della nostra bandiera, in ordine preciso e in qualche caso il tricolore rubato ai ricordi del nonno.

In genere non amiamo particolarmente il tricolore ma amiamo ancora meno le invasioni barbariche,   siamo un popolo strano che il giorno dopo la verde invasione ritira il “tutto” ed espone il Gonfalone, con il solito leone alato che sembra sorridere  da una infinità di tempo, ma che nasconde nelle fauci uno sberleffo infinito.

Le cadute del PD

In Gruppo di discussione politica., politica, Sinistra e dintorni on 14 dicembre 2008 at 21:11

C’è ancora spazio per un partito riformatore, alternativa di governo?

Il PD, dopo le elezioni, ha perduto lo slancio di rinnovamento che aveva dimostrato nella campagna elettorale. Non si sono fatti passi in avanti significativi verso la definizione di una identità nuova e forte. Al contrario hanno ripreso piede i personalismi dei leader, le manovre interne, sono fiorite (si fa per dire) le correnti. Si sono consolidate le cordate, i gruppi chiusi del potere nazionale e locale.

La forza della legittimazione democratica per il nuovo partito, che l’attuale gruppo dirigente, in tutte le sue componenti, giustamente cercava – ed ha ottenuto – attraverso le primarie, é stata in misura notevole vanificata, in modo sostanzialmente analogo a come é stata vanificato, due volte, il mandato ricevuto dall’elettorato a governare il paese.

La manifestazione di Roma del 25 ottobre ha dimostrato che esiste ancora una forza di massa che non si rassegna alla restaurazione berlusconiana, che è capace di esprimere le attese e le speranze di una parte consistente della società, ma il partito è palesemente inadeguato a recepirla e a tradurla in proposta politica.

La enfasi iniziale sulla democrazia e sul rinnovamento è stata messa in sordina, gli organismi eletti sono risultati alla prova dei fatti – ma era già ben prevedibile fin dalla loro creazione – pletorici ed ininfluenti, le logiche oligarchiche hanno ripreso il sopravvento. In conseguenza l’entusiasmo iniziale si è di molto affievolito, la credibilità del partito è caduta, il suo consenso sociale si è indebolito.

Sta cedendo la seconda linea

Dopo esserci giocati il governo, stiamo bruciando anche la “seconda linea”, quella della costruzione del partito nuovo della democrazia italiana. Continua la pervicace, inverosimile sottovalutazione del pericolo, continuano le vertiginose incertezze strategiche, si allargano i vuoti di presenza politica. Questa particolare “conformazione antropologica”, socialmente e culturalmente statica, che guida il partito a tutti i livelli sembra non volere o non potere andare oltre questo quadro negativo foriero di altre sconfitte.

E anche la terza…

Con la “seconda linea” sta saltando anche la “terza linea”, cioè l’insediamento nel potere locale, la più grande riserva di risorse del PD, mai venuta meno anche nei tempi difficili. La sconfitta di Rutelli, il ritiro di Cofferati da Bologna, le sparate assurde di Cacciari, le estemporanee prese di posizione di Chiamparino, la permanenza di Bassolino oltre ogni limite di decenza sulla poltrona di presidente della Campania, hanno un forte significato simbolico: indicano la fine della speranza di costruire una politica nazionale per estensione del “buon governo” locale (partito del fare), la crisi del presupposto, che era sì tutto ideologico – secondo cui sarebbe possibile costruire una politica sul “fare” e non, all’opposto, il fare su una politica – ed aveva perciò – come si dice – il fiato corto, ma la cui pratica, per un certo tempo ha dato anche buoni frutti. La drammatica perdita di Roma è stata solo l’inizio della frana<!–[if !supportFootnotes]–>[1]<!–[endif]–>.

In questo contesto il movimento contro il decreto Gelmini e la grande manifestazione del PD di Roma del 25 ottobre cambiano – ad essere ottimisti – solo parzialmente il clima politico. Mettono un po’ in difficoltà Berlusconi, in quanto sono segni che non tutto il paese si è rassegnato, ma non ci si può illudere che bastino ad invertire la tendenza profonda. Dopo la terza linea non c’è più nulla.


<!–[if !supportFootnotes]–>[1]<!–[endif]–> Non è possibile in alcun modo enfatizzare i recenti risultati di Trento, che vanno interpretati in chiave prettamente locale. E’ da segnalare invece, in concomitanza con l’aggravamento della situazione interna al PD, il revival della proposta, a dire poco dissennata, del “Partito del Nord” .

………..

Da un documento politico per il PD di Alberto Mandricardo

Il berlusconismo siamo noi…..

In Gruppo di discussione politica., Sinistra e dintorni on 14 dicembre 2008 at 21:00

…………….

Il berlusconismo siamo noi

Mentre il regime fascista fu effetto e contraccolpo della crisi seguita alla prima guerra mondiale e quello democristiano fu in parte almeno imposto dall’esterno (la Nato, gli USA dopo la sconfitta della seconda guerra mondiale), questo regime berlusconiano in formazione è – si può dire – solo “roba nostra”, prodotto dei nostri endogeni processi politici, (Berlusconi non ha grandi appoggi all’estero: gode di una pessima reputazione, non solo tra i progressisti), effetto del collasso e decomposizione della nostra democrazia mai diventata adulta. La affermazione di un autentico regime dell’alternanza era in realtà uno degli obiettivi di quella “riforma democratica” del paese che doveva esserci e non c’è stata.

Natura sovversiva e restauratrice del regime in formazione

Dopo essere stato portatore di un’ideologia liberista sfrenata, oggi, in seguito alla crisi planetaria del capitalismo, il berlusconismo cambia pelle (del resto nessun regime autoritario di destra si è mai impiccato sulle questioni ideologiche. Non è nemmeno il caso di ricordare l’impegno “anticapitalistica” del fascismo della prima ora, ben presto abbandonato), si fa statalista, afferma il primato della politica sul mercato, approfitta della situazione di difficoltà in cui versano settori importanti della economia e della finanza per estendere il suo controllo diretto su di essi, attua una strategia (in termini gramsciani potremmo chiamare di“conquista delle casematte”) che ne conferma la natura sovversiva. Gradualmente, constatando la arrendevolezza della democrazia, espande le sue ambizioni, si spinge sempre più oltre, facendo crescere la sua ebbrezza da onnipotenza.

 

La politica economica e sociale della destra

La politica economica del berlusconismo in questa fase mira essenzialmente al proprio consolidamento in regime: concessioni a destra e a manca, provvedimenti demagogici (come la cancellazione totale dell’ICI e la “Robin tax”, la vicenda dell’Alitalia, la Social Card, ecc.), tagli indiscriminati alla spesa pubblica, contrarietà alla apertura agli ambiti di ricerca e di produzione innovativa strategici, alla difesa e alla valorizzazione dell’ambiente, alla cultura e alla pratica della legalità, oscillazioni tra il desiderio di andare per le spicce e la preoccupazione di accreditarsi come “governo responsabile”, al quale il paese possa affidarsi per un periodo lungo.

Di fronte alla crisi epocale del capitalismo liberista, pratica la via dell’arroccamento. Fa aumentare le differenze sociali già elevatissime in Italia, demonizza intere categorie di lavoratori, coltiva la paura e aizza lo scontro tra italiani ed immigrati. All’ombra di questo governo, con questa politica economica e sociale, l’Italia si ripiega su se stessa: con Berlusconi come Lord Protettore, sceglie di essere un paese regressivo e marginale in Europa e nel mondo.

………….. tratto da un documento  per il PD di Alberto Mandricardo

Ma che film la vita……

In Miti ed eroi, musica, poesia on 13 dicembre 2008 at 1:11

Nomadi

Grazie a mia madre per avermi messo al mondo,

a mio padre semplice e profondo,

grazie agli amici per la loro comprensione,

ai giorni felici della mia generazione,

grazie alle ragazze a tutte le ragazze.

Grazie alla neve bianca ed abbondante,

a quella nebbia densa ed avvolgente,

grazie al tuono, piogge e temporali,

al sole caldo che guarisce tutti mali,

grazie alle stagioni a tutte le stagioni.

Ma che film la vita tutta una tirata

storia infinita a ritmo serrato

da stare senza fiato.

Ma che film la vita tutta una sorpresa

attore, spettatore tra gioia e dolore

tra il buio ed il colore.

Grazie alle mani che mi hanno aiutato,

a queste gambe che mi hanno portato,

grazie alla voce che canta i miei pensieri,

al cuore capace di nuovi desideri,

grazie all’emozioni, a tutte le emozioni.

Ma che film la vita tutta una tirata

storia infinita a ritmo serrato

da stare senza fiato.

Ma che film la vita tutta una sorpresa

attore, spettatore tra gioia e dolore

tra il buio ed il colore.

Ma che film la vita tutta una tirata

storia infinita a ritmo serrato

da stare senza fiato.

Ma che film la vita tutta una sorpresa

attore, spettatore tra gioia e dolore

fra il buio ed il colore.

Mi commuove sempre ascoltare la voce di Augusto, mi commuovono le sue canzoni, le parole che penetrano nel cuore. Questa canzone la considero il suo testamento spirituale, un  testamento che potrei lasciare anche io a parte “grazie alle ragazze a tutte le ragazze” che sostituirei con “grazie alle mie amiche a tutte le mie amiche” e aggiungerei “un grazie ai ragazzi a tutti i miei ragazzi”  perche gli uomini, come ben sapete,  restano sempre ragazzi a tutte le età 😀

Lago Ameno del Vaticano

In Vaticano on 12 dicembre 2008 at 1:01

La settimana di GiPi (da Internazionale n.773)

Forse l’ho pure già raccontato. Ma faccio sempre lo stesso sogno.

Ci sono queste papere e sono seduto sull’erba.

I miei piedi sono liberi. L’acqua è tiepida.

Su una barchina ci sono due ragazzi o due ragazze. Non lo si capisce da dove mi trovo. Ma non Importa. Si baciano comunque.

Oooh!

Io mi stendo al bordo di questo grande lago proprio al centro di Roma.

Qui stava il Vaticano, mi dicono. Ora c’è questo lago pacifico.

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