Mario

La Storia siamo noi…

In politica on 26 ottobre 2008 at 19:55

Io c’ero…..
Alzata alle 4 di mattina, buio pesto, strade con chi torna a casa dopo una notte di lavoro oppure di divertimento e gente che corre verso il suo impegno quotidiano, Non mi alzo mai così presto e incontro una umanità sconosciuta, umile, bella.
Pullman che viene a prenderci di passaggio, già carico di gente, gente allegra, si fa la conta, ci siamo tutti e si parte per Roma. E’ il 25 ottobre 2008 e io ci sarò.
In autostrada una fila interminabile di pullman. Gente mezzo addormentata. Chi parte dal profondo nord e chi dal profondo sud, sempre la stessa levataccia, ma il cuore leggero. Non importa in quanti saremo, l’importante è esserci. Io non sono del PD ma sono di sinistra, frequento amici che lo sono, ritengo indispensabile esserci perchè la situazione è intollerabile, perchè la libertà ci viene sotratta di giorno in giorno e non è più possibile restare zitti.
Roma. Parcheggio zona Palasport. Metropolitana Piramide. E’ uscito il sole, la gente che ci aspetta  si mette in fila ordinata, la strada è gremita, ma lasciano il passaggio a chi arriva. Ci sono le forze di polizia e tre grossi cellulari. Prorprio di fronte alla stazione. Sono per noi i “facinorosi”. Dopo un pò se ne vanno. Delusi?, Non c’è niente da fare oggi, potete tornare a casa.
Il corteo parte con la regione Emilia Romagna, sono in tantissimi, io penso ai panini che devono avere negli zainetti. Subito dopo il Veneto con in testa lo striscione di Venezia, poi Vicenza e i ragazzi del No Dal Molin, i veneziani non sono tantissimi, ma un altro nutrito numero è arrivato col treno a Termini e quelli partono da Piazza Repubblica.
Arriviamo e c’è ressa all’ingresso del Circo Massimo, dentro c’è già un mare di gente e noi siamo tra i primi. Prendiamo gli spalti. Così possiamo vedere dall’alto. Inizia così l’afflusso e noi vediamo le facce, i modi di questo popolo che non sembra allegro, ma neanche incazzato. Un popolo serio e motivato. Un popolo dei momenti difficili, quelli che uniti si può tutto.
L’afflusso è infinito,  vengono conquistate tutte le chiazze d’erba e di polvere del Circo, e continua ad arrivare gente, Dall’alto vedo il corteo che arriva da Piazza della Repubblica. Non ce la faranno mai ad entrare. Parla molta gente: studenti, poliziotti, insegnanti un mediatore culturale di colore con straordinaro eloquio (altro che classi differenziate!).
Un momento di musica “la storia siamo noi” la gente tutta di alza, sventolano le bandiere… è un mare in movimento, un momento entusiasmante, commovente. Parla Veltroni e vi rimando al post di Audrey al quale non ho niente da aggiungere.
L’inno di Mameli che nessuno mai, tranne quando vince ai mondiali l’Italia, ha mai cantato con tanto cuore. E la folla si alza e in ordine, garbatamente esce dal Circo Massimo mentre il temporale minaccia sempre più la città.
Inutile dire che anche stavolta si è avverato un sogno, come quella volta della manifestazione sull’art.18 e di aggiunta quando è cominciato a piovere finalmente e liberatoriamente abbiamo potuto dire “Piove, governo ladro!”
LA STORIA SIAMO NOI (….. io sono lì di fronte tra la colonna e il pallone rosso, mi vedete?) 😀

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  1. Semplicemente meravigliosa 🙂

  2. leggendoti mi sembrava di esserci grazie

  3. Come ho appena scritto da Audrey, sto leggendo più che posso prima di commentare ma… mi viene subito una domanda, cinica, vedendo le immagini, leggendo i blog… ma… chi l’ha votato? Non noi all’estero, dato che il nostro voto è stato l’esatto opposto di quello in Italia. Non la gente che c’è in piazza.Non i blogghisti.
    Mi chiedo: dove sono quelli che l’hanno votato? Quanti sono? Perché? E questa manifestazione di solidarietà per le strade, dov’era quando c’era da andare alle urne?
    Quante domande. Continuo a leggere, dunque
    Un abbraccio

  4. @ Martina

    Ti risponderò ora un’unica cosa, quella piazza, cioè qualla di sabato raccoglie una parte dei voti che sono andati alla sinistra. E’ una piazza bella e pura, lo sono meno gli uomini di apparato, quella piazza si è raccolta attorno, ma non li condivide.
    Il voto a Berlusconi ha molte letture, ma una sola verità, viene da una stanchezza morale infinita, da una reazione alla politica tipicamente italiana, è stato scelto un uomo che non è politico è tutto tranne che un politico di mestiere ma anche di indole. Ora quest’uomo ha il potere e lo gestisce come un imperatore gestisce il suo regno. Ma l’Italia, quando mai ha saputo liberarsi dei suoi Comandanti, dei Re, dei Capipopolo, di chi elargiva pane o bastonate, indifferentemente?
    La piazza di sabato è fatta di gente che non è andata ad osannare Veltroni, certo tante parole del suo discorso sono state condivise, è stato applaudito, parla bene anche se molto retorico, troppo centrista, moderatamente e pacatamente rabbioso e quindi insulso, ma tutto questo non è la forza della piazza, non è quello che profondamente significava. Quella piazza era il popolo dei senza popolo, che si accorgeva di non essere solo. Che si stringeva contro l’invasione barbarica che stiamo subendo. Come già ti ho detto credo che l’Italia e su questo do ragione a Veltroni, sia migliore del governo che ha. Tutta l’Italia? No non tutta, ma la parte più bella e quella che si saprà adattare, quella generosa che si opererà per cambiare le cose, quella parte sana dell’Italia che non si farà imbavagliare e che in un modo o nell’altro si unirà a “coorte”. Sabato è stata una buonissima occasione per riunire la sinistra, ma le cose non sono mature, avrei voluto vedere anche altre bandiere avrei voluto vedere anche altri giovani ma ho dovuto accontentarmi dei ragazzi meravigliosi del No Dal Molin che loro sì hanno capito, che per cambiare le cose bisogna smettere con i distinguo.
    Non so se sono stata chiara, ma io non temo di sporcarmi le mani e credo di essere coerente.

    Ciao Ross

    @ Zadig
    @ Prim

    Avrei voluto avervi con me. 🙂

  5. Vorrei ringraziare rossaura per il suo commento che mi piace tantissimo.
    Personalmente, non mi riconosco in veltroni, mi considero più sangiugno di lui. Però sono contento per la manifestazione di sabato e gli sono grato. Ma non tanto per il successo del PD: quello di sabato per me non è stato un successo di partito, ma di popolo che con le sue ragioni ha detto: “ho le mie idee, non sono una pecora che segue silvio, ma le faccio confluire in questo movimento per dare una voce a me stesso per dire che credo nell’Italia e nel mio farvi parte”.
    Sono convinto che si siano mossi quelle persone che amano il teatro, i concerti, le conferenze, che odiano la tv qualunquista, che credono nell’educazione, nel governo che li aiuti senza offrirgli regali ingiusti, nel lavoro serio.
    Io spero in un moto culturale, non solo demagogico, per uscire dal limbo mentale in cui sono chiuse le nostre idee, senza spazio per progredire in qualche senso, anche contrario a ciò che ritengo giusto, ma che almeno sia un pensiero ragionato da ogni singola persona con la sua testa e una formazione propria, non imparata a memoria ed incapace di difenderla.

  6. quale invasione barbarica .forse quella degli immigrati di qualsiasi razza?

    per rossaura

  7. @ Victor

    Tu non sai quanto è gratificante il tuo commento. che mi dà la misura che quello che ho percepito non era una pia illusione, bensì una realtà che a tutti è evidente e anche di facile lettura.
    Non è che Veltroni è venuto alla Piazza e la Piazza che ha scelto di usare Veltroni come portavoce. E questa piazza immensa può cambiare le cose, può far tremare il governo che con tanta arroganza ci impone cose inacettabili e può cambiare il PD che allo stato attuale è l’unica alternativa di opposizione.
    Questro dovrà restare bene in mente a Berlusconi e ai suoi ministri, ma dovrà anche essere marchiato a fuoco nella mente di Veltroni, che non può continuare a frenare a cercare un dialogo sulle riforme, se non viene ascoltato, se non vali niente.
    Questa manifestazione può cambiare il peso nella bilancia, ma Walter non dovrà perdere neanche un milligrammo di questo peso, non potrà tralasciare nessuna parola atta a denunciare la malafede e l’antidemocrazia di questo governo così ben munito di altoparlanti e di persone compiacenti.
    Spero davvero che sia l’inizio di un nuovo modo di concepire la sinistra, meno legato ai distinguo, più sintonizzato sui veri problemi del nostro paese.
    Ti ringrazio del tuo intervento e spero che tornerai a trovarmi, terrò possibilmente sempre vivo il dibattito sulla democrazia e sulla rinascita dell’idea di sinistra, che sarà pur variegata, ma che dovrà poter condurre ad un scopo ultimo globale, il benessere di tutti o almeno il tentativo di ottenerlo.
    Ciao Ross

    @ Giovanni
    Generalmente i commenti come i tuoi li lascio perdere. Ci sono buzzurri e barbari che sono venuti da oltre alpe e hanno invaso la Padania che a quel tempo non si chiamava così. Ora, questi barbari, si sentono razza pura e odiano gli immigrati pur avendo lo stesso diritto di vivere in questo paese.
    La storia lo insegna e spero che per le persone intelligenti la lezione sia proficua, Per te non so ma ho i miei fondati dubbi che lo sarà.

    Senza rancore Ross

  8. Ross ci sono padani e padani, c’è il bagos e il formaggio normale.
    Io sono nato in padania ma orgogliosamente le mie origini sono anche altre. Un miscuglio tra la sardegna, le valli bresciane e uno stato estero. Per fortuna i miei figli hanno anche origini romane, umbre, e venete. Più bello di così.
    Sono, o meglio siamo, figli del mondo. Vorrei ricordare ai verdi padani cui la nebbia, da queste parti ce nè in abbondanza, ha annebbiato il cervello che la terra vista dallo spazio è veramente piccola e, da lassù nascere in albania o italia è veramente impercettibile. Questione di culo. Verà il sole anche in padania e spazzerà la nebbia così da far funzionare i cervelli.

    Qualcuno l’ha già perso ma tanti lo potranno ritrovare
    Prim

  9. @ Prim

    Caro Prim , lo sai vero che sei il mio padano preferito ? ;-D

  10. Cara Ross, ne parlavo proprio ieri con altri irlandesi. L’Italia è passata, nell’ultimo secolo, dalla dittatura di Mussolini, a quella della DC, a quella di Berlusconi. Una dittatura continua di un secolo a cui gli italiani si sono sottoposti senza ribellarsi o la ribellione è stata a volte opportunista (Mussolini) o a volte minoritaria, nata in quelle frange che sono probabilmente rappresentate da quelle persone che erano in piazza anche sabato. Per cui hai ragione al 100% quando scrivi che l’Italia non ha mai saputo liberarsi dei capipopolo o, come direi io in modo molto molto cattivo, dei capigregge.
    Come abbiamo discusso anche recentemente sul mio blog, mi chiedo davvero perché. Perché di questa necessità, innata e continua, di avere un duce.
    Qual è il nostro problema?

    Un abbraccio

  11. @ Martina

    Paura di essere inadeguati? Poca fiducia in noi stessi? Pigrizia e opportunismo? La Storia di un popolo che è un miscuglio di popoli e che non si è mai unito? L’individualismo italico? Ignoranza e abitudine a ricevere ordini? Siamo piccoli, piccoli, siamo singoli e sparpagliati, mai che riusciamo a diventare italiani, ad amare questo patria, le sue istituzioni, il suo territorio, la sua unità, macchè siamo un paese piccolo e ridicolo, apparteniamo all’Europa, ma dovremmo appartenere al mondo eppure…… ci scanniamo per un federalismo a due o più velocità, innescando la sfiducia su chi ci governa sia a livello nazionale che a livello locale.
    Certo siamo un paese della comunità europea, ma non siamo una patria, non siamo una nazione, non siamo un popolo unico, non ci riconosciamo negli altri…. peggio di così.
    Non ho mai amato particolarmente la patria come difesa allo stremo del territorialità e dell’italianità, mi è sempre sembrata anacronistica, ma oggi mi accorgo che l’anacronismo è modernità per la nostra gente che è insieme di genti e non a unica identità.
    I livelli di studio sono come dice Audrey antropologico/sociologico noi non possiamo essere diversi,noi non siamo cattivi la storia ci ha “disegnato” cosi (citazione da Roger Rabbit ) 😀
    Però come ho fatto notare la scintilla c’è, basta curarla, basta alimentarla e l’Itaia può essere un paese straordinario o almeno questo è il mio sogno.
    Ciao, anche qui l’autunno si sente, verrà l’inverno, ma poi torna primavera, in tutti i sensi.

    Ross

  12. @Ross
    ci mancherebbe tu sei la mia venexiana preferita

    @Martina

    Bellissimo argomento che merita di essere approfondito. Mi limito ad esprimere alcune considerazioni: è veramente innato, e dipende dal fatto che da dominatori del mondo siamo stati dominati e sottomessi, nonchè divisi, per secoli. Garibaldi ha fatto l’italia ma non gli italiani che continuano a sentire il bisogno di essere comandati. Ultimamente poi, da Mussolini a Berlusconi, siamo anche poco esigenti e basta un capetto di poco spessore per soddisfarci. E’ la stessa sudditanza che manifestiamo all’esterno nei confronti di altri popoli.
    E’, vivendo e prosperando nella furbizia, il tentativo di nascondere il senso di colpa piccolo borghese. Con la conquista del benessere delle masse ha colpito anche la classe operaia.
    Ripartiamo dalla questione morale e forse anche gli italiani cresceranno.

    Prim Massimo

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