rossaurashani

Cosa fanno i banchieri negli States.

In Disimpegno on 22 ottobre 2008 at 8:29

Cartolina da New York.

Mio caro,

ti scrivo questa cartolina camminando perchè vado di corsa. Scusami per come è scritta, ma come sai qui c’è la crisi. E’ più  o meno come nel 1929. I banchieri si buttano dalla finestra. Camminando per strada bisogna guardare per aria. Ovviamente è meno pericoloso che prendere il metro. Ma siccome i banchieri si buttano anche sotto i treni. C’è molta attesa.

Ieri ho letto nel giornale che un banchiere. Un banchiere di Huston. Ha passato tutto il week end nella sua banca per tentare di salvarla dalla bancarotta. Era il week end dell’uragano Ike che è l’uragano più grosso negli Stati Uniti dopo Katrina. Dunque ha passato il week end a salvare la sua banca. Tutte le finestre del suo grattacielo si sono rotte. La banca ha fatto fallimento. Ha perso 8 miliardi di dollari di stock option. Dopo è tornato a casa, ma non l’ha trovata perchè se l’era portata via l’uragano e c’è un albero che è caduto sulla sua collezione di Jaguar.

Beh ammetto che personalmente non sono riuscita a commuovermi per la sua sorte, ma tutti i miei amici mi dicono che sua moglie lo stava per lasciare, perchè funziona così l’amore negli Stati Uniti.

Beh non ho più posto per scrivere, baci.

(Rupper e Mulot – Internazionale n.766)

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  1. Fact or fiction? Parole da brivido, in entrambi i casi. Che rievocano Steinbeck e Dos Passos.
    La storia ritorna ciclica, irrinunciabile in un sistema sociale che non funziona.
    Impareremo mai?

  2. Sembra di no cara Martina, come vedi ci si abitua a tutto.

  3. Quando si vuol far cenno al pericolo nel compiere un’attività si dice:
    beh è tutto relativo potremo perire anche mentre cammini, se ti casca un vaso fiori in testa!!!.
    Non ho ancora visto banchieri buttarsi dalla finestra.
    Banchieri come vasi di fiori!
    🙂

  4. Riguardo al banchiere… per quasi qualsiasi persona (e dico quasi perchè se lo provassi per tutte probabilmente subire un processo di beatificazione), provopena per gli eventi tragici di una vita umana… proabilmente però c’è qualcosa di sbagliato di fondo… In quel frangente lui non avrebbe dovuto stare alla sua banca…non era il bene primario da salvare in quel frangente… anche se hai dato il cuore per la tua azienda, ci sono priorità più grandi ed importanti. Siamo sempre liberi di fare le nostre scelte, ma questo ci porta verso delle strade ben precise (vedi sliding doors)… e tante volte chisàperchè in mezzo alla negatività l’essere umano tende sempre di più ad affossarsi su altra negatività,come un cane che si morde la coda…invece di aggrapparsi alle cose belle della sua vita… Frequentando poi un corso di disciplina Giapponese detta Baikko, ho imparato che è perfttamente inutile dimenarsi e ribellarsi a certi eventi che sono inevitabili, se accadono c’è un perchè, bisogna solo tentare di vedere un po’ più avanti…perchè è lì che possiamo capire cosa l’evento stesso ci ha insegnato…forse al povero banchiere, che tante volte avrà magari trattato con sufficienza tanti poveracci, qualcuno lassù voleva insegnare che siamo tutti uguali che che la vita è una ruota…oggi sei ricco domani un poveraccio…e che ci sono però ben altre cose che nessuno mai ti potrà portar via se le costruisci a regola d’arte: l’onestà, l’amore, il rispetto, la tua famiglia,gli affetti tutti…
    Ora questo banchiere probabilmente toccherà il fondo… ma forse in questo fondo troverà il vero amore..o dei veri amici che non guardano i sui soldi e lostimano come persona invece… ecco che tuto non sarà stato inutile!

  5. ho la tastiera del portatile che funziona d’un male…salta un sacco di lettere…pazientate…

  6. @ Sonoko

    In realtà il racconto vignetta mostra più che un atteggiamento coinvolto di un banchiere o di molti banchieri “in rovina” (cosa lampantemente improbabile perchè la rovina questi banchieri l’anno scaricata sui risparmiatori che sono quelli ormai attaccati alla canna del gas….) sopratutto all’atteggiamento del “passante” americano, che ormai riesce ad estraniarsi a tal punto da notare solo il “danno collaterale” di una crisi economica così profonda.

    Ora c’è Obama, grandi aspettative, uomo di carisma…. non so quanto sia giusto osannarlo e quanto gli sarà permesso di fare… certo che sembra una novità assoluta nel campo della politica. Purchè sopravviva e purchè lo lascino operare. Cambiare un sistema economico che è stato il motore propulsione di grandi ricchezze e di benessere di alcuni a sfavore di altri è la cosa più difficile che ci sia.

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