rossaurashani

Revolution……

In Istruzione on 20 ottobre 2008 at 21:35

A quant’anni dalle prime contestazioni che iniziarono proprio con la rivolta degli studenti Universitari nel 1968, oggi anno 2008 abbiamo un Ministro dell’Istuzione che ormai pubblica non è, che è riuscita nell’intento che molti gruppi politici avevano fallito, quello di  riunire gli studenti, i genitori, i docenti, e i lavoratori precari della scuola sulla strada e sulle piazze.

Grazie Gelmini sei stata mandata dalla provvidenza 😀

Gustatevi gli occhi:

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  1. attenzione al ” tanto peggio, tanto meglio”. Non porta mai buono.

  2. No, caro Franco, non lo dico e non intendo dirlo affatto. E’ vero che la Gelmini ha fatto di più di quello che ha saputo fare l’opposizione, ma non sono così superficiale da sperare che la rivolta della scuola sia per il settore stesso un grn beneficio. Avrei sicuramente preferito una mediocre o magari buona riforma della scuola, anche se dovesse venire da questo governo, piuttosto che una presa di coscenza così repentina da parte dei giovani della loro situazione. Insomma la questione è che non si può essere “cornuti e mazziati” . La “riforma” è un percorso velocissimo all’affossamento dell’Istruzione (pubblica), quindi ben vengano le “rivoluzioni”, se questo conduce a rivederne i “non contenuti”.
    Ora i tagli, come spero saprai, conducono irrimediabilmente al baratro culturale, ad una maggiore partecipazione economica delle famiglie, già brutalmente coinvolte, pertanto forse per scuola e sanità sarebbe il caso di non tagliare, ma di investire meglio le risorse.
    Risorse che a quanto pare vengono investite invece su Alitalia, Banche e Imprese…..
    Cosà sarà davvero il tanto peggio tanto meglio?

  3. devo confessare la mia ignoranza sulla riforma Gelmini. Ne so qualcosa per sentito dire ma non ho letto il provvedimento. Per ciò che so da un punto di vista didattico sinceramente non ci vedo niente di trascendentale nel senso che non mi sembra che gli attuali 3, 4 o 5 insegnanti delle varie classi delle scuole elementari diano un livello di istruzione maggiore rispetto al livello offerto da un unico insegnante. Io e te credo che abbiamo avuto un unico maestro ma non mi sembra che siamo dei somari.
    Anzi se proprio devo dire, vedo uscire dall’università ragazzi laureati che commettono errori di ortografia. Conosco l’impegno mio e di mia moglie per riuscire ad insegnare a mio figlio le tabelline piuttosto che la grammatica. Le medie sono una ripetizione fatta male di una parte delle elementari. Le superiori sono state una delusione. Lo studio in tutte le scuole di ogni ordine e grado era un optional, l’ignoranza imperava. Quindi sono alquanto perplesso in merito a questo. Se il discorso è invece su un altro piano, il piano del lavoro, dei precari ecc. è ovvio che è diverso. Ma dobbiamo essere chiari.
    Se tagliare vuol dire cancellare classi di montagna è ovvio che sono contrario, ma se tagliare vuol dire rispedire a casa, magari a fare un altro mestiere, chi non è adatto, chi ha perso la voglia, chi non ne ha mai avuta, chi per effetto della compresenza di altri insegnanti pensa e fa molto poco è bene che si renda conto che la ricreazione è finita. Meglio un unico maestro che sia responsabile unico di ciò che insegna e dell’apprendimento dei ragazzi piuttosto che una pletora di insegnanti la cui responsabilità si perde nella pluralità. Sei bravo, sai insegnare bene, è giusto ed è bene che tu insegni, che continui ad insegnare. Non lo sei o non lo sei più per millanta motivi è bene che tu cambi settore, vai in un altro settore della pubblica amministrazione. Ci dovrebbero essere dei test per una verifica di questa capacità. Non di conoscenza della materia, anche ovviamente, ma soprattutto della capacità di insegnare la materia preposta, test ripetuti nel tempo a scadenze fisse, biennali o triennali o quinquennali…. Questo dovrebbe valere per tutti i vari livelli di scuola, dalle materne all’università.
    Che poi questa operazione nasconda la voglia di sponsorizzare ancor di più la scuola privata rispetto alla pubblica può essere, mi è venuta in mente come ipotesi ma non sono in grado di esprimere un giudizio in merito.
    Piuttosto di una cosa sono sconcertato, non della Gelmini quanto per ciò che ha detto berlusca oggi. Questo lo trovo indecente, impedire l’occupazione delle scuole, la critica all’operato di questo governo chiamando le forze dell’ordine perchè ciò non accada. Questo è il vero pericolo. Si passa dalla scuola per mandare un messaggio chiarissimo. Vietato la critica al governo in carica. Questo non possiamo e non dobbiamo permettere che passi impunentemente. Difendo e difenderò sempre questo mio/nostro ed anche loro diritto di critica. Ma guarda che ci tocca fare…… rispolverare Voltaire. Come siamo caduti in basso…..

  4. Caro Franco la riforma e purtroppo non è un giudizio superficiale comporta alcune questioni formali, tipo il voto in condotta o il grembiulino… ecc ecc. che sono solo specchietti per le allodole, quellio che veramente è passato e devo direa suon di decreti e di voti di fiducia e il “taglio” della scuola pubblica e l’eutanazia dell’Università.
    Non voglio scendere in dettagli, ma nel post successivo, anche se in pochi attimi, mio figlio ed un insegnate spiegano le ragioni della rivolta e queste sono solo dei riferimenti.
    Le cose sono molto più gravi in quanto la questione non è solo legata al taglio del personale della scuola che già è gravissimo di per se, ma anche delle risorse per la ricerca e per le università, oltre al blocco del turn over ossia per ogni 10 insegnati che vanno in pensione se ne sostuisce 1. Insomma fuori tutti gli “eccessi”, fuori tutti i precari, fuori tutti i ricercatori…. ma cosa rimane ? I tagli non sono bilanciati da una riorganizzazione dei programmi da una promozione delle competenze, da una vera riforma. Sono fatti solo per ridurre tutto ad un fatto meramente di risparmio.
    Prendiamo il maestro unico. Ce la vendono come un ritorno al rapporto quasi materno tra alunno e insegnante, i binbi hanno bisogno della controfigura della mamma. Eh no, che non ne hanno bisogno, la mamma a casa ce l’hanno a scuola voglio insegnanti con competenze specifiche che collaborino insieme nello svolgimento dei programmi con ore di compresenza, con maggior tempo per dedicarsi all’apprendimento anche di quelli che non apprendono velocemente. Ai nostri tempi se avevi una brava insegnante tutto era OK ora la possibilità si raddoppia, gli insegnanti lavorano meglio si coordinano in modo da garantire anche il tempo pieno, Ora mi spiechi come si garantisce il tempo pieno con un solo insegnante? Non è mica la scuola privata come andavo io dove c’era la suora che stava con noi dalle 8, alle 16 del pomeriggio, a parte il pranzo dove avevamo la suora del refettorio.
    Non ti dico la varietà e la cura nell’insegnamento……. a parte comunque che avevamo la suora per le attività domestiche e quella per le attività artistiche.
    Anche allora non era sola l’insegnante, anche allora avevo un maestro di musica che mi insegnava solfeggio e canto e quella di ginnastica.
    Ma era una scuola privata capisci, i miei per quanto persone modeste avevano preferito la scuola religiosa per darci (io e mio fratello) il massimo. E forse era anche vero, anche se la cosa migliore che hanno ottenuto è il fatto di farmi diventare atea a 12 anni.
    Insomma la scuola è un equilibrio delicato, togliere risorse ci porta nel medioevo. Vorrei farti leggere e magari se ti va te lo mando per mail il dpocumento che mi ha fatto avere un mio amico professore di un istituto d’arte. Forse a leggere tra le righe si arriva veloci a comprendere la liquidazione della scuola pubblica, alla volontà di mantenere in vita solo la parte necessaria per salvaguardare la formazione delle classi dirigenti e… tutti gli altri che si fottano (scusa il termine, ma quando ce vò ce vò).
    Gelmini, Tremonti e Berlusconi sono indecenti per quello che fanno e che dicono e per la copertura che ottengono dai media. Almeno tu dici “io non sono informato” pensa invece chi crede di esserlo perfettamente ed invece è solo stato infinocchiato.
    Mio figlio come molti altri ragazzi é in occupazione, tu che abiti da quelle parti dovresti sapere che da giorni insegnati e studenti stanno tenendo lezioni per strada, coinvolgendo la città. Non devono restare isolati, devono potersi esprimere, come dici tu, nessuno meglio di loro sa quali sono gli interessi, non sarà mica la Gelmini avocatessa di poco talento a essere la reginetta della festa. Questi succhiano tutte le energie di questo paese, giustificandosi con la mancanza di soldi che poi però destinano all’Alitalia alle banche e alle imprese, ma a che pro? Per non far licenziare i lavoratori? O per non far rimanere a secco gli imprenditori. E i nostri figli? Ti mando la mail se hai voglia dai una lettura veloce, forse capirai che la cosa è molto più grave di quello che sembra.
    Ciao Ross

  5. come ti ho detto ho espresso un mio giudizio, per le negatività delle cose vissute nella scuola attraverso mio figlio, senza conoscere alcunchè della riforma Gelmini. Solo per sentito dire o per quel poco che ho letto. Mandami l’email con il materiale, lo leggerò senz’altro.
    Per quanto riguarda il campo delle università, della ricerca ecc., anche a priori, posso dirti che concordo con te, o per meglio dire con loro, docenti (escluso i baroni) e studenti. Come ho detto ad alcuni di loro, se hanno bisogno mi chiamino pure, sarò felice di dar loro una mano. Gli anni sono passati, tanti, ma mi ricordo ancora come si fa ad occupare una scuola o un ateneo. Le necessità, l’organizzazione ecc.

  6. Sai Ross, ognuno parla a seconda del proprio vissuto. Io ti racconto il mio: ho fatto le elementari nella scuola pubblica. In 5 anni ho cambiato 5 volte sede scolastica, durante la prima crollò il tetto di quello che era stato prima un monastero, poi un carcere. Dalla seconda in poi sono passato attraverso classi ospitate o in altri istituti scolastici di altro ordine o in appartamenti riadattati a scuole.
    In 5 anni ho avuto o 4 o 5 insegnanti diversi non ricordo con precisione.
    Così come non mi ricordo tutti i miei compagni di classe. Ma alcuni si. Alcuni sono morti, altri hanno fatto fortuna, altri ancora sono docenti universitari, altri sono impiegati, operai ecc. insomma un universo intero. Quella classe disastrata della fine degli anni ’50 ha attraversato la società, si è frammentata in essa, ha replicato le divisioni sociali in essa presenti.

  7. Caro Franco ho risposto con mail.
    per quanto riguarda la tua esperienza scolastica comprendo che non è stata proprio positiva e capisco anche che attraverso questa esperienza, si poteva anche avere esiti devastanti. La nostra generazione per avere la possibilità di uscire dalle divisioni sociali presenti ha dovuto lottare e mica sempre c’è riuscita.
    Mio padre era ciabattino e aveva 5 figli, non gli passava neanche per l’anticamera del cervello di far studiare me che ero femmina. Ero destinata per altri scopi 😦
    Quello che ho fatto lo devo solo a me, alla mia volontà e al mio carattere. Ma le opportunità erano limitatissime.
    Ora i tempi sono cambiati, le scuole per fortuna non sono più le stesse. Mio figlio ha frequentato una scuola che al mattino era pubblica e al pomeriggio privata (per potermi permettere di continuare a lavorare) è stata un’ottima esperienza. Ha avuto tre insegnanti condivise con un’altra classe che hanno lavorato benissimo insieme, hanno costruito le basi del suo sapere e l’interesse suo per la scuola. Ha avuto un’insegnante madrelingua inglese, un insegnante di ginnastica e un tutor pomeridiano.
    E’ uscito dalle elementare come sarebbe auspicabile sotissero tutti i bambini. Alle medie ha avuto un corpo insegnante giovane e preparato, una preside all’avanguardia, una scuola che aveva ottenuto la doppia lingua straniera, con esame parificato alla prima lingua, i ragazzi giravano intorno alla scuola per frequantare tutte le attività libere pomeridiane: laboratori di fotografia, di informatica, di lingue, di musica, di lettura, di cinema,di postura, di tennis, di psicomotricità e potrei continuare ancora. con insegnanti che prestavano la loro opera a titolo gratuito e una preside che teneva in funziona la scuola fino alle otto di sera.
    Al liceo sopratutto negli ultimi tre anni degli insegnanti preparatissimi , motivati e coinvolti . Non potrò mai parlar male dela scuola, perchè ho avuto l’esperienza di una vera scuola partecipata. E’ proprio per questo che non riesco a sopportare chi ne parla male tout court e chi ne denigra le qualità, perchè le persone ci sono anche a volte prescindendo dall’ambiente e dall’incoraggiamento umano ed economico che dovrebbe essere fondamentale per ottenere un buon insegnamento.
    Tutto questo per dire che tagliare non porta a niente, riformare potrebbe portare a qualche cosa se almeno la riforma va verso l’interesse degli studenti, perchè solo così sarà l’interesse della scuola nel suo insieme.

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