rossaurashani

Doppio binario

In Gruppo di discussione politica., Senza Popolo, Sinistra e dintorni on 2 ottobre 2008 at 13:35

Doppio binario.
Abbiamo due esigenze

La prima: staccare gli ormeggi.
L’inizio richiede una grande sensibilità collettiva.
Dovremo ricominciare ad andare in piazza, in piazze tipo Piazza Navona.
In quelle piazze che servono per unire emotivamente quelli che non accettano regole diverse tra chi ha in mano il potere e chi non ce l’ha.

La seconda: riflettere sulla direzione da prendere una volta staccati gli ormeggi.
Credo che il conflitto ideologico (si ideologico…evviva la rinascita delle ideologie) si consumerà intorno alla cultura del limite.
Qui, nuovi movimenti riflettono su nuovi modelli di società che non siano quelli dello “sviluppo sostenibile” tanto caro agli amici del PD.
Il mondo dominato del potere delle corporation ha ridotto la politica ad un ruolo “ancillare”.

Vorrei che il pensiero lavorasse alla seconda esigenza.
Per ora mi accontento di lavorare alla prima.

Il primo punto è alla portata, anche, della politica nazionale.
La politica di un paese ben poca influenza può svolgere nel grande mare dell’economia e della finanza globale.
Qualcosa possiamo fare, per rispondere a coloro che desiderano vivere in una società più giusta.
• Eliminare i privilegi di caste e corporazioni.
• Fare pagare le tasse a tutti.
• Migliorare il funzionamento della macchina amministrativa.

Non per limitare le aspirazioni!!
Per ora mi accontento . Solo per ora…!!

Alessandro

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  1. Sinceramente???
    Sono stanca dell’utopia 🙂
    Audrey

    Ps lo so,lo so Ross ..sto diventando cinica, arida, amara, ecc, ecc 😛

  2. Tu non sei cinica, arida e amara sei solo andata in aceto….. 😉

  3. Figurati mi sembrava una cosa da “Partito di governo” …ahaha

    Realpolitik by PD?
    NO GRAZIE!
    🙂

  4. Eliminare i privilegi di caste e corporazioni.

    Questo è il nocciolo di tutta la questione. Purtroppo anch’io sto andando in aceto 😀 per cui devo concordare con Audrey che in questo momento storico sembra un’utopia.
    Forse tra un paio di generazioni.

    Però…
    Noi utopisti abbiamo sempre un però.
    La frase che correntemente sfoggia nel Food for thought del mio blog, è quella celebre di Gandhi: Whatever you do will be insignificant, but it is very important that you do it.

    Le nostre azioni quotidiane, insignificanti, compiute a denti stretti e senza illusioni, messe tutte insieme però possono cambiare qualcosa, a poco a poco, centimentro per centrimetro. Servono le piazze. Servono i voti. Servono gli studenti pieni di furore ed illusioni.
    Servono azioni come il rifiutarsi di comprare nelle enormi catene di supermercati. Servono azioni come dire NO alle banche che propongono prestiti ridicoli. Vorrà dire rinunciare. Cambiare il corso della nostra vita e dedicarci all’essenziale. Rifiutare la logica del denaro.

    Certo, utopie. Però….

  5. Allora..scrivo una risposta di senso collettivo.

    Primo punto fermo del mio pensare..
    PD??? che robba è???
    Realpolitik del PD? Ma il PD non fa nemmeno politica, figuriamoci se fa Realpolitik.

    Secondo punto… Le piazze
    Trovo questo modo di pensare e concepire la politica un po’ passato (trapassato? 🙂 ) sinceramente.
    Volente o nolente la TV e internet hanno profondamente cambiato il senso del sentire ed agire collettivo.
    Ormai fa più mobilitazione un msg che passa di sito in sito, di blog in blog che un comizio.
    Faccio un esempio, così sarò chiara.
    Ieri sera mi sono arrivati i dati logs del FreeGaza Mov. (l’iniziativa per rompere l’assedio a Gaza a cui sta partecipando Vik/Guerrilla e che io sto cercando di supportare virtualmente).
    Nel mese di agosto ci sono state quesi 200mila visite al loro sito.
    E tutto questo solo con iniziative virtuali e 2 conferenze stampa.
    Ancora altre riflessioni porta ragionare intorno all’influenza della TV nel ns paese e di conseguenza ragionare sul monopolio TV che di fatto abbiamo e sulla famosa questione del conflitto di interessi.
    Finchè berlusconi dominerà la ns scena politica, la situazione non cambierà.
    Basta vedere come è stata gestita l’emergenza rifiuti, poi l’emergenza criminalità dall’informazione italiana.
    Inutile negarlo..dovevamo avere più lucidità nel ’94… E stroncare definitivamente lì lo psiconano.
    Ma la lucidità e la razionalità politica non sono la maggior virtù degli italiani.
    Ora ormai abbiamo la realizzazione compiuta del Piano Propaganda della P2.

    Terzo punto… L’utopia
    Che diceva il Che?
    Siamo realisti…Esigiamo l’impossibile
    (vado a memoria)
    Il Che è morto 40 anni fa… Sarà sempre nei ns cuori ma ora il mondo è altro.
    L’utopia oggi (forse) è riuscire a trovare un equilibrio ns individuale, privato, e difenderci dalle aggressioni esterne e riuscire a mantenerci integri.
    Già questo mi pare un’utopia 🙂

    Audrey
    ps aceto? guarda che c’è chi mi trova uno zuccherino e non uno solo 😛

  6. Idealismo e Utopia
    Bel binomio….. Insomma tutto ciò che non possiamo realizzare, e quello che possiamo è così poco, che, meglio ritirarci i noi stessi e salvare il salvabile.
    Eh no!
    Tra l’essere totalmente in balia del Piano Propaganda P2 e dei sostenitori e fautori e quella di passare per idealista illusa… scelgo la seconda.
    La questione è : dibattersi fino allo sfinimento oppure lasciar andare le cose come sono destinate ad andare.
    Probabile che per me abbia ancora un senso la lotta di “classe” che sembrerà datata, e ammetto anche che lo è, ma almeno mi fa cercare delle strade per mettermi in contatto con gli altri.

    Vero noi non possediamo i mezzi di comunicazione, quindi ci rimangono altri mezzucci che però sappiamo far funzionare. I messaggini, il tam-tam dei blog, internet, musica, qualche piazza…. certo poco, illusione pensare di contare, noi non siamo forti, però come dice Martina saggiamente, abbiamo bisogno di piccole cose, che potranno diventare di nuovo grandi se ci crediamo se ci impegniamo.

    Il PD è facilmente disprezzabile, non ci rappresenta, e così lontano dall’idealismo e dall’utopia. Ma io continuo a dire che se un partito della sinistra è in formazione e se almeno a parole ha un manifesto morale a cui attenersi… allora qualcosa si può fare, non come dice Veltroni che è uno dei “padri da uccidere” ma come diciamo noi. Bisogna cambiare le regole, il PD come pedana di lancio, come involucro da riempire, come struttura da reinventare.

    Ecco qui davvero sono un’illusa e me ne rendo conto, però ho visto che esistono degli obiettivi mobilitanti. Esistono persone che si organizzano e che vanno contro tutto e tutti , gridando le loro ragioni. Vediamo i No Dal Molin, che almeno hanno reso chiaro e democraticamente espresso il loro pensiero. Può essere che non saranno ascoltati, ma almeno tutti loro sapranno di aver subito un torto, un’imposizione antidemocratica. Nessuno di loro dimenticherà.

    Io come ho già detto vado alle riunione dei Circoli del PD, a prendere la tessera non ce l’ho fatta, ci vuole coraggio! Però a volte aggiusto tiri di discussioni che in qualche modo si sposano con le idee imperanti. Esempio: la scuola. Possibile che sia la peggiore del mondo. Possibile che gli insegnanti siano dei fanulloni. Possibile che passi solo l’idea della convenienza economica e che nessuno badi alla convenienza culturale?
    Confrontarsi vuol dire non lasciarsi fuorviare da quello che ci viene propinato, i figli del PD sono anche loro figli di questa televisione, non scordiamolo.

    Per alleggerire l’argomento faccio un appello : “Zuccherini del mondo unitevi!!!” Alla malora la glicemia…. 😀

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