rossaurashani

Formidabili quegli indiani….

In Libri on 5 settembre 2008 at 22:44

Non so a voi, ma a me molto speso succede che leggo un libro che tratta un determinato argomento che mi intriga e subito dopo leggo un altro libro che contiene lo stesso argomento e che mi intriga ancora di più. Così è successo durante la mia vacanza.

Avevo portato con me  “Formidabili quegli anni” di Mario Capanna sull’onda dei post scambiati con Riciard sul ’68. Un libro interessante, certo, che chiarisce e ricorda molti dei fatti salienti di quel periodo, se non che, gli ultimi capitoli sono dei racconti di fatti successivi al ’68, accaduti all’autore.

Ecco, mi imbatto in un capitolo dedicato all’incontro di Capanna con i capi Mohawk, uno dei popoli delle Sei Nazioni irochesi, insomma si parla di indiani d’America, i pellerossa. Sì, gli indiani dei film western, quelli di cui abbiamo una vaga idea e tra parentesi del tutto sbagliata. Mi bevo il racconto, ad onor del vero, più che per solidarietà con Capanna per interesse nei confronti della storia degli irochesi e delle loro vicissitudini e l’interesse antropologico  per i loro usi e costumi. Apprendo che i Mohawk occupano una piccolo territorio tra lo stato di New York e il Canada e che negli anni ’80 pur vivendo in una riserva di cui a seguito trattati avevano ottenuto il possesso, venivano ancora una volta spodestati del loro territorio perchè i bianchi ci avevano scoperto un ricchissimo giacimento di carbone.

Il popolo Mohawk (assieme ai Seneca, Oneida, Cajuga, Onondaga, Tuscarora) fu decimato dal vaiolo (uno dei primi esempi di pulizia etnica con guerra batteriologica), praticamente vennero regalate alle tribù coperte infestate del virus. Successivamente George Washington nel 1779 ordina che i villaggi indiani vengano totalmente rasi al suolo, catturato il maggior numero di indiani e devastati i raccolti affamando un popolo.

I Mohawk fu l’unico popolo che non fu sconfitto mai, distrutto sì, quasi annientato ma mai sconfitto.

Termino la lettura ed inizio la successiva eccomi in mano “Manituania” di Wu Ming il famoso gruppo composto da 5 giovani scrittori. Di nuovo i Mohawk e la loro storia, la loro grande civiltà, la lealtà, l’amore per le tradizioni e per i loro popoli.

Leggo tutto di un fiato la storia dei Mohawk che partirono dalla valle del S.Lorenzo e andarono a Londra per parlare con il Re per concordare la protezione delle truppe della corona dai Wings, gli inglesi ribelli a sua maestà, quelli che fondarono gli Stati Uniti rubando le terre agli indiani, amazzandoli di alcool e vaiolo. Popolo questi indiani con più onore degli inglesi, con più dignità, addirittura con il supporto di una cultura più grande e saggia.

Ma lo sapete che Friedrich Engels nel”L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato”, scrisse che “la gens irochese” aveva una struttura sociale comunistica molto  evoluta ? Ma ci credere che mi sono vergognata di essere bianca e di aver guardato i film western senza capire con quali e quante panzane ci stavano fasciando il cervello?

Americani….già tarati fin dai primi passi,  genocidio fin da subito, per interesse e con la scusa della loro soppravvivenza. Infausto destino per chi si trova sul loro cammino, per chi deve affrontare la loro democrazia….

Cito da Manituania: Nei loro volti “si rintracciava il tratto comune della materia che li plasmava. Terra scura della notte dei tempi, il volto dei vecchi. Terra rossa di roccia striata, quello degli ultimi guerrieri. Polvere bianca e marmorea, il viso delle giovani donne”.

Grandi uomini pellerossa, grandi uomini bianchi che con loro si erano mescolati ed assieme a loro avevano combattuto. Grande popolo coraggioso e leale. Insomma proprio formidabili questi indiani….

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  1. Durante la grande carestia Irlandese della metà dell’ottocento (the Great Irish Famine) che decimò, letteralmente, la popolazione di quest’isola, una tribù di nativi americani, i Choctaws (penso che fossero stanziati più o meno nei pressi dell’odierna Alabama) raccolse intorno a 700 dollari (una cifra enorme per i tempi) che mandò interamente in Irlanda ai superstiti come aiuto umanitario. Fu un enorme gesto, e l’unico aiuto che l’Irlanda decimata dalla carestia ottenne da un quasiasi paese estero. Questo fatto è tutt’oggi ricordato nei libri di storia di questo paese e forma una particolare connessione tra quella tribù, che subì carestie, diaspore e persecuzione (per questo si sentì così vicina agli irlandesi sofferenti) e l’Irlanda. L’ex presidente della repubbica Mary Robinson ringraziò ufficialmente i Cochtaws in un famoso discorso di una dozzina di anni fa.

    Ho sempre personalmente ammirato la cultura dei native americans ed il modo in cui siano sopravvissuti, nonostante le persecuzioni, il degrado, lo sterminio e le epidemie, all’arrogante avanzata degli europei nel loro continente. Un segno dei tempi che sarebbero venuti…

  2. Mi fa piacere il tuo intervento cara Martina perchè mi racconti un fatto che mi era sconosciuto e perchè mi dai l’opportunità di raccontarti che il personaggio europeo più importante dei popoli delle Sei Nazioni Irochesi è un baronetto irlandese Sir William Johnson che attorno alla metà del 1700 fu Commissario per gli affari indiani chiamato Padre del popolo irochese. La famiglia Johnson in parte bianca e in parte pellerossa combattè per salvaguardare i diritti dei nativi d’America, contro i ribelli che con la forza e l’inganno defraudavano il popolo della Lunga Casa dei loro territori. Warraghiyaghey (nome indiano di Johnson) ancora oggi è venerato come un grande Padre della patria. Lui e i suoi figli morirono per la causa indiana. Nel libro di Capanna comunque viene citato Johnson ma si capisce che anche il nostro rappresentante a quel tempo parlamentare di DP ha ricevuto la stessa onorificenza per aver guidato le dimostrazioni pacifiche indiane durante le olimpiadi di Lake Placid negli anni ’80.
    Pensa che stranezze irlandesi che aiutano gli indiani e indiani che aiutano gli irlandesi…. ho sempre detto che gli irlandesi mi stanno simpatici più di qualsiasi altro popolo europeo. 🙂

    Ciao Ross

  3. I genicidi sono continuati del tempo.Negli anni ’70 -’80 continuarono attraverso la sterilizzazione delle giovani indiane nelle riserve ,.
    ci fu nuovamente un’introduzione massiccia di alcool prorpio mentre i giovani cercavano attraverso l’istruzione di combattere contro gli yankee.
    Chissa’ che ora attraverso i McDonalds e i Casinò di Las Vegas riescano ad ottenere una rivincita .

  4. L’ho letto anch’io, anche per confrontarmi con i miei ricordi. Io lavoravo ed eravamo diffidenti verso chi studiava, gli intellettuali, Ma ci siamo capiti.
    Poi…

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