rossaurashani

E se Luxuria se ne va sull’Isola……

In Gruppo di discussione politica. on 24 luglio 2008 at 17:23

Prendo spunto da un fatto di gossip, che lascio trattare ad Audrey perchè è più nel suo registro, per tentare di spiegare la mia idea di prassi politica e alla fine saprete che cosa c’entra e se c’entra…..

Spiegare il perchè io volessi entrare nel merito delle compaggini politiche o partitiche  non è difficile, quello che mi sembra difficile è spiegare perchè diffido della mera e genericamente poco concreta discussione ed esposizione di teorie politiche, ma non solo anche di prassi teoriche politiche.

Nel sessantotto ho passato ore , ore  e ore a fare discussioni di questo genere, comprendenti: analisi, autocritica, critica, teoria insomma la solita palestra delle idee e anche palestra della parola. UNA NOIA MORTALE!!!!!!!

Noi tutti siamo d’accordo che dobbiamo tornare a sentirci popolo, dobbiamo ascoltare e fare tesoro delle istanze di chi ci circonda (anche un leghista deve avere voce, anche un fascista, tutto pur di capire 🙂 Insomma dobbiamo ascoltare, capire, usare questa conoscenza per crescere e diventare il popolo da un’ idea unica.

Insomma la confusione, la disorganizzazione pura, niente sedi dove incontrarci (ma forse la Rete ci può aiutare) nessun coordinamento (ma forse basta la nostra buona volontà), nessun progetto pratico ( ma il nostro entusiasmo ci basterà) , ma davvero pensate che una nuova Sinistra uscirà dalle ceneri della prima senza dover superare le vecchie pastoie? Ma alla fine che Sinistra saremo? Quale numero ci verrà attribuito nel firmamento dei movimenti politici?

Secondo me il problema ha due chiavi di lettura o si parte dal mondo che vorremmo e si ritorna indietro nel processo che ci ha condotto lì, oppure si pensa a quel futuro mondo e si trovano le strade da percorrere per raggiungerlo.

Insomma quanto distanti siamo dalla gente? Qual’è il modo migliore per essere parte di loro?

 Ecco perchè parlare di Luxuria. E’ mai possibile che per ridiventare popolo la Sinistra debba passare per l’Isola dei Famosi?  Sembra un paradosso, eppure….  vuoi vedere che per tornare credibili dobbiamo trasformarci in umani (ho detto umani non uomini perchè non vorrei mai discriminare un trasgender 😀 ).

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  1. Bah, Luxuria non è l’unico… un famoso parlamentare inglese laburista partecipò (con successo) ad un Celebrity Big Brother qualche anno fa 😉
    Sul fatto di sedi e territorio, la sinistra si deve evolvere, esattamente come la società post-moderna di cui facciamo parte. Proprio in virtù dell’ampio raggio geografico di questa discussione, la Rete mi sembra la sede ideale in quanto, appunto, post-geografica.
    L’Internet è riuscito a fare miracoli in quanto a campagne in posti come USA e UK. Che faccia il miracolo anche in Italia?
    La discussione continua….

  2. Per quanto riguarda Luxuria e la sua scelta di partecipare ad un programma come L’isola dei famosi credo che abbia due chiavi di lettura:
    la prima riguarda i pensatori di quel programma, la seconda Luxuria stessa.
    Tanto per dirla chiara fin da subito ambedue le chiavi di lettura non mi piacciono. Così come non piace quel programma, così come non mi piacciono i reality in genere. Legittimo il programma, legittimi tutti i coloro che vi partecipano, ma posso dire che tutti, nessuno escluso, lo fanno per motivi meno nobili di quanto le loro parole dicano, giustifichino la loro decisione?
    che una persona si presti a questo giochino voyeristico lo trovo indecente di per sè, ancorchè mitigato dal denaro, dalla fama che ne ricaverà.
    Tutti a sbandierare i propri difetti, la propria diversità, a proporsi per ciò che non sono, ad apparire, a cercare di bucare il video per essere ricordati da un pubblico demente difronte ad una scatola vuota. Luxuria è come tutti gli altri. Non vedo niente di nobile. Temo anzi il macchietismo, la curiosità morbosa che la seguirà. La barba che le crescerà come un uomo in un finto corpo di donna. Non credo nemmeno che faccia del bene alla causa che dice di difendere.

    Anch’io come Martina credo dobbiamo pensare alle potenzialità di internet in un mondo post moderno, in un mondo post geografico. Mi è piaciuta la sua definizione di mondo post geografico. L’annullamento delle distanze, l’annullamento delle difficoltà congenite nella distanza. Come sinistra credo dovremmo riflettere su questo. Certo non possiamo dimenticare che l’uso di internet non è così diffuso. Ci sono difficoltà sia all’uso, sia alla diffusione, sia alla comprensione di questo mezzo, ma che il futuro vada in questa direzione non vi è dubbio alcuno.

  3. Non sono affatto convinto che possa prendere sviluppo l’identità politica si una nuova sinistra a partire da una discussione sulla “prassi politica”?

    Che cosa dovrebbe attrarre un ragazzo di 16 17 anni, gli anni in cui si comincia a fare politica?
    Il programma del PD e le nuove iniziative legislative programmate?
    Senza voler entrare nel merito delle proposte, mi sembra onestamente un pò poco., per alimentare passione politica.

    Oggi ho letto le notizie dal congresso di Rifondazione comunista.
    Sono rimasto sconcertato!
    Come sarà possibile ricostruire movimenti, cultura e identità politica con modelli teorici che non reggono più?
    Insomma, pretendiamo che la sinistra ritorni a pensare.
    Abbiamo poi la “sinistra parlamentare” che si ostina a non prendere posizione a non dire con chiarezza che cosa pensa di fare di fronte a questo liberismo postmoderno .
    Siamo tutti liberisti, ma non siamo tutti uguali.

    Quale la differenza tra chi pensa ad un modello di sviluppo basato sulla crescita e chi ne vede uno basato sulla ricchezza , sulla felicità, sulla “decrescita”.

    Ecco da dove dovrebbe ripartire il pensiero.
    Dal senso del limite!!

  4. @alessandro
    penso che la prima cosa che dovremo impegnarci a fare tutti è dare spazio, voce ed ascolto a tutte le ‘vie’ di ricerca e riflessione. C’è talmente tanto da fare, ripensare, rimettere in discussione, ricostruire che non ha senso scartare nessun contributo adesso: ognuno di noi ha la sua personale idea del ‘dove dovrebbe ripartire il pensiero’. E visto che il pensiero è una galassia, una rete – soprattutto il pensiero di sinistra che con tutti i suoi difetti almeno tenta di riflettere la complessità del reale – allora ognuno parta da dove gli/le è più congeniale, ma senza cercare da subito LA verità o anche solo LA giusta partenza. Non è proprio questo che rimproveriamo a Rifondazione, per esempio: di infilarsi in una mostruosa impasse in cui ognuno pensa di sapere qual’è stato L’errore e qual’è IL punto da cui ripartire?
    Mi interessa tutto il filone che ragiona sulla decrescita, sul senso dello sviluppo, ha qualcosa di interessante da dirmi chi riflette sugli esiti e le vicende dei partiti, chi si pone la questione dei rapporti con lo Spettacolo (come rossaura con Luxuria), e mi vengono in mente mille altre cose.
    Mai come ora – dopo una sconfitta storica di questa portata – dobbiamo pensare a 360°, ognuno secondo le sue competenze e i propri desideri. Non sarà una fase breve, quella di una possibile ricomposizione, c’è lo spazio il tempo e penso anche la reciproca curiosità per mettere in campo tante analisi e farle incontrare e ibridare.

    @rossaura
    Sono convinta da molto tempo che sia stato un grave errore non frequentare il ‘nazional-popolare’, che questa ‘puzza sotto il naso’ ci sia costata tantissimo. Non dico che fosse facile trovare una via dignitosa e di sinistra per farlo, ma essere clamorosamente assenti dai media che hanno formato linguaggi, morale, etica e culture dell’Italia di oggi è stata una colossale cavolata. Detto questo credo che L’isola dei famosi sia un format che stritoli qualunque individualità, un meccanismo ben studiato per ricreare un circo gladiatorio dei giorni nostri: non mi pare il luogo migliore per portare qualcosa di sinistra, e tantomeno per trasformarci in umani. Temo che di umano resti davvero poco in quell’arena. Non è vero per tutta la tv, né tantomeno per tutti i reality, alcuni dei quali possono essere ‘scardinati’ dall’interno – almeno in parte – da chi abbia lucidità, dignità e fegato (un po’ per esempio l’ha fatto una concorrente del Grande Fratello di quest’anno: una transgender, Silvia mi pare, che è stata brava a ‘portare il messaggio’ che voleva fino in fondo).
    Detto ciò, francamente non mi scandalizzo: il comunismo non è una chiesa – o quanto meno non dovrebbe esserlo – quindi Vladimir può fare quello che più le aggrada: ha dimostrato di scegliere sempre con la sua testa e non temere mai di ‘metterci la faccia’. Vedremo 🙂

  5. Viviana hai ragione. In questo momento abbiamo bisogno di liberare il pensiero come non mai.
    Rimango convinto delle necessità di orientare le nostre riflessioni sul tipo di società che vogliamo/vorremo.
    Ma spesso mi trovo nell’ansia di non disporre di luoghi per esprimere questo bisogno.
    Che tu abbia ragione te? Ripartire dall’associazionismo?
    Vedremo!
    🙂

  6. @alessandro
    certo la domanda su quale società vogliamo se non è LA domanda certo ci va vicino 🙂
    l’associazionismo dà a questa domanda una miriade di risposte parziali, a modo suo, tutte utili.
    Sì, penso che sia una buona pratica per tutti noi essere parte di questo movimento così vitale (che nella mia vita si traduce in una convinta adesione all’ANPI). Ma è altrettanto importante allargare e frequentare questa bella palestra di pensiero che mi pare stia nascendo su tanti blog 🙂

    Ma

  7. @ cari tutti

    ottime riflessione anche se ispirate da un piccola questione come quella posta scherzosamente dal mio post.
    Luxuria è citato come l’eventuale personaggio di sinistra che può bucare il video per qualità che non sono proprio quelle pintrinseche al suo personaggi, altre qualità che riconosco e che meritano ben di più come il coraggio e l’autonomia di pensiero.
    Ma il problema rimane la sinistra non è nazional popolare e ha perso anche per questo. I suoi numeri sono relativi a chi non ha bisogno dei vari messaggi veicolati dai mass media, gli altri hanno vinto anche per questo , sopratutto per questo….
    Non spereremo mica che avere Colannino alla presidenza dell’Alitalia ci porterà più voti che avere Luxuria sull’isola vero?!?
    Non giudicheremo davvero la serietà degli intenti come il viatico per recuperare voti?!?
    Comincio a pensare che esiste una sola strada per la sinistra ed è quella di un nuovo “linguaggio” mediatico e politico che deve ricominciare dalla strada e dai bar con slogan qualunquisti ma efficaci come ad esempio: Piove? Governo ladro! E speriamo che piova a ridotto…

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