rossaurashani

I luoghi della cultura.

In Gruppo di discussione politica. on 21 luglio 2008 at 22:49

Siamo tutti d’accordo che la sinistra ha una grande capacità di analisi, di autocritica, di sintesi….. ma oggi le nostre capacità sono prosciugate, a cosa dare la colpa, quale sarà la nostra via d’uscita?

Le conversazioni che fino ad oggi si sono susseguite tra me, Riccardo e Franco non hanno mai sortito una qualche soluzione pratica per disimpantanarsi dalla nostra immobilità. Eppure la teoria la conosciamo bene, sappiamo quali sono i luoghi destinati a creare la cultura, li conosciamo, ma non ci sentiamo in grado di riprenderci le nostre responsabilità : come militanti, come educatori, come intellettuali.

Io sono madre forse, a differenza degli altri miei due interlocutori principali, ho vissuto e comprendo l’importanza della preparazione di una base culturale all’interno della famiglia, di quel nucleo originario che diventa per le nuove generazioni la pedana di lancio, il luogo della memoria, la serra delle idee, il fertilizzante per molte implementazioni, dall’autostima al coraggio.

La scuola certo, altro luogo di cultura, dove possono realizzarsi quelle alchimie che fanno virare a volte un ingegno pigro in un vulcano attivo.

Nella mia esperienza personale, non avendo trovato nella famiglia nessuno stimolo, anzi piuttosto dei deterrenti alla mia tensione verso la conoscenza, identifico la mia cartina di tornasole in una professoressa di lettere delle medie. Con le conoscenze di oggi posso dire che, involontariamente, e questo è certo, mi ha insegnato una visione del mondo molto vicina alla concezione materialistica della storia marxista , insegnando ad applicare la dialettica hegeliana alla Storia.

Pertanto, ritengo importante la funzione educativa della famiglia e della scuola. Ritengo necessario che all’interno della propria casa e delle aule non si lascino i figli o gli allievi, abbandonati a sè stessi. Il metodo che secondo me dovrà essere usato è maieutico , mai impositivo, forse per questo ho sempre adorato il film di Peter Weir “L’attimo fuggente” ho sempre immaginato che un educatore deve indicare la strada della razionalità seppur nell’uso del pensiero, deve incoraggiare l’uso della propria testa, mai imporre le proprie idee i propri preconcetti. Ecco realizzarsi quella sinapsi tra educatore e giovane che può essere anche visto come comprensione e appoggio allo stesso tipo di esigenza e alla stessa lotta per il sapere.

Ma, ancora tutto ciò non è maturo, proprio dal commento di Franco riguardo al richiamo e all’interesse che stimola nei giovani queste manifestazione di accoglienza di una papa, addirittura un papa come Ratzinger, così poco comunicativo, per non dire un papa come Wojtila così mediatico, dimostra la necessità dei nostri giovani di riconoscersi in un gruppo, di avere ideali, di muoversi con nuovi entusiasmi e per nuove mete, cosa che la politica ormai ha dimenticato, almeno la politica che a suo tempo aveva mosso grandi masse intorno ad un ideale , a una bandiera, ad un leader.

Oggi chi vince è l’imbonitore, quello che si spaccia per idolo, quello che fa della bugia e della demagogia il suo cavallo di battaglia. nessuno si chiede più cosa ci sta dietro, nessuno è critico, mai un approfondimento, mai la voglia di sapere, perchè nasconde al suo interno la delusione di non farcela. Meglio unirsi sotto il mantello di un potente, per non chiedersi mai nulla per non doversi esporre, per non restare delusi.

La nuova generazione ha bisogno di sognare, ha bisogno di immaginare il suo futuro, ma deve lasciare per strada, come primo atto di coraggio tutti i legami che la tiene legata al passato, tutte le merci che la contaminano profondamente, tutte le paure di fallimento e di insuccesso, che per la nostra generazione era sola una paura, per la generazione dei giovani d’oggi e il sintomo del fallimento totale.

La prassi è sicuramente “colpirne cento per educarne uno” , ma quel “colpirne ” non può essere mai un atto di violenza, deve solo essere un segno che permane anche senza essere compreso e che solo in qualcuno germoglierà in una nuova coscienza ed in una nuova autonomia di pensiero.

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